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La prima lettera di Renzi e Madia ai dipendenti pubblici

8 maggio 2014

In questo post analizziamo uno per uno i punti della lettera indirizzata ai dipendenti pubblici dal primo ministro Renzi e dalla ministra della Pubblica Amministrazione Madia. Per iniziare precisiamo che nessuna lettera è stata inviata. I dipendenti pubblici se la devono/possono scaricare dal sito del governo, in pdf.

Nella conferenza stampa di mercoledì 30 aprile non è stata presentata nessuna “riforma” della P.A., ma sono state elencate alcune cose, riportate appunto nella “lettera”.

L’impressione di fondo è una sequela di buone intenzioni, cose già fatte, “modifiche”, “superamenti”, “riforme”, “riorganizzazioni”, con il condimento di alcuni provvedimenti che non riguardano la pubblica amministrazione. La domanda quindi è: su cosa si devono o dovrebbero pronunciare scrivendo a rivoluzione@governo.it i dipendenti pubblici? Su quale “riforma”?

Per quanto riguarda specificamente i precari della ricerca, l’ulteriore accorpamento di enti di ricerca e la “riorganizzazione” delle sedi regionali dell’Istat non sembrano segnali positivi. Ma commentiamo i 44 punti, uno per uno.

1) abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella p.a., a costo zero –> già fatto

l’istituto del trattenimento in servizio (ovvero la possibilità di chiedere di stare altri due anni in servizio oltre il momento della pensione) è già stato limitato enormemente dalle manovre degli ultimi anni. Si tratta quindi di casi sporadici, fortemente voluti dalle amministrazioni (considerato che un trattenimento in servizio equivale oggi a un’assunzione, con un turnover limitatissimo solo amministrazioni criminali lo adottano e per casi realmente necessari). Il calcolo di “10.000 posti in più per giovani” non si capisce quindi da dove origini: in quanti anni/decenni? Occorre considerare che il “turnover” è fermo al 20%.

2) modifica dell’istituto della mobilità volontaria e obbligatoria –> già fatto

Anche questo “provvedimento” è già stato ampiamente adottato dal governo Monti nel 2012 e poi riaffermato nel 2013 con il DL 101 (decreto D’Alia), per ora con scarsi risultati: il problema, come tutti sanno, nella PA è che i dirigenti non mollano i dipendenti che vorrebbero trasferirsi volontariamente, e che la mobilità coatta verso altri enti pubblici è resa difficilissima dalle norme (ancora una volta) sul turnover e dalle pastoie burocratico/ministeriali.

3) introduzione dell’esonero dal servizio –> già fatto

Già ampiamente “introdotto” e utilizzato. Nel 2008 il governo varò incentivi all’esonero, che infatti ha avuto larga diffusione negli ultimi anni.

4) agevolazione del part-time –> buona intenzione

Magari. In che modo? In che senso?

5) applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può percepire dalla pubblica amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da pensione –> già fatto

“Applicazione rigorosa delle norme” è una di quelle locuzioni tutte italiane che ci piacciono tanto. Come dice la stessa frase, le leggi esistono già, basterebbe applicarle. 

6) possibilità di affidare mansioni assimilabili quale alternativa opzionale per il lavoratore in esubero –> già fatto

Anche questo “provvedimento” è già stato preso con il DL 101 dell’anno scorso.

7) semplificazione e maggiore flessibilità delle regole sul turn over fermo restando il vincolo sulle risorse per tutte le amministrazioni –> ambiguo

Non si capisce cosa voglia dire “semplificazione e maggiore flessibilità” (sembrano due cose in contraddizione), comunque ben venga un criterio meno odioso del 20% di turnover per tutti.

8) riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego –> già fatto

Qui si tratta di sparare sulla croce rossa. Praticamente in ogni manovra degli ultimi 6 anni sono stati ridotti i permessi sindacali nel pubblico impiego. Certamente non è proprio un provvedimento “nuovo”, ma certamente è vergognoso, visto che limita le possibilità di opposizione di chi si opporrà alla riforma, preventivamente.

9) introduzione del ruolo unico della dirigenza –> buona intenzione

Se ne parla da anni. Vedremo.

10) abolizione delle fasce per la dirigenza, carriera basata su incarichi a termine –> buona intenzione

La prima parte è sostanzialmente una ripetizione del punto precedente. La carriera dei dirigenti amministrativi è ad oggi già basata su incarichi a termine.

11) possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un termine –> incostituzionale?

E’ una frase buttata là o ha un senso? Una persona ha fatto un concorso pubblico per diventare dirigente amministrativo, lo ha vinto. L’ente che lo chiama a un certo punto gli leva l’incarico magari a causa di tagli imposti dall’alto e lui viene licenziato? E’ ovvio che semmai si dovrà ricorrere alla mobilità, il licenziamento acausale sarebbe effettivamente una novità, credo destinata a scontrarsi con il primo TAR che incontra.

12) valutazione dei risultati fatta seriamente e retribuzione di risultato erogata anche in funzione dell’andamento dell’economia –> incostituzionale?

La prima parte è una “buona intenzione” priva di significato, la seconda è più interessante. Il tuo ufficio ha avuto delle performance altissime, il gradimento del pubblico, un risparmio enorme? Non potrai comunque ottenere nessuna retribuzione di risultato, perché il PIL è a zero…

13) abolizione della figura del segretario comunale –> incomprensibile

Qua siamo alla commedia pura. Chissà che gli avrà fatto a Renzi o Madia il segretario comunale?

14) rendere più rigoroso il sistema di incompatibilità dei magistrati amministrativi –> già fatto

Va beh stiamo a vedere che vuol dire “più rigoroso”. Anche in questo caso probabilmente basterebbe applicare le leggi che ci sono.

15) conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni –> buona intenzione

Ottime intenzioni!!! “Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”! Gli asili nido (anche di questo se ne parla da parecchi anni) nelle aziende!!! Come? Con quali soldi? Non è dato sapere. 

16) riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando gli oltre 20 enti che svolgono funzioni simili, per dare vita a centri di eccellenza –> buona intenzione, già fatto, ambiguo

Ovviamente, come sempre, se si guarda agli enti inutili, ecco spuntare gli enti di ricerca! Sono 20 ma 10 anni fa erano molti di più, a forza di “riorganizzazioni strategiche”. Che accorpando più enti si costituiscano “centri di eccellenza” sembra più un auspicio che un provvedimento. D’altro canto che esista un’unica “centrale” degli EPR è una richiesta (annosa) anche degli addetti del settore.

17) gestione associata dei servizi di supporto per le amministrazioni centrali e locali (ufficio per il personale, per la contabilità, per gli acquisti, ecc.) –> buona intenzione, ambiguo

Chi la associa questa gestione? Si allude forse alla privatizzazione di alcune funzioni degli enti locali, per aumentarne (come già accaduto ampiamente negli ultimi anni) i costi? O di far tenere un unico ufficio per il personale per una serie di enti e/o comuni? Ma perché poi?

18) riorganizzazione del sistema delle autorità indipendenti –> ambiguo

Un’altra “riorganizzazione”. Qua però, a differenza che per gli enti di ricerca, non si parla di accorpamenti. Altro non è dato sapere.

19) soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione e attribuzione delle funzioni alla Banca d’Italia –> buona intenzione

Una Commissione in meno fa sempre piacere.

20) centrale unica per gli acquisti per tutte le forze di polizia –> già fatto?

Ma non ce n’è già una unica per tutto il pubblico impiego?

21) abolizione del concerto e dei pareri tra ministeri, un solo rappresentante dello Stato nelle conferenze di servizi, con tempi certi –> buona intenzione

Quindi? Non si danno più pareri? Francamente il significato di questa frase è del tutto oscuro.

22) leggi auto-applicative; decreti attuativi, da emanare entro tempi certi, solo se strettamente necessari –> ottima intenzione

Magari, sarebbe un sogno. Vediamo se cominciamo da questa “riforma”.

23) controllo della Ragioneria generale dello Stato solo sui profili di spesa –> buona intenzione, già dovrebbe essere così

E’ quello che già dovrebbe fare.

24) divieto di sospendere il procedimento amministrativo e di chiedere pareri facoltativi salvo casi gravi, sanzioni per i funzionari che lo violano –> ambiguo

In che senso? 

25) censimento di tutti gli enti pubblici –> già fatto

Già fatto, dall’Istat. In particolare dalle sedi regionali (vd. punto 28) e dai precari, che aspettano da un anno e mezzo il DPCM attuativo del censimento permanente.

26) una sola scuola nazionale dell’Amministrazione –> già fatto

Già previsto dalla manovra di due anni fa.

27) accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione civile–> già fatto

Già detto decine di volte negli ultimi anni. Già fatto con l’ultima legge di stabilità. Vedremo. Qui una proposta di legge in tal senso. Del 1996.

28) riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (es. ragionerie provinciali e sedi regionali Istat) e riduzione delle Prefetture a non più di 40 (nei capoluoghi di regione e nelle zone più strategiche per la criminalità organizzata) –> ambiguo

Buttata là. Chi farà le veci delle ragionerie provinciali, delle sedi regionali dell’Istat (vd. punto 25), delle prefetture?  Che vuol dire “riorganizzazione”?

29) eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle camere di commercio –> perché?

Cioè? Le società saranno in nero?

30) accorpamento delle sovrintendenze e gestione manageriale dei poli museali –> ambiguo

Anche questo era già stato detto e non si capisce che vuol fire, soprattutto riguardo all’accorpamento delle sovrintendenza…

31) razionalizzazione delle autorità portuali –> ambiguo

Ok. Anche se “razionalizzazione” è forse ancora più vago di “riorganizzazione”.

32) modifica del codice degli appalti pubblici –> ambiguo

“modifica” in che senso?

33) inasprimento delle sanzioni, nelle controversie amministrative, a carico dei ricorrenti e degli avvocati per le liti temerarie –> contro i lavoratori

Ancora più difficoltà nel fare ricorso: ma vogliamo sanzionare anche la pubblica amministrazione che ricorre all’infinito quando perde? E’ nello spirito del “jobs act”

34) modifica alla disciplina della sospensione cautelare nel processo amministrativo, udienza di merito entro 30 giorni in caso di sospensione cautelare negli appalti pubblici, condanna automatica alle spese nel giudizio cautelare se il ricorso non è accolto –> contro i lavoratori

“Modifica” che vuol dire? Che non si sospende più nulla? Sarà ancora più difficile difendere i diritti, anche in tribunale (vd. punto precendente).

35) riforma delle funzioni e degli onorari dell’Avvocatura generale dello Stato –> ambiguo

“riforma” nel senso che gli danno meno soldi, più soldi, in modo diverso? 

36) riduzione delle aziende municipalizzate –> già fatto

Non è una gran novità. Già previsto da un decreto del governo Renzi

37) introduzione del Pin del cittadino: dobbiamo garantire a tutti l’accesso a qualsiasi servizio pubblico attraverso un’unica identità digitale –> buone intenzioni

Ancora aspettiamo la carta d’identità elettronica e la PEC unica, vediamo se e quando arrriverà anche il pin.

38) trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche: il sistema Siope diventa “open data” –> buone intenzioni

Ecco a voi il SIOPE.

39) unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente –> buone intenzioni

Ottimo.

40) concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni –> buone intenzioni

Concretamente?

41) unificazione e interoperabilità delle banche dati (es. società partecipate) –> buone intenzioni, ambiguo

Ottimo, quali banche dati? Il SIOPE di nuovo (vd. punto 38)?

42) dematerializzazione dei documenti amministrativi e loro pubblicazione in formato aperto –> buone intenzioni

Benissimo. Come?

43) accelerazione della riforma fiscale e delle relative misure di semplificazione –> ambiguo

Che c’entra con la PA? Boh.

44) obbligo di trasparenza da parte dei sindacati: ogni spesa online –> incostituzionale?

I sindacati fanno forse parte della PA? Che vuol dire “ogni spesa online”? 

13 luglio: protesta all’ISTAT

19 luglio 2012

Link al sito dei precari dell’ISTAT

Occupato il centro diffusione dati dell’Istat dai lavoratori in agitazione, che questa mattina hanno ritardato l’uscita dei dati.
L’assemblea permanente dei lavoratori e dei sindacati dell’Istat questa mattina si è riunita nel cortile della sede centrale di via Balbo, per discutere delle conseguenze della spending review sul futuro dell’Istituto e di tutta la ricerca pubblica.
La contestuale occupazione della sala stampa ha comportato il ritardo di oltre un’ora nella diffusione dei dati sui prezzi al consumo. [continua]

Fighting Review

12 luglio 2012

Dopo qualche classico imbambolamento iniziale, le reazioni contro l’ennesimo decreto che ammazza dipendenti pubblici, precari e non, e blocca la ricerca pubblica, cominciano a proliferare.

I sindacati

Usb ha manifestato il 6 a piazzetta Vidoni.

La Cisl nazionale si è subito tirata indietro, ma la Federazione che si occupa di ricerca ha fatto un comunicato abbastanza netto: eccolo.

Uil e Cgil hanno subito annunciato mobilitazione e sciopero (ovviamente a settembre, quando il decreto sarà già diventato legge…).

Oggi 12 luglio si è svolto un presidio unitario di Flc Cgil, Fir Cisl e Uil Rua davanti al Miur.

La prossima settimana è prevista un’assemblea di tutti gli enti di ricerca all’Iss per il 24 e un presidio a palazzo Vidoni per il 19.

Link:

La convocazione del presidio unitario al Miur del 12  luglio | Comunicato della Flc Cgil: licenziati i precari della conoscenza | Usi Ricerca: la ricetta di Profumo per la ricerca pubblica | Anpri: l’ultima newsletter | Comunicato della Uil Rua sull’Isfol | Comunicato nazionale Uil Rua: “un governo di pinocchi” | Assemblea all’Istat il 13 luglio: spending review, saldi d’estate sulla ricerca pubblica | Inran: occupato l’Istituto | Inran: prosegue la protesta | Inran: il ministro Catania chiama i sindacati | Le iniziative e le proposte di piattaforma della Flc Cgil | LaborTv: il segretario Fir Cisl e una ricercatrice precaria dell’Inea

I presidenti degli enti di ricerca

Bignami (Inaf), Ferroni (Infn) e Nicolais (Cnr) | Garaci (Iss) | Giovannini (Istat)

Altri

Pier Luigi Canonico (SIF) | Giorgio Napolitano (presidente della repubblica) | Infn, dopo il bosone i tagli (ANSA) | Adiconsum contro la soppressione dell’Inran |

Altre agenzie:

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La spending review, punto per punto, taglio per taglio

9 luglio 2012

Di seguito una sintesi, articolo per articolo, del decreto sulla spending review, firmato venerdì sera da Napolitano e già in Gazzetta Ufficiale, che sarà probabilmente approvato dal Parlamento entro luglio.

Scarica gli allegati (dal sito FLC CGIL)

articolo 1

la pubblica amministrazione deve passare dalla consip per gli acquisti–> imprecisati risparmi

il ministero della giustizia taglia di 20 mln di euro i fondi per le intercettazioni per il 2012 e di 40 dal 2013

il ministero della giustizia taglia di 35 mln nel 2012 e 70 nel 2013 i soldi che dà ai comuni per il funzionamento degli uffici giudiziari

il ministero della giustizia taglia le spese in acquisti di beni e servizi di 5 mln nel 2012 e di 10 dal 2013

articolo 2

taglio del 20% della pianta organica per i dirigenti

taglio del 10% della pianta organica per gli altri dipendenti, ad esclusione di ricercatori e tecnologi degli enti pubblici di ricerca (epr)

taglio del 10% della pianta organica delle forze armate

sono esclusi dal taglio scuole e afam

la riduzione delle dotazioni organiche avverrà per dpcm entro il 31 ottobre 2012, con deroghe caso per caso, fatto salvo il totale che deve dare -10%

se al 31 ottobre non sono usciti i dpcm sono sospese le assunzioni

sono esclusi anche il corpo sicurezza, i vigili del fuoco, gli amministrativi degli uffici giudiziari, il personale della magistratura, le amministrazioni che già hanno ridotto a giugno, come la presidenza del consiglio e gli enti locali, per cui si applicano le norme del successivo art. 16

al personale in soprannumero dopo i tagli alla pianta organica si applicano i seguenti passaggi:

– prepensionamento se ha i requisiti, anche pre riforma fornero, con tfr dato 3 ani dopo

– prepensionamento se avrà i requisiti entro il 31 dicembre 2012

– mobilità fra enti

– esubero per 24 mesi, ma prolungabili fino a 48 se utili a maturare i requisiti per la pensione, sempre pre fornero

– la presidenza del consiglio pubblicherà sul suo sito web l’elenco dei posti vacanti, che dovranno accettare le eventuali domande dei lavoratori in esubero

tutte queste disposizioni si applicano anche in caso di dichiarata eccedenza da patte di un ente, per ragioni funzionali o finanziarie

i sindacati saranno informati, ma non consultati

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Dov’eravamo rimasti?

28 giugno 2012

Approfittiamo del caldo estivo per ricapitolare le cose, visto che questo blog non lo aggiorniamo da parecchio.
E proviamo a essere sintetici. Cos’è successo negli ultimi mesi? Nulla. Visto che il governo Monti ha deciso di lasciare bloccate carriere, stipendi, assunzioni, ecc.

Nelle università si è fatto un gran parlare di merito, come sempre. Poi sono arrivate le “abilitazioni” per associati e ordinari. Sono poche, pochissime, e saranno l’unica possibilità anche per i ricercatori precari.

Per gli enti di ricerca, accantonata per un attimo la valutazione della performance di Brunetta, siamo arrivati a questo torrido fine giugno e ancora il governo deve firmare i DPCM autorizzativi del 2009! Sì del 2009!

turnover  dopo, ridotti al 20%, evidentemente se li stanno tenendo stretti, per risparmiare alcune centinaia di LIRE con cui sedersi al tavolo dell’Europa a portafoglio pieno.

Come reagiscono i precari? Apparentemente con poca o nulla mobilitazione, molta rassegnazione. Qualche segnale qua e là, ma niente di più. I precari dell’Istat si sono fatti sentire nel loro ente, i precari dell’Ingv se la sono dovuta vedere non solo col terremoto in Emilia, ma anche con le “polemiche” su e di Sonia Topazio, i precari dell’Iss hanno scritto a Napolitano.

La Cgil ha deciso di fare lo sciopero generale contro il DDL Fornero, ma poi non lo ha fatto. Nel frattempo ha scioperato a livello territoriale e manifestato unitariamente contro il fisco.

I sindacati di base hanno scioperato venerdì scorso contro la riforma del lavoro e “contro le tasse”, 22 giugno, ma a risentirne sono stati quasi solo i trasporti di Roma, visto che la Metro era chiusa per sciopero.

I “movimenti” hanno indetto una “tre giorni” a metà giugno, con qualche centinaia di partecipanti, sempre contro il DDL Fornero.

Qui aspettiamo che rinfreschi.

La manovra 2010: integrazioni

25 maggio 2010

Oltre alla bozza che circola della “manovra”, il Ministero ha anche diffuso un “documento-schema” in cui si riassumono le principali misure.

Ecco qui le cose in più che si trovano nello schema, rispetto alla bozza già analizzata e commentata nel post precedente:

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La manovra 2010 e i precari della ricerca

25 maggio 2010

sega Analizziamo punto per punto la manovra Tremonti (o meglio la “bozza” di manovra) che circola in questi giorni, con una cura particolare per le disposizioni che riguardano la ricerca e l’università. Da segnalare in modo speciale il comma 10 “zeroaumenti”, il comma 27 “dimezzaprecari”, i commi 54-59 “sopprimienti”. Fantastico anche il comma 77 “nopensionenoparty”.

Comma 1: in tutta la P.A. dal 2011 la spesa per studi e consulenze non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 2: in tutta la P.A. (escluse Università, Enti di ricerca, e Beni Culturali) la spesa per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 3: in tutta la P.A. dal 2011 la spesa per sponsorizzazioni non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 4: in tutta la P.A. (ad eccezione di un “motivato provvedimento” comunicato preventivamente agli organi di controllo e delle spese per ispezioni) la spesa per missioni non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 5: in tutta la P.A. la spesa per formazione non potrà superare il 50% della spesa del 2009.

Comma 6: Le riduzioni dei commi 1, 2 e 3 si applicano anche alle società semipubbliche.

Comma 7: dal 2011 lo stipendio di ministri e sottosegretari è decurtato del 10% rispetto al 2010.

Comma 8: dal 2011 il trattamento accessorio del personale degli uffici di diretta collaborazione dei ministeri è decurtato del 10% rispetto al 2010.

Comma 9: dal 2011 il trattamento accessorio dei dirigenti della P.A. è decurtato del 5%. Da subito i nuovi contratti dirigenziali non potranno avere importi più alti dei precedenti.

Comma 10: per il triennio 2010-2012 non ci saranno aumenti contrattuali per nessun settore della P.A. (per es. gli Enti Pubblici di ricerca), salvo la “vacanza contrattuale” come disposta dalla finanziaria 2009.

Comma 11, 12 e 13: viene quindi decurtata la già misera somma destinata ai rinnovi contrattuali prevista dalla finanziaria 2010).

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La situazione

5 febbraio 2009

E’ un po’ che non aggiorniamo questo blog, per cui cercherò di fare una panoramica della situazione per i precari della ricerca.

I Dpcm autorizzativi per le stabilizzazioni del 2008 ancora faticano ad arrivare, ma nel frattempo il decreto milleproroghe ha dato la possibilità di usare quei Dpcm anche nel 2009.

In alcuni enti le cose si sono mosse per il meglio, come all’Isfol, dove il 2 gennaio, dopo un repentino aumento della pianta organica per decreto, tutti gli stabilizzandi sono stati stabilizzati in un solo giorno! Qualche stabilizzazione è partita anche all’Inran.

In altri enti invece il 2009 è iniziato col licenziamento dei precari: enti come il Cra, l’Ispesl o l’Ispra. Solo in seguito a presìdi e mobilitazioni dei lavoratori si è ricominciato a dialogare con le amministrazioni e i ministeri vigilanti.

All’Ingv la mobilitazione sta cominciando in questi giorni, con un’assemblea permanente che parte proprio oggi, giovedì 5 febbraio.

I rilevatori precari dell’Istat sono stati anche loro inseriti nel milleproroghe: i loro contratti scadranno il 30 giugno del 2009.

A fine gennaio (il 27) è uscita l’ennesima nota circolare su stabilizzazioni e assunzioni, ad opera della Funzione Pubblica. Il ministero ha persino previsto dei moduli da compilare in excel, per gli enti di ricerca e per gli altri enti. Molti punti si chiariscono, altri rimangono oscuri:

– tutti gli enti con più di 200 addetti devono chiedere l’autorizzazione per bandire concorsi a tempo indeterminato, concorsi interni (progressioni tra le aree) e per le assunzioni a tempo determinato (se sono riferite a più di 5 persone) e per le assunzioni con contratto di formazione e lavoro

– tutti gli enti (anche quelli piccoli) devono chiedere l’autorizzazione per assumere personale

– le assunzioni che dovevano essere effettuate nel 2008 dovranno essere effettuate entro il 31 dicembre 2009, e i relativi Dpcm dovranno uscire entro il 30 giugno 2009.

– per quanto riguarda le stabilizzazioni invece la proroga decisa dal decreto milleproroghe è fino al 30 giugno 2009 (con Dpcm emanati entro il 31 marzo 2009)

– ci sono poi i fondi destinati ad assunzioni “in più” rispetto al turnover nel 2008, anche questi “prorogati”. Erano 75 milioni di euro, ma la nota circolare ci informa che ne sono rimasti 36,8. Per queste assunzioni eventuali il limite è stato prorogato al 30 settembre 2009 (con Dpcm emanati entro il 30 giugno 2009)

– le assunzioni nel 2009 seguiranno lo stesso iter richiesta di assunzioni-Dpcm-assunzioni del 2008, ma (non per gli enti di ricerca) i vincoli saranno maggiori (le stabilizzazioni si riducono dal 40 al 10% del turnover, le altre assunzioni dal 20 al 10%), e le unità assunte non potranno superare le unità andate in pensione l’anno prima (ulteriore vincolo rispetto al 2008).

– si ricorda che gli enti possono avere un numero di lavoratori a tempo determinato o a collaborazione coordinata e continuativa nel limite del 35% della spesa sostenuta nel 2003 per tali forme di contratto

– sono stabilizzabili solo coloro che maturano i 3 anni a tempo determinato entro il 31 dicembre 2009 e l’assunzione non può avvenire prima del trienno in questione

– il turnover va calcolato senza le voci di contrattazione integrativa e al trattamento economico di ingresso nella qualifica

– E l’emendamento ammazzaprecari? Che fine ha fatto? Si è perso al senato a fine ottobre, ma pare che tra un po’ l’approveranno.

Ritiro subito!!!

2 ottobre 2008

Una giornata epocale, per molti. Tanti precari della ricerca (e non solo) tutti insieme non si erano mai visti.

Alle 10 la piazza vicino a Palazzo Vidoni è già piena, e alle 11 si fa fatica a starci dentro, continuano ad arrivare nuovi gruppi di lavoratori e si invade Corso Vittorio, gli autobus rallentano, le macchine pure. Una corsia di corso Vittorio è invasa da lavoratori che manifestano, incazzati. Chiedono il ritiro, incitano il ministro a uscire fuori. Il sindacalista si sgola da sopra una macchina.

Dopo un po’ di tempo si ottiene un corteo, fino al Parlamento, impensabile fino a ieri sera. Ed è così che si sistemano gli striscioni e si comincia, piano piano, a incamminarsi verso largo Argentina, poi il Pantheon, quindi piazza Capranica, fino a Montecitorio.

In grande quantità i precari dell’INGV, con parecchi cartelli, magliette e splendide felpe. Ricordano, tra l’altro, come licenziare i precari dell’ente significhi non monitorare più i vulcani (e molti hanno pensato al Vesuvio che inghiottiva Brunetta). Moltissimi anche i precari dell’ISPRA, quasi tutti colla maglietta “precario a spasso”, con la quale hanno girato per il centro negli ultimi giorni manifestando l’opposizione all’emerdamento. Tanti anche quelli dell’Istat, con 4 striscioni diversi e dell’Inran. E ancora precari e lavoratori di ruolo “solidali” dell’Isfol, del Cnr, dell’Enea, dell’Inaf, del Cra, dell’Infn (con un altissimo striscione), dell’Iss… Scarsi, ma presenti, gli universitari. A Montecitorio arrivano pure i lavoratori dell’Ispesl, stamattina in assemblea. Vicino ai precari dell’Ingv, anche un folto gruppo di precari del ministero dell’ambiente.

Il corteo è coloratissimo e rumoroso, un po’ populista, ma del resto è solo un controattacco al populismo di governo. E così molti degli slogan rivolti a Brunetta o a Berlusconi riecheggiano gli attacchi degli ultimi mesi ai dipendenti pubblici: “fannulloni”, “assenteisti”, e così via.  C’è chi parla di 1.000, chi di 3.000, addirittura 5.000. Forse esagerazioni, ma comunque i manifestanti sono tantissimi.

A Montecitorio la piazza è piena e dopo aver urlato per un’ora buona si attende di essere ricevuti da qualcuno. L’incontro verrà accordato solo dopo l’una e mezzo e nel pomeriggio, intanto interviene Damiano (l’ex ministro del lavoro) che dà solidarietà e annuncia che l’emerdamento durante la notte è cambiato un’altra volta (di seguito riportiamo l’Ansa sull’argomento).

I precari tornano a lavorare un po’ rincuorati non tanto dalla notizia, quanto dall’aver partecipato a una bella manifestazione, sotto un piacevole sole, nel centro di Roma.

E l’8 ottobre (mercoledì prossimo) si parla di un altro presidio, stavolta al MIUR (ministero dell’istruzione), insieme alla scuola.

Le foto sul sito della Flc Cgil.

Di seguito l’Ansa sulla nuova modifica all’emerdamento, qui il comunicato della Flc Cgil:

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Presidio Rilevatori Istat: com’è andata

24 giugno 2008

Una mattinata assurda, con il direttore generale che impedisce l’accesso all’Istat da parte dei rilevatori, mentre un centinaio di lavoratori bloccava il comunicato stampa sulle forze di lavoro. Così è iniziata la giornata del 19 giugno all’Istat. Verso le 11 poi rilevatori e lavoratori in lotta si sono recati alla Funzione Pubblica per un presidio che si è protratto per varie ore. L’incontro, al quale hanno partecipato rilevatori di varie regioni, si è concluso con la promessa di un appuntamento per ricostituire il tavolo sulla situazione dei 300 “collaboratori” dell’Istat, che da 6 anni intervistano gli italiani sull’occupazione.

Foto, notizie e commenti sul forum dei rilevatori precari dell’Istat.

Di seguito una rassegna stampa della giornata:

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