Posts Tagged ‘concorsi’

Il concorso è sempre quello

21 marzo 2008

Gira che ti rigira, il concorso è sempre quello. Alla fine anche il ministro Mussi è capitolato, dopo l’ennesima bocciatura della Corte dei Conti. Il suo reclutamento nuovo non esiste e i concorsi sono quelli che c’erano prima, con le regole di prima. Il passaggio di Mussi e del governo Prodi non ha scalfito l’università.

Il ministero ha difatti emesso una nota che spiega che, siccome il nuovo regolamento per i concorsi è stato disgregato dalla Corte dei conti, non valgono più tutte quelle date messe a caso e che tanto hanno fatto tremare ricercatori precari e non. Semplicemente, rimane tutto come prima.

leggi la nota (pdf) 

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Quer pasticciaccio brutto de Piazza Kennedy

16 febbraio 2008

Riceviamo dal Coordinamento dei ricercatori precari di Ferrara e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

Università e Ricerca: l’ ennesimo “pasticciaccio brutto” di Piazza Kennedy 20!

Ancora una volta il comportamento del Ministero dell’Università lascia esterrefatti per approssimazione e superficialità. Dopo solo quattro giorni dalla emanazione della nota prot. 396 del 5.02.08, il Ministero, con una nuova nota ministeriale, sembrerebbe voler obbligare gli Atenei italiani ad applicare per i concorsi da ricercatori banditi attraverso finanziamenti ordinari (i.e. con risorse proprie degli Atenei), un DM mai pubblicato, duramente criticato dalla Corte dei Conti e tutt’ora al vaglio della magistratura contabile. Risulta poi del tutto oscuro, almeno a parare di chi scrive, in virtù di quale singolare principio
giuridico il Ministero ritenga di poter introdurre una diversa procedura concorsuale tra i posti da ricercatore cofinanziati dal Ministero e quelli finanziati esclusivamente dagli Atenei, pur essendo entrambi già banditi!

(more…)

Se ne vanno in bellezza

16 febbraio 2008

da free lance:

Un’appassionante nota ministeriale precisa che i concorsi a ricercatore con le vecchie procedure potevano essere banditi solo fino al 7 dicembre 2007, e non al 31 marzo 2008: si trattava di un “mero errore materiale” del burocrate che aveva redatto la nota del ministero. Siccome però i nuovi concorsi devono ancora essere promulgati sulla gazzetta ufficiale, di fatto dietro al “mero errore materiale” c’è un vero blocco delle assunzioni (come sostiene l’Associazione Nazionale Docenti Universitari). Nel frattempo sono stati sbloccati i concorsi da ordinario ed associato, qundi la “piramide” si rovescia sempre di più. La cosa buffa è che questi dilettanti allo sbaraglio, fra un po’, ci toccherà persino rimpiangerli.

Tocci sua

28 dicembre 2007

Walter Tocci, già responsabile dei DS per la ricerca e l’università, già dimessosi un anno fa dopo la prima (deludente) finanziaria del governo Prodi, scrive in questi giorni una lunga lettera per cercare di spiegare le ragioni delle sue scelte (come quella di presentare quell’emendamento richiesto dalla CRUI che esclude i collaboratori della ricerca dalle stabilizzazioni).

Scrive Tocci:

“La soluzione consiste in normali concorsi pubblici finalizzati a promuovere davvero i meritevoli, asciugando gradualmente un’area di persone grande quanto quella dei professori di ruolo”.

Ma è lo stesso Tocci a scrivere che questi concorsi pubblici non ci sono o sono del tutto insufficienti. E allora quell’emendamento appare una presa in giro: niente concorsi ma nemmeno la stabilizzazione per i precari delle università e degli enti di ricerca, insomma. “Non piove, grandina” dice Tocci, quindi il governo non è “ladro”, ma cosa?

leggi la lettera di Tocci sul blog dei ricercatori precari dell’università (e i relativi commenti)

Da destra e da sinistra

12 dicembre 2007

Non bastano i pensatori di destra e di sinistra “meritocratici” alla Giavazzi e del Messaggero, non basta la CRUI. Ora gli attacchi ai ricercatori precari arrivano pure dalla sinistra-sinistra. Con un articolo sul Manifesto Giulio Palermo, ricercatore confermato a Brescia e attivo “contro il pensiero unico”, si scaglia violentemente contro i “ricercatori precari”, colpevoli innanzitutto di non essere (secondo lui) né ricercatori né precari e – in seconda istanza – di essere solo aspiranti baroni, perché non contesterebbero, secondo lui, il sistema baronale di cui sono solo sudditi servili.

E’ vero che molti ricercatori precari (dottorandi, assegnisti, co.co.co., tempi determinati, borsisti, cultori della materia, docenti a contratto, ecc.) non sanno di esserlo. E’ vero che ci sono voluti molti anni per far passare nella testa delle persone (e ancora non è passata del tutto) l’idea  per cui si è tutti sulla stessa barca in quanto precari. E soprattutto è vero che tutti i movimenti importanti degli ultimi anni sono passati attraverso l’identificazione con la condizione di precarietà, vedendo tra i protagonisti i ricercatori precari e questo ovviamente provoca parecchia invidia in chi precario non si sente o non è, e vorrebbe fare il rivoluzionario: molti precari “temono” di vincere un giorno un concorso e dovere così smettere di lottare. Comprendiamo quindi tutto, ma nonostante ciò questo articolo di pensiero doppio (in cui un ricercatore confermato si schiera con i baroni contro i precari, in quanto i precari non si schierano contro i baroni) davvero il “manifesto” poteva risparmiarcelo.

Concorsi all’università: finalmente le nuove regole

10 dicembre 2007

Dopo numerosi rinvii pare in dirittura d’arrivo la pubblicazione in gazzetta ufficiale del nuovo regolamento sui concorsi per diventare ricercatore universitario. Un’analisi dettagliata del regolamento la trovate sul sito Precat:

E’ arrivato il nuovo concorso