Archive for the ‘mussi’ Category

Concorsi all’università: finalmente le nuove regole

10 dicembre 2007

Dopo numerosi rinvii pare in dirittura d’arrivo la pubblicazione in gazzetta ufficiale del nuovo regolamento sui concorsi per diventare ricercatore universitario. Un’analisi dettagliata del regolamento la trovate sul sito Precat:

E’ arrivato il nuovo concorso

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Congratulazioni a Mussi

9 dicembre 2007

In preparazione del presidio di lunedì 10 dicembre davanti al ministero di università e ricerca (Piazzale Kennedy, zona EUR, Roma), la CISL università ha predisposto un comunicato in cui ironicamente ringrazia il ministro Mussi per l’operato di un anno e mezzo di governo.

10 dicembre: dissenso con Mussi

6 dicembre 2007

Dopo le polemiche giornalistiche del Messaggero contro i precari, di Mussi contro i precari, della “Voce” contro i precari, dopo le proteste e gli appelli di singoli precari e di precari in concerto, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per lunedì 10 dicembre un sit-in di protesta davanti al Ministero dell’università e della ricerca a Piazzale Kennedy, a Roma (zona EUR).

Un’analisi della situazione e di seguito il comunicato dei sindacati confederali:

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Cartine in fuga

28 novembre 2007

mappacerv.jpgCircola da alcuni mesi una lettera di alcuni ricercatori che pone alcune considerazioni sulla ricerca italiana. E’ una lettera aperta al ministro Mussi e al suo sottosegretario, Luciano Modica. Ispirato un po’ dalla lettera, un po’ dalla sua condizione di emigrante, Dario Rossi – aiutato da altri due ricercatori all’estero – ha deciso di lanciare un progetto: si chiama braindrain e ha lo scopo di mappare i cervelli in fuga, ovvero gli italiani che stanno facendo ricerca all’estero.

In particolare il progetto si rivolge a chi:

  • ha conseguito un PhD in Italia
  • risiede attualmente all’estero
  • è attualmente impiegato nel settore della ricerca (scientifica o umanistica, presso enti pubblici o privati)

La pagina per partecipare al progetto è questa. Mappatevi!

INAF: produzione di precariato

26 ottobre 2007

La Flc Cgil sta organizzando in ogni ente di ricerca le cosiddette “conferenze di produzione”. Si tratta di convegni sull’organizzazione e i problemi degli istituti. Il 22 ottobre è toccato all’INAF, l’ente degli astrofisici.

Tra gli altri sono intervenuti il ministro Mussi (che ha parlato per un’ora) e il commissario dell’INAF (De Julio). Qui segnaliamo i due interventi atipici alla conferenza: quello di Silvia e quello di Melania: 10 minuti per una, molti dati e proposte chiare.

Mussi, i 20 milioni e le fesserie del Messaggero

13 ottobre 2007

Ormai un anno fa il governo stanziò, nella vecchia Finanziaria, 20 milioni di euro per l’assunzione “straordinaria” di ricercatori nelle università, assunzioni legate a concorsi banditi con nuove regole. A tutt’oggi questi concorsi straordinari (non certo nei numeri) non esistono. Un mese fa Mussi ha persino rinunciato a stabilire nuove regole, versando i 20 milioni nelle casse “ordinarie” delle università, che le avrebbero potuti così spendere “in altro modo”. Dopo le perplessità espresse su questo “spostamento” di soldi, è uscito un decreto del Ministero che chiarisce: tutti quei 20 milioni saranno spesi per il reclutamento di ricercatori. I concorsi – fatti col solito vecchio metodo – saranno banditi – chissà quando – solo dalle università “virtuose” (cioè quelle che già non spendono più del 90% del loro fondo ordinario per stipendi).

La cosa simpatica di questo valzer dei 20 milioni di euro per misere 1.000 assunzioni (a fronte di 60mila precari) è l’interpretazione della vicenda da parte del Messaggero (che conferma il nomignolo di Menzognero o Fessaggero con cui è conosciuto a Roma): “E Mussi fa una nuova sanatoria”.
E sostanzialmente lo confermano: sono dei bugiardi.

36 mesi rinnovabili

13 ottobre 2007

Quella assurdità contenuta nel “protocollo sul welfare” secondo cui il contratto a tempo determinato può essere prolungato oltre i 36 mesi di legge se accompagnati da un sindacalista è stata “cambiata” nel consiglio dei ministri di venerdì (suscitando le ire di Montezemolo e della Cisl!). Secondo la nuova versione il sindacalista deve essere membro di una organizzazione “maggiormente rappresentativa”, e il contratto può essere rinnovato in quel bizzarro modo, ma una volta sola. Grazie a queste innovazioni Mussi ha votato a favore (ma “con riserva”).

«Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene libero, senza riscatto. Se è entrato solo, uscirà solo; se era coniugato, sua moglie se ne andrà con lui. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie, la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo.» (Esodo 21;2-4)

In altro modo

24 settembre 2007

(dal blog free lance)
Ricorderete che, un anno fa, il ministro Fabio Mussi girava per l’Italia sbandierando che avrebbe assunto duemila ricercatori in tre anni, anzi in pochi mesi, anzi no: diecimila in tre anni, o forse quattromila, no facciamo novemila e non se ne parli più – le cifre stanno qui. Avevano stanziato in finanziaria venti milioni di euro per le assunzioni nel 2007. Com’era prevedibile, un anno dopo siamo a zero, il bando che doveva uscire ad aprile non uscirà più, e quei venti milioni sono stati ridestinati altrove con un decreto estivo, che recita così:

“Al fine di garantire una più ampia assunzione di ricercatori nell’università e negli enti di ricerca […] le risorse non utilizzate sono destinate ad incremento dell’autorizzazione di spesa relativa al fondo di finanziamento ordinario”.

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Numero chiuso per ferie

17 settembre 2007

Viviamo in un sistema di mercato, regolato dalla legge della domanda e dell’offerta, lo sappiamo. A porre limiti e vincoli al mercato, che a volte si espande troppo, ci pensa lo Stato, attraverso le leggi. Una di queste leggi regola il mercato della domanda e dell’offerta universitaria, autorizzando gli atenei a limitare con il “numero chiuso” e (conseguentemente) con i “test d’ingresso” l’accesso ai corsi. Da tempo il ministro dell’università, Fabio Mussi, ripete che il numero chiuso andrebbe abolito o almeno limitato, ma i rettori non ne vogliono nemmeno sentire parlare. A parità di risorse finanziarie, non possono prendere più studenti, quindi sono “costretti” a limitare l’ingresso all’università.

Poi si scopre che la legge della domanda e dell’offerta, cancellata da una parte (coi test universitari), si ripresenta dall’altra, con il mercato dei test, parte del più grande mercato dell’aiuto allo studente. Se studiare diventa una condizione d’élite allora per mantenere lo status di studente universitario molti sono disposti a investire denaro, ed ecco così la proliferazione di servizi allo studente: ripetizioni, fotocopie, alloggi, bibliografie, tesine e tesi già fatte e – perché no? – test d’ingresso garantiti: tutto ha un prezzo, pagato – sempre e comunque – da famiglie e studenti, ultimo anello del mercato. Le famiglie che se lo possono – e vogliono – permettere pagano i servizi,  sempre più cari e sempre più esterni, l’Università sforna migliaia di laureati che considera in sovrappiù e assume con contratti sempre più precari per fare ricerca. Se non stacca l’assegno chi dovrebbe farlo, i costi del mercato universitario li pagheranno sempre di più gli studenti e le loro famiglie e di conseguenza lo pagherà – in qualità della formazione e della ricerca – questo Paese.

link: la pagina dell’UDU sul numero chiusoil canale “Trucchi per i test di ammissione” di Universinet

L’università ridotta all’osso

12 settembre 2007

Mentre persino il ministero di Mussi comincia a deliberare sulle stabilizzazioni, l’autunno si preannuncia difficile: Padoa Schioppa ha già proposto la sua (originalissima) soluzione ai problemi del Paese (tagli al personale) mentre Nicolais propone oggi di abolire i contratti a termine nella pubblica amministrazione; il 20 ottobre si avvicina senza una chiara idea di chi e perché sarà in piazza e intanto in tv si chiacchera di precariato come due anni fa (senza che nel frattempo sia successo nulla per cambiare le cose). Proponiamo un’analisi della situazione, dal Manifesto del 9 settembre:

L’universita’ ridotta all’osso
LUCA TOMASSINI

“Quello che e’ certo e’ che non abbiamo tempo”. Cosi’ arringava, ancora fresco di nomina, alla Commissione Cultura della Camera il ministro dell’universita’ Fabio Mussi. Quasi due anni sono passati e quasi nulla e’ stato fatto, con l’eccezione di alcuni interventi per correggere le piu’ vistose storture provocate dalla riforma di Luigi Berlinguer.

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