Posts Tagged ‘montecitorio’

Si presidia di nuovo

5 marzo 2009

Era d’ottobre, tanto tempo fa. Era d’ottobre, ed eravamo in piazza, contro “l’emendamento ammazzaprecari” (o emerdamento), quasi ogni giorno.

Poi tutto si congelò, uscì la proroga al 30 giugno, qualche piccolo passo indietro e smettemmo di andare in piazza tutti i giorni contro Brunetta, cominciammo ad andarci insieme con gli studenti, contro la Gelmini, poi a scioperare, e insomma così è passato il 2008.

Ma in pochi giorni il tempo è ritornato ad essere come allora. Le stesse dichiarazioni di Brunetta (prima smentisce, poi insulta i sindacati, quindi si inventa che ha ragione accusando il governo precedente e annuncia il monitoraggio, quasi con le stesse parole di ottobre), le stesse reazioni dei sindacati, e sì, le stesse manifestazioni a cui andremo.

Venerdì 6 marzo, dalle 9 alle 13, a Montecitorio. Era d’ottobre, poco tempo fa.

14/11: l’Onda che è passata non si è fermata lì

17 novembre 2008

Venerdì scorso è cominciato in posti diversi. Per gli studenti di Roma III è cominciato a Piramide: da lì si sono diretti verso la stazione Termini. Per quelli della Sapienza (e molti precari con loro) è cominciato da Piazzale Aldo Moro, ingresso dell’Ateneo. Per i lavoratori precari e non della ricerca (in minima parte anche dell’università) il concentramento era a Bocca della Verità. A Piazza della Repubblica, invece, piano piano, si accumulavano quelli che arrivavano in treno o in metropolitana: quasi tutti studenti medi superiori e precari e universitari da tutta Italia.
Lentamente, dopo le 10, parte il corteo confederale (senza Cisl): molti striscioni e bandiere, avanti a tutti i precari, ma non tantissima gente, qualche migliaio.
Nel frattempo gli studenti partiti dalla Sapienza e da Piramide proseguono verso la stazione. Qualcuno srotola uno striscione che prende in giro i neofascisti del Blocco studentesco: “Il Blocco odia gli studenti”.
Verso le 11 esce il sole. I confederali sono a Piazza Venezia, almeno raddoppiati, nel frattempo, di numero. Molti dall’Ingv, dall’Ispra, dall’Istat, da Tor Vergata. Ma anche da Bologna, dall’Enea, dall’Inaf, dall’Iss, dal Cra.

Gli universitari invece sono finalmente uniti, tra Piazza della Repubblica e la stazione, pronti a partire verso il centro (la destinazione è ancora sconosciuta).

fannullone_smallUna mezz’ora dopo troviamo il corteo di Cgil e Uil sotto a Palazzo Vidoni e lì partono fischi e insulti al Palazzo di Brunetta. Proprio mentre le urla sono al massimo livello, un funzionario si affaccia con aria spavalda e si accende una sigaretta davanti a tutti. Si prende tanti di quei “fannullone” che un minimo, nonostante l’aria arrogante, gli saranno arrivati sicuramente

(grazie a Francesca per la foto).

A Piazza Navona il corteo riempie metà della piazza: 10mila partecipanti alla manifestazione è un numero realistico. Cominciano gli interventi dal palco: i leader sindacali si alternano ai precari.
Nel frattempo l’Onda è arrivata giù a Piazza Venezia. Lì a Botteghe Oscure contratta con la Polizia, tranquillamente, mentre risuona “un’altra volta un’altra onda” del Piotta. Dopo una decina di minuti il corteo dell’immensa Onda riparte e invade da tutte le strade il centro storico e i palazzi delle istituzioni, il Senato e la Camera in particolare. La gente non entra nelle piazze, troppo gremite, e assedia un altro edificio. Un’enorme onda di plastica blu passa di mano in mano e “Berlusconi pezzo di merda” è lo slogan più gridato, dopo (ovviamente) “Noi la crisi non la paghiamo”. C’è anche una corrente dipietrista: “Siete tutti pregiudicati” rivolto verso il Parlamento e un cartello “Più Travaglo per tutti”. Nel movimento ci sono anche antifascismo, gioia e sorrisi.
Il comportamento pacifico della polizia si spiega anche con il fatto che la piazza è governata dal prefetto Mosca, appena cacciato dal governo.

I ragazzi restano pressati a Montecitorio ancora fino alle 15-15.30, poi tornano, sempre in gruppo, verso la Sapienza. Inizia il weekend di assembleee e workshop, per decidere, tutti insieme, la linea e come proseguire.

Una settimana contro l’emerdamento

13 ottobre 2008

Non si fermano le iniziative contro l’emerdamento. Per martedì 14 Cgil Cisl Uil di università e ricerca hanno indetto un presidio alla Funzione Pubblica a Roma, nel pomeriggio, dalle 14.00. Mercoledì 15 gli stessi sindacati convocano tutti a Montecitorio, la mattina dalle 10.00. Giovedì 16 a Torino è prevista la mobilitazione dei precari. Il 15 e 16 saranno giornate di mobilitazione d’ateneo a Bologna.

Venerdì 17 invece è in programma lo sciopero generale indetto dai sindacati di base (Cobas, RdB/Cub, SdL), in gran parte con rivendicazione del precariato.

Ritiro subito!!!

2 ottobre 2008

Una giornata epocale, per molti. Tanti precari della ricerca (e non solo) tutti insieme non si erano mai visti.

Alle 10 la piazza vicino a Palazzo Vidoni è già piena, e alle 11 si fa fatica a starci dentro, continuano ad arrivare nuovi gruppi di lavoratori e si invade Corso Vittorio, gli autobus rallentano, le macchine pure. Una corsia di corso Vittorio è invasa da lavoratori che manifestano, incazzati. Chiedono il ritiro, incitano il ministro a uscire fuori. Il sindacalista si sgola da sopra una macchina.

Dopo un po’ di tempo si ottiene un corteo, fino al Parlamento, impensabile fino a ieri sera. Ed è così che si sistemano gli striscioni e si comincia, piano piano, a incamminarsi verso largo Argentina, poi il Pantheon, quindi piazza Capranica, fino a Montecitorio.

In grande quantità i precari dell’INGV, con parecchi cartelli, magliette e splendide felpe. Ricordano, tra l’altro, come licenziare i precari dell’ente significhi non monitorare più i vulcani (e molti hanno pensato al Vesuvio che inghiottiva Brunetta). Moltissimi anche i precari dell’ISPRA, quasi tutti colla maglietta “precario a spasso”, con la quale hanno girato per il centro negli ultimi giorni manifestando l’opposizione all’emerdamento. Tanti anche quelli dell’Istat, con 4 striscioni diversi e dell’Inran. E ancora precari e lavoratori di ruolo “solidali” dell’Isfol, del Cnr, dell’Enea, dell’Inaf, del Cra, dell’Infn (con un altissimo striscione), dell’Iss… Scarsi, ma presenti, gli universitari. A Montecitorio arrivano pure i lavoratori dell’Ispesl, stamattina in assemblea. Vicino ai precari dell’Ingv, anche un folto gruppo di precari del ministero dell’ambiente.

Il corteo è coloratissimo e rumoroso, un po’ populista, ma del resto è solo un controattacco al populismo di governo. E così molti degli slogan rivolti a Brunetta o a Berlusconi riecheggiano gli attacchi degli ultimi mesi ai dipendenti pubblici: “fannulloni”, “assenteisti”, e così via.  C’è chi parla di 1.000, chi di 3.000, addirittura 5.000. Forse esagerazioni, ma comunque i manifestanti sono tantissimi.

A Montecitorio la piazza è piena e dopo aver urlato per un’ora buona si attende di essere ricevuti da qualcuno. L’incontro verrà accordato solo dopo l’una e mezzo e nel pomeriggio, intanto interviene Damiano (l’ex ministro del lavoro) che dà solidarietà e annuncia che l’emerdamento durante la notte è cambiato un’altra volta (di seguito riportiamo l’Ansa sull’argomento).

I precari tornano a lavorare un po’ rincuorati non tanto dalla notizia, quanto dall’aver partecipato a una bella manifestazione, sotto un piacevole sole, nel centro di Roma.

E l’8 ottobre (mercoledì prossimo) si parla di un altro presidio, stavolta al MIUR (ministero dell’istruzione), insieme alla scuola.

Le foto sul sito della Flc Cgil.

Di seguito l’Ansa sulla nuova modifica all’emerdamento, qui il comunicato della Flc Cgil:

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14 dicembre: com’è andata

15 dicembre 2007

Un resoconto del presidio organizzato da Usi/Rdb davanti al parlamento nella giornata di venerdì 14 dicembre è presente sul sito Aprileonline. Secondo quanto dice Cristiano Fiorentini, vista com’è stata approvata la finanziaria 2008, “gli enti potranno continuare a contrattualizzate in modo precario tutti coloro che vogliono e di cui hanno bisogno, aumentando allo stesso tempo sia la precarietà lavorativa negli istituti di ricerca che degli enti di ricerca stessi”.

10 dicembre: anche l’Istat in piazza

7 dicembre 2007

La questione della rete FOL, ovvero 300 persone (con contratti co.co.co.) che ogni giorno fanno interviste per fornire i dati sull’occupazione (e la disoccupazione) in Italia, non trova soluzione. Il governo, troppo impegnato evidentemente a litigare sulla sicurezza nelle strade e sulle riforme elettorali, non ha il tempo nemmeno di rispettare i pur vaghi impegni presi con i sindacati. Il “tavolo” iniziato il 29 ottobre scorso è saltato. L’incontro che doveva svolgersi il 3 dicembre scorso infatti non c’è stato.

A questo punto è stata convocata d’urgenza una manifestazione a piazza Montecitorio, davanti al Parlamento in cui si discute la Finanziaria, lunedì 10 dicembre dalle 10 alle 15.

Di seguito il comunicato di Cgil e Uil:

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