Archive for the ‘scuola’ Category

17 novembre: lo sciopero della conoscenza

16 novembre 2010

Domani, mercoledì 17, è giornata di mobilitazione. Gli studenti medi e universitari saranno in piazza in tutta Italia, la scuola sciopera ancora (un’ora con la Cgil, tutto il giorno con l’Usi-Ait e il SISA, in qualche provincia anche con i Cobas), ricerca e università scioperano le prime 4 ore, l’Osservatorio sulla ricerca ha indetto un’assemblea davanti al Cnr di Roma, a piazzale Aldo Moro.
informazioni sul sito della flc

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Ottobre caldo

18 ottobre 2010

Questo ottobre è cominciato sotto i migliori auspici. Dopo le proteste dei precari della scuola già ad agosto, il blocco della didattica deciso dagli “indisponibili”, ovvero dai ricercatori della Rete 29 aprile, per protestare contro il DDL Gelmini e i tagli all’università operati dalla Legge 133 del 2008 e dalla Legge 122 del 2010, ha portato alla solidarietà di studenti e ricercatori precari.

La prima grande giornata è stata l’8 ottobre, con cortei in ogni città d’Italia e lo sciopero (di 1 ora per la Cgil, dell’intera giornata per l’Unicobas). A Bologna si è invece tenuta un’assemblea nazionale dei precari della ricerca.

Poi c’è stato il 14 ottobre, con una grande manifestazione a Montecitorio, indetta da tutte le organizzazioni sindacali e non dell’università, a cui si sono aggiunti gli studenti e i lavoratori degli enti di ricerca. Una splendida mattinata con migliaia di persone davanti al parlamento, che “festeggiavano” il fallimento annunciato del ddl Gelmini, ma chiedevano di ritirare i tagli e di investire in sapere pubblico. Un gruppone di studenti e ricercatori ha quindi occupato la vicina CRUi e poi le vie e le piazze del centro, al grido “se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”.

Il 15 è stato ancora sciopero, stavolta indetto dalla Confederazione Cobas, con manifestazioni nelle principali città d’Italia.

Poi il 16 i lavoratori e gli studenti sono scesi in piazza con la Fiom, in un’enorme dimostrazione di piazza.

Domenica 17 alla Sapienza gli studenti hanno fatto una grande assemblea nazionale, per rilanciare, due anni dopo, l’onda e i suoi contenuti. Qui il documento uscito dall’assemblea.

Contro la manovra: aggiornamenti

8 giugno 2010

Oltre alle occupazioni di Isfol, poi dell’Isae, quindi dell’Ispesl, dopo le numerose manifestazioni e agitazioni negli enti di ricerca, sono state tante le inziative in campo contro la manovra “correttiva” del governo.

Sabato scorso, come annunciato, si sono svolti i cortei organizzati dai sindacati Usb e Cobas: secondo gli organizzatori 25mila persone hanno sfilato a Roma e 10mila a Milano.

Poi ha manifestato il mondo della cultura, a Piazza Navona.

Lunedì hanno manifestato gli enti di ricerca sotto al MIUR.

Giovedì 10 giugno dalle 16.30 alle 20.00 a Piazza Navona i precari dell’Ispra metterano in piazza il loro “spettacolo” Non sparate alla ricerca.

Il 12 giugno, questo sabato, sarà la volta della Cgil, in piazza a Roma con lo slogan “tutto sulle nostre spalle”.

Nella scuola, dopo le occupazioni degli uffici provinciali patrocinate dalla Flc Cgil, si preannuncia lo sciopero degli scrutini nella scuola, indetto dai Cobas. Ma da qualche parte si è arrivati già allo sciopero della fame.

Il 19 giugno, il sabato dopo, anche il PD sta preparando la sua manifestazione contro la manovra.

A fine mese, probabilmente venerdì 25 giugno, la Cgil ha programmato lo sciopero generale.

[qui il servizio di Annozero dello scorso giovedì sugli “enti inutili”, come l’Isae e l’Ispesl]

La manovra 2010 e i precari della ricerca

25 maggio 2010

sega Analizziamo punto per punto la manovra Tremonti (o meglio la “bozza” di manovra) che circola in questi giorni, con una cura particolare per le disposizioni che riguardano la ricerca e l’università. Da segnalare in modo speciale il comma 10 “zeroaumenti”, il comma 27 “dimezzaprecari”, i commi 54-59 “sopprimienti”. Fantastico anche il comma 77 “nopensionenoparty”.

Comma 1: in tutta la P.A. dal 2011 la spesa per studi e consulenze non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 2: in tutta la P.A. (escluse Università, Enti di ricerca, e Beni Culturali) la spesa per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 3: in tutta la P.A. dal 2011 la spesa per sponsorizzazioni non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 4: in tutta la P.A. (ad eccezione di un “motivato provvedimento” comunicato preventivamente agli organi di controllo e delle spese per ispezioni) la spesa per missioni non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 5: in tutta la P.A. la spesa per formazione non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 6: Le riduzioni dei commi 1, 2 e 3 si applicano anche alle società semipubbliche.

Comma 7: dal 2011 lo stipendio di ministri e sottosegretari è decurtato del 10% rispetto al 2010.

Comma 8: dal 2011 il trattamento accessorio del personale degli uffici di diretta collaborazione dei ministeri è decurtato del 10% rispetto al 2010.

Comma 9: dal 2011 il trattamento accessorio dei dirigenti della P.A. è decurtato del 5%. Da subito i nuovi contratti dirigenziali non potranno avere importi più alti dei precedenti.

Comma 10: per il triennio 2010-2012 non ci saranno aumenti contrattuali per nessun settore della P.A. (per es. gli Enti Pubblici di ricerca), salvo la “vacanza contrattuale” come disposta dalla finanziaria 2009.

Comma 11, 12 e 13: viene quindi decurtata la già misera somma destinata ai rinnovi contrattuali prevista dalla finanziaria 2010).

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L’11 dicembre

9 dicembre 2009

La FLC-CGIL ha indetto uno sciopero nei settori della scuola, dell’università e della ricerca per venerdì 11 dicembre. Anche i sindacati USI-AIT di Scuola e Università hanno proclamato uno sciopero l’11 dicembre. Ha aderito anche il sindacato della pubblica amministrazione FP-CGIL.

Oltre allo sciopero, ci saranno manifestazioni regionali per la Pubblica Amministrazione, e due cortei nazionali a Roma per i settori dell’istruzione e della ricerca. Uno è organizzato dai precari, l’altro no.

Quella dei precari parte alle 9 dall’università “La Sapienza”, passa per Piazza della Repubblica e finisce al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a Viale Trastevere. A questo corteo parteciperanno i docenti precari della scuola, i precari dell’università e della ricerca della FLC, dell’USI-AIT e quelli auto-organizzati, gli studenti della scuola e dell’università.

L’altro corteo parte alle 9.30 da Piazza della Repubblica e finisce a Piazza del Popolo, e alla fine verrà animato da comizi di Guglielmo Epifani e Mimmo Pantaleo.

Retromarcia con tagli

6 novembre 2008

Stamattina alcuni giornali, riprendendo indiscrezioni di agenzia, hanno parlato di un decreto del ministro Gelmini da discutere nel consiglio dei ministri di oggi, che farebbe retromarcia su scuola, università e ricerca:

rinviando al 2010 la chiusura delle scuole con meno di 50 abitanti (tra cui le famose scuole di montagna)

– introducendo deroghe al 20% di turnover per le università, arrivando al 50% per le università “virtuose” e riducendolo a 0 per quelle non virtuose

– modificando le procedure di reclutamento, introducendo il sorteggio per la composizione delle commissioni di concorso

– escludendo gli enti di ricerca dal taglio del 10% delle piante organiche

Questi provvedimenti, ancora non molto chiari, rappresentano un primo reale cedimento del governo di fronte alle mobilitazioni dell’autunno. Ma nel frattempo si scoprono nuovi tagli a tutti gli enti pubblici di ricerca nella finanziaria 2009.

Update: Il Consiglio dei Ministri non ha approvato il Decreto sull’università

Secondo Update: Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto, che a tutt’ora non è disponibile. E’ disponibile invece la relazione illustrativa in pdf, e conferma quanto scritto sopra.

29/10: la giornata di oggi

30 ottobre 2008

La giornata inizia con il sottosegretario alla istruzione, università e ricerca, il democristiano Pizza (premiato per una scheda sbagliata) che da buon democristiano invita la Gelmini a dialogare cogli studenti. “E’ stata troppo brusca”, dice. E infatti in aula poco dopo si comincia a votare il “decreto Gelmini” o decreto 137.

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Cucurucucù… diploma

28 agosto 2007

Secondo i dati ufficiali (frutto di un’idagine congiunta fra Ministero del lavoro, Unioncamere, Almalaurea e Almadiploma) il diploma è il titolo di studio oggi, in Italia, vincente, per entrare nel mondo del lavoro. Non c’è troppa domanda di laureati, da parte del sistema economico, mentre ce n’è per chi è solo diplomato e – soprattutto – non pretende un salario adeguato. Infatti sempre gli stessi dati parlano, per i neoassunti diplomati, di un reddito medio mensile (a seconda del tipo di scuola) fra i 600 e gli 800 euro (contro i 1.042 degli analoghi laureati).

La scuola rimane dunque l’elemento centrale della formazione verso l’ingresso nel mondo lavorativo. E’ perciò da segnalare un’interessante disamina, pubblicata qualche giorno fa dal Messaggero, del funzionamento della scuola in alcuni paesi: Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Germania e Francia. Allo stesso tempo è partita una grande indagine internazionale della commissione europea sulle “scuole per il XXI secolo”. E l’Italia? Proprio in questi giorni alcuni studenti italiani hanno presentato un software anti-bullismo.

Il nuovo corso di Mussi

28 agosto 2007

E’ fine agosto, ma il governo non riposa. Mentre Fioroni, ministro della scuola, va al meeting dei suoi amici di Comunione e Liberazione per promettere i soliti finanziamenti incostituzionali alla scuola privata e contemporaneamente butta i soldi pubblici perché non vuole saperne di usare internet e l’email (strumenti evidentemente e pericolosamente laicisti), il sinistrodemocratico Fabio Mussi emana le linee guida per i nuovi corsi di laurea. Tra le misure draconiane, contenute negli allegati, si stabilisce una soglia minima di 12 professori di ruolo per istituire un corso (4 per ogni anno). I docenti a tempo indeterminato dovranno inoltre assegnare almeno il 50% dei crediti formativi (vd. art. 4.7 dell’allegato 1).

Le università rispetteranno i minimi? Se sì, che fine faranno i docenti a contratto – precari – che insegnavano fino a ieri in corsi di laurea da loro monopolizzati? Se invece gli atenei non rispetteranno le nuove regole, cosa succederà?

Decreto Ministeriale 26 luglio 2007

Allegato 1 (pdf) | Allegato 2 (pdf) | Allegato 3 (pdf)

L’università di Mussi: più laureati, meno studenti

27 luglio 2007

Qualche mese fa Mussi disse che sul numero chiuso per l’accesso all’università non era d’accordo e che c’erano stati degli abusi di questo sistema. Oggi ha firmato con Fioroni un decreto che fa iscrivere all’università solo gli studenti che passano il test del numero chiuso, cui si aggiunge un punteggio derivante dai risultati degli ultimi 3 anni di scuola. Mussi sostiene sempre oggi, uscendo dal consiglio dei ministri, che ci vogliono più laureati, in Italia. L’università virtuale di Mussi quindi prevede severi test in ingresso, ma contemporaneamente più laureati: geniale.