Archive for the ‘gelmini’ Category

Il giorno della verità

30 novembre 2010

questo post è in memoria di Mario Monicelli

Ormai la protesta è in tutta Italia. Dopo la settimana scorsa, con il mercoledì al senato, il giovedì ai monumenti, il corteo di sabato, ieri la mobilitazione si è sviluppata ovunque. Oggi è previsto il voto finale per la “riforma” Gelmini alla Camera dei deputati. Vedremo quindi se chi è salito sui tetti in questi giorni avrà anche il coraggio di votare “sì” in Parlamento.

Di seguito alcuni esempi delle proteste in tutta Italia di queste ore.

Ieri:

Pisa | Rimini | Lecce | Pavia | Napoli | Trapani | Viterbo | Reggio Calabria | Roma | Firenze | Bari | Messina | Milano |

Oggi:

Palermo | Bologna | L’Aquila | Genova | Torino | Milano | La Spezia | Cagliari | Vicenza | Parma | Bari | Verona | Roma | Cosenza | Sassari | Catanzaro |

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Occupazioni in tutta Italia

18 Mag 2010

da lastampa.it

torino

ANSA

ANSA–> Trieste

ANSA–> Bologna

ASCA

blitzquotidiano

ustation

Lastampa.it

Ilgiorno.it–> Milano

Repubblica.it

Repubblica. it–> Tor Vergata

Repubblica.it–> Firenze

unita.it

cittadigenova.com

06blog

corriere.it–> Lecce

barilive

leggo.it

I dadi del MIUR

23 novembre 2009

A luglio il MIUR fece una graduatoria della qualità degli atenei italiani per attribuire i fondi su base meritocratica. Frati, il rettore della Sapienza si lamentò, e in pochi mesi la sua università è passata dalla zona retrocessione alla Champions League. Ci sono due sole spiegazioni per un miglioramento così prodigioso in soli 4 mesi: o la classifica è truccata, o queste valutazioni sono fatte a caso.

Non solo Gelmini

23 novembre 2009

400 persone almeno, 55 interventi: l’assemblea nazionale dei precari e degli studenti dell’università è andata bene. Il documento finale, lunghetto, mette parecchia carne al fuoco. In sintesi: l’11 dicembre si scende tutti in piazza a Roma con i precari della scuola, il 2 dicembre ciascuno come può si prepara manifestando nei propri territori. Ci si mobilita contro il DDL Gelmini, certo, contro il DDL Aprea, certo. Ma anche perché questo paese si doti di un welfare degno di questo nome, che non escluda nessuno.

Venerdì alla Sapienza

15 novembre 2009

Vista l’aria che tira sull’università, venerdì pomeriggio da tutta Italia (si spera) ci si vede alla Sapienza per decidere il da farsi. Ecco il volantino, con luogo ed orario.

Bozza su bozza

21 Mag 2009

Si moltiplicano le indiscrezioni sul prossimo disegno di legge sull’università che Maria Stella Gelmini vorrebbe far varare al Governo. Oggi “La Stampa” rivela informazioni su un’ulteriore versione, in cui ricompare un vecchio pallino dei ministri (tutti) dell’Università e della Ricerca: l’abolizione del valore legale della laurea. Mentre oggi la laurea è un requisito legale richiesto per l’accesso ad alcune professioni e per l’ammissione a molti concorsi, domani la laurea di per sé non varrebbe nulla. Diventerebbe dunque un titolo da valutare come gli altri, secondo la sede, il punteggio, la facoltà. La norma servirebbe a mettere in concorrenza gli atenei, che oggi da Aosta a Catania assegnano un pezzo di carta di pari valore. È dunque un altro passo nella direzione competitiva tra università-aziende, inaugurata con l’autonomia degli atenei del ’90. Ognuno giudichi se è un percorso che sta dando frutti o meno.

In ogni caso, la confusione è grande, visto che chi è informato sui fatti (ministro e rettori) si barrica nel ministero blindato e nella zona rossa dei summit internazionali. Per dire: mentre il ministro abolisce il valore della laurea, l’Associazione Dottorandi lancia invece una campagna perché venga dato valore al dottorato. Una tempistica certo sbagliata, ma una prova ulteriore dell’incapacità del ministro di confrontarsi con il mondo che dovrebbe governare.

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La riforma che conserva

18 Mag 2009

Il 22 maggio, il governo approverà un Disegno di Legge Delega sull’università. Se ne parla nei corridoi, poiché nei giorni scorsi sono circolate diverse “bozze” della legge e hanno sollevato dibattito, ma nessuna mobilitazione. La norma più discussa è quella che escludeva dai concorsi da ricercatore chi ha il dottorato da più di 5 anni, presente in questa bozza (art. 5. comma 1, capoverso i). In un’altra versione della legge delega, a prima vista più recente, quella norma è sparita.

Per il resto, la nuova legge ritocca appena l’università attuale, che evidentemente al governo piace molto così. Per un’analisi più dettagliata vi rimandiamo al sito di Gennaro Carotenuto (se ne avete il tempo). In sintesi: c’è l’abilitazione nazionale, ma il potere dei baronati locali non ne esce intaccato. Bisognava rispondere alle questioni più scottanti, come quella della precarietà? La legge lo fa, ma solo a parole. Infatti, L’articolo 10 che incentiva le università ad assumere più ricercatori mette sullo stesso piano i ricercatori a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato. Perciò, gli atenei potranno scegliere se bandire un posto per una posizione precaria (che dopo un po’ finisce, pesa meno sul bilancio e non partecipa agli organi di governo) o per un vero posto da ricercatore, che con l’avanzare della carriera diventa sempre più oneroso per le casse dell’ateneo e ha voce in capitolo quando si tratta di votare.

Nei fatti, ma senza dirlo, si tratta di una riforma molto simile a quella di Letizia Moratti, che fu combattuta nelle piazze e parzialmente neutralizzata: la riforma Moratti aboliva la figura del ricercatore, ma solo dal 2013. Con questa legge (ammesso che sia la versione definitiva) il ricercatore rimane in vita; però, è affiancato da un’altra figura, formalmente equivalente ma a tempo determinato, meno costosa, più ricattabile e più manovrabile per le clientele baronali. Al solito, la modernizzazione dell’università fa rima con precarizzazione, che a sua volta fa rima con corruzione.

Paura e delirio a Frascati

6 marzo 2009

In occasione della visita del ministro Gelmini ai laboratori nazionali di Frascati, la direzione dei laboratori ha fatto pressioni sui precari per impedire ogni manifestazione di dissenso contro il ministro. Persino le bandiere sindacali sono state rimosse. Il racconto dei fatti nel comunicato dei precari dell’INFN, dal loro sito buconero.eu.

Nei giorni scorsi, RSU dei LNF erano state contattate dal Direttore dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, Mario Calvetti, con la richiesta di togliere le bandiere dei sindacati esposte fin da ottobre 2008, quando fu dichiarato lo stato di agitazione permanente. Pur non ottenendo esplicita autorizzazione, il direttore Calvetti questa mattina ha dato ordine di rimuovere le bandiere.

Abbiamo poi saputo che la richiesta era collegata alla visita del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, on. Gelmini, prevista per oggi pomeriggio. Questo episodio ci sembra grave sia nel merito che nel metodo. Nel merito, perche’ rappresenta una chiara intenzione di limitare la liberta’ di espressione. Questo e’ grave in se’, e lo e’ ancor di piu’ quando si oppone a richieste legittime provienti dalle rappresentanze elette dei lavoratori. Nel metodo, perche’ c’e’ stato un puerile tentativo di nascondere un evento che poteva rappresentare un importante tentativo di dialogo con le istituzioni.

Venuto dunque a conoscenza della visita del Ministro, il Coordinamento Precari ha chiesto tramite una RSU al Direttore la possibilita’ di poter consegnare al Ministro del materiale informativo sulla situazione del precariato nell’Ente, in un contesto di confronto e senza alcuna intenzione di interrompere la visita istituzionale ai LNF. In deroga, si chiedeva anche che fosse il direttore stesso a farsi portavoce delle richieste dei precari, riassunte in un volantino e in un documento redatti allo scopo (volantino, testo sul contributo INFN a LHC). Anche su questo punto abbiamo trovato una decisa opposizione da parte del Direttore.

A questo punto ci siamo riuniti per decidere se portare comunque avanti un’azione dimostrativa. Mentre deliberavamo cosa fare, ci e’ pervenuta una comunicazione da parte della Presidenza con la richiesta esplicita di astenerci da qualsiasi azione. La motivazione e’ stata quella di lasciare che questo incontro, a lungo atteso dalla dirigenza, fosse la sede per poter discutere dei problemi dell’Ente, in particolare quelli del precariato, in un clima sereno e privo di tensione. In caso di un nostro rifiuto, la Presidenza si sarebbe vista costretta a sospendere la visita del Ministro con conseguente danno per tutti.

Pur esterrefatto per questa dichiarazione e per tutto il modo poco trasparente con cui e’ stata gestita la vicenda, il Coordinamento precari si e’ assunto la responsabilita’ di accogliere questa richiesta e di non intraprendere iniziative, richiedendo pero’ un immediato confronto con il Presidente in merito all’esito dell’incontro ed in generale alla politica che sta perseguendo sul precariato. La dirigenza, tramite Umberto Dosselli, ha ringraziato per la decisione ed ha dato ampia disponibilita’ per un incontro da tenersi la settimana prossima tra Presidente e personale precario.

Resta da parte nostra l’amarezza e lo sconcerto per il modo in cui e’ stata gestita questa vicenda, che avrebbe potuto essere semplicemente occasione di confronto costruttivo, mentre si e’ trasformata in uno scontro immotivato tra parti che dovrebbero lavorare per uno stesso scopo. E’ da considerare molto negativamente il comportamento del Direttore dei Laboratori, manifestatosi in un atteggiamento di paternalismo e disprezzo del tutto fuori luogo.

Siamo dunque in attesa della convocazione da parte del Presidente per un incontro con i precari, per la quale auspichiamo la partecipazione piu’ ampia e motivata possibile.

Coordinamento precari INFN

Decreto Legge 180/2008: il testo definitivo

11 novembre 2008

E’ finalmente uscito in gazzetta ufficiale il misterioso decreto. Alla fine ha il numero 180, come la legge sugli istitituti psichiatrici di qualche anno fa.

L’annunciata proroga al 2011 dei contratti degli stabilizzandi degli enti di ricerca non c’è. Rimane solo il taglio del taglio della pianta organica. Per le università invece c’è la divisione in università di serie A e di serie B, le prime con tagli minori e le seconde con tagli totali al turnover. Qui si trovano parecchi commenti ed interpretazioni sulle nuove procedure concorsuali.

Di seguito il testo del Decreto Legge 180:

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Il testo del decreto

7 novembre 2008

Il testo del decreto di ieri (che contiene alcune – parzialissime – vittorie del movimento) è stato finalmente pubblicato, dal Sole 24 ore, stamattina.

Eccolo: scaricatelo

Update: la versione pubblicata dal Sole 24 ore è solo uno “schema”, ovvero com’era il decreto all’inizio della riunione di ieri. Secondo alcune voci nel decreto ci sarebbe anche la proroga di tutti i contratti degli stabilizzandi degli enti di ricerca nel triennio 2009-2011. Sul sito dei precari dell’Inran il testo in questione:

Update 2: sul sito della Flc Cgil è apparso il commento unitario (Cgil, Cisl e Uil) al decreto del governo (senza che il testo sia disponibile). Non si fa menzione della proroga dei contratti nel triennio 2009 per gli stabilizzandi degli enti di ricerca.