Posts Tagged ‘ricercatori precari’

Università, dopo-onda

23 febbraio 2009
proteste a firenze

proteste a firenze

Ma è davvero finita l’Onda? Quella delle manifestazioni continue, determinate e oceaniche di ottobre e novembre probabilmente, per il momento, sì. Ma la pressione di studenti e precari sui loro rettori e sul governo non si è fermata.

Sono state contestate le inaugurazioni dell’anno accademico in quasi tutte le principali università: Firenze, Milano, Torino, Roma. Studenti e precari si sono organizzati in Calabria e Sicilia, con l’Onda Mediterranea. Hanno ottenuto incontri con la controparte, per esempio a Pisa e a Cosenza.

Nel frattempo i concorsi sono sostanzialmente bloccati, perché non si capisce ancora chi è “virtuoso” o meno fra gli atenei, e perché le nuove regole (che dovevano essere decise entro l’8 febbraio) ancora non ci sono.

Ma le notizie migliori arrivano dall’estero, in particolare dalla Francia, dove la lotta contro la “riforma” dell’università di Sarkozy cresce di giorno in giorno.

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Quer pasticciaccio brutto de Piazza Kennedy

16 febbraio 2008

Riceviamo dal Coordinamento dei ricercatori precari di Ferrara e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

Università e Ricerca: l’ ennesimo “pasticciaccio brutto” di Piazza Kennedy 20!

Ancora una volta il comportamento del Ministero dell’Università lascia esterrefatti per approssimazione e superficialità. Dopo solo quattro giorni dalla emanazione della nota prot. 396 del 5.02.08, il Ministero, con una nuova nota ministeriale, sembrerebbe voler obbligare gli Atenei italiani ad applicare per i concorsi da ricercatori banditi attraverso finanziamenti ordinari (i.e. con risorse proprie degli Atenei), un DM mai pubblicato, duramente criticato dalla Corte dei Conti e tutt’ora al vaglio della magistratura contabile. Risulta poi del tutto oscuro, almeno a parare di chi scrive, in virtù di quale singolare principio
giuridico il Ministero ritenga di poter introdurre una diversa procedura concorsuale tra i posti da ricercatore cofinanziati dal Ministero e quelli finanziati esclusivamente dagli Atenei, pur essendo entrambi già banditi!

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Precario lucano: che vuoi di più dalla vita?

30 gennaio 2008

dalla Gazzetta del mezzogiorno (28 gennaio 2008):

Protesta dei precari all’Università della Basilicata
L’inaugurazione dell’anno accademico 2007-2008 dell’Università della Basilicata, che si è svolta stamani a Potenza, si è aperta con l’esposizione, nell’aula della cerimonia, di uno striscione su cui era scritto «I ricercatori fantasma della Basilicata salutano il fantasma del Ministro Mussi». […]

POTENZA – Ricercatori universitari e personale amministrativo dell’Ateneo lucano “delusi dalla piaga del precariato”, ma anche “punte di eccellenza nella ricerca, a livello mondiale” e la speranza che “il futuro non sia plumbeo per il mondo universitario”.
Sono stati questi, in sintesi, i messaggi lanciati nel corso degli interventi che si sono susseguiti durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2007-2008 dell’Università della Basilicata, che si è svolta stamani a Potenza. Una giornata cominciata con l’esposizione, nell’aula della cerimonia, di uno striscione con la scritta “I ricercatori fantasma della Basilicata salutano il fantasma del Ministro Mussi”. Era presente, invece, il Ministro per l’Innovazione, Luigi Nicolais, che ha parlato del ruolo dell’Università nella cultura moderna e della necessità di incrementare “la funzione e le potenzialità della ricerca, cosa che – ha aggiunto – il Governo stava facendo”.
La consegna della Laurea Honoris Causa in Scienze della Formazione primaria a Betty Williams – Premio Nobel per la Pace nel 1976 – è stata preceduta dalla Laudatio del docente di Storia delle Tradizioni culturali dell’ateneo lucano, Ferdinando Mirizzi. Successivamente sono intervenuti i rappresentanti degli studenti, Valeriano Di Stefano, e del personale tecnico-amministrativo, Antonella Guida. Il primo ha spiegato che “la Regione ha stanziato dai tre ai cinque milioni di euro per aiutare l’Ateneo e la ricerca”, chiedendosi perchè, invece, “sono 30 quelli stanziati per corsi di formazione esterna”.

Rompere il legame servile negli atenei

2 gennaio 2008

Dal Manifesto del 30 dicembre 2007:

oltre la precarietà

Quell’indispensabile autonomia per rompere il legame servile negli atenei

Benedetto Vecchi

La lettera aperta di Giulio Palermo ai ricercatori precari dell’università italiana non poteva che suscitare polemiche (il manifesto, 12 dicembre). In molti hanno respinto al mittente le accuse verso la presunta complicità di borsisti, dottorandi, assegnisti nei confronti del potere baronale. Da Jusef Hassoun a Marco Di Branco, da Gennaro Carotenuto a Iacopo Zetti, da Carlotta De Filippo a David Lognoli, tutti hanno contestato punto su punto le argomentazioni di Giulio Palermo. Il quale sosteneva una tesi volutamente provocatoria. Da un lato, contestava il fatto che la «qualifica» di ricercatore precario è sbagliata, visto che si è ricercatori solo dopo aver svolto un concorso. Dall’altro sottolineava come molti degli uomini e delle donne che svolgono attività di ricerca nelle università sono complici del regime di cooptazione vigente negli atenei italiani.

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Tocci sua

28 dicembre 2007

Walter Tocci, già responsabile dei DS per la ricerca e l’università, già dimessosi un anno fa dopo la prima (deludente) finanziaria del governo Prodi, scrive in questi giorni una lunga lettera per cercare di spiegare le ragioni delle sue scelte (come quella di presentare quell’emendamento richiesto dalla CRUI che esclude i collaboratori della ricerca dalle stabilizzazioni).

Scrive Tocci:

“La soluzione consiste in normali concorsi pubblici finalizzati a promuovere davvero i meritevoli, asciugando gradualmente un’area di persone grande quanto quella dei professori di ruolo”.

Ma è lo stesso Tocci a scrivere che questi concorsi pubblici non ci sono o sono del tutto insufficienti. E allora quell’emendamento appare una presa in giro: niente concorsi ma nemmeno la stabilizzazione per i precari delle università e degli enti di ricerca, insomma. “Non piove, grandina” dice Tocci, quindi il governo non è “ladro”, ma cosa?

leggi la lettera di Tocci sul blog dei ricercatori precari dell’università (e i relativi commenti)

La ricerca sotto taglio

18 dicembre 2007

90 milioni tagliati alla ricerca nella finanziaria? E’ quanto denunciato da Mussi mentre votava la fiducia al governo Prodi l’altro giorno. Fiducia ad una finanziaria che inoltre esclude il personale a contratto della ricerca da ogni possibilità di futuro: nessuna stabilizzazione e contemporaneamente fondi tagliati (quindi nemmeno concorsi).

Sulla questione segnaliamo un articolo di oggi su Liberazione (Su università e ricerca il governo ha perso un’occasione), ma anche una lettera preoccupata a Beppe Severgnini sul Corriere on line, mentre il Manifesto ha finalmente pubblicato la lettera di alcuni assegnisti e precari della “Sapienza” di Roma in risposta all’articolo di qualche giorno fa di Giulio Palermo, che potete leggere nel seguito del post.

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Da destra e da sinistra

12 dicembre 2007

Non bastano i pensatori di destra e di sinistra “meritocratici” alla Giavazzi e del Messaggero, non basta la CRUI. Ora gli attacchi ai ricercatori precari arrivano pure dalla sinistra-sinistra. Con un articolo sul Manifesto Giulio Palermo, ricercatore confermato a Brescia e attivo “contro il pensiero unico”, si scaglia violentemente contro i “ricercatori precari”, colpevoli innanzitutto di non essere (secondo lui) né ricercatori né precari e – in seconda istanza – di essere solo aspiranti baroni, perché non contesterebbero, secondo lui, il sistema baronale di cui sono solo sudditi servili.

E’ vero che molti ricercatori precari (dottorandi, assegnisti, co.co.co., tempi determinati, borsisti, cultori della materia, docenti a contratto, ecc.) non sanno di esserlo. E’ vero che ci sono voluti molti anni per far passare nella testa delle persone (e ancora non è passata del tutto) l’idea  per cui si è tutti sulla stessa barca in quanto precari. E soprattutto è vero che tutti i movimenti importanti degli ultimi anni sono passati attraverso l’identificazione con la condizione di precarietà, vedendo tra i protagonisti i ricercatori precari e questo ovviamente provoca parecchia invidia in chi precario non si sente o non è, e vorrebbe fare il rivoluzionario: molti precari “temono” di vincere un giorno un concorso e dovere così smettere di lottare. Comprendiamo quindi tutto, ma nonostante ciò questo articolo di pensiero doppio (in cui un ricercatore confermato si schiera con i baroni contro i precari, in quanto i precari non si schierano contro i baroni) davvero il “manifesto” poteva risparmiarcelo.

A Bologna i ricercatori hanno l’URP

29 novembre 2007

Finalmente un ufficio relazioni con il pubblico per i precari dell’università? Non esattamente, ma forse potrebbe essere anche meglio. I ricercatori precari bolognesi hanno creato infatti un forum, e l’hanno chiamato URP (Ufficio Ricercatori Precari). Potrebbe funzionare per creare relazioni.

Questo è l’indirizzo: URP di Bologna.

Precari a tempo indeterminato

23 novembre 2007

Un documentario – girato nel 2005 – e disponibile per il download da due anni è ora visibile anche su youtube, in 3 parti. Si intitola “Precari a tempo indeterminato” ed è stato realizzato da Mario Fusco Martone, in collaborazione con il nodo di Napoli della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari:

Università di Bologna: perché non il 100% di ordinari?

29 ottobre 2007

L’università italiana (e quella di Bologna non fa eccezione) ha una struttura “a clessidra”: negli ultimi anni ordinari e associati in crescita contro pochissimi ricercatori hanno portato all’attuale situazione. L’ateneo bolognese in questi giorni ha stanziato i fondi per i concorsi: il 40% per nuovi ricercatori, il 60% per passaggi di livello (ricercatore–> asssociato, associato–> ordinario). Perché a questo punto non il 100%? Lo chiedono polemicamente i ricercatori precari bolognesi nel comunicato che riportiamo di seguito.

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