Archive for the ‘francia’ Category

Università, dopo-onda

23 febbraio 2009
proteste a firenze

proteste a firenze

Ma è davvero finita l’Onda? Quella delle manifestazioni continue, determinate e oceaniche di ottobre e novembre probabilmente, per il momento, sì. Ma la pressione di studenti e precari sui loro rettori e sul governo non si è fermata.

Sono state contestate le inaugurazioni dell’anno accademico in quasi tutte le principali università: Firenze, Milano, Torino, Roma. Studenti e precari si sono organizzati in Calabria e Sicilia, con l’Onda Mediterranea. Hanno ottenuto incontri con la controparte, per esempio a Pisa e a Cosenza.

Nel frattempo i concorsi sono sostanzialmente bloccati, perché non si capisce ancora chi è “virtuoso” o meno fra gli atenei, e perché le nuove regole (che dovevano essere decise entro l’8 febbraio) ancora non ci sono.

Ma le notizie migliori arrivano dall’estero, in particolare dalla Francia, dove la lotta contro la “riforma” dell’università di Sarkozy cresce di giorno in giorno.

Cartine in fuga

28 novembre 2007

mappacerv.jpgCircola da alcuni mesi una lettera di alcuni ricercatori che pone alcune considerazioni sulla ricerca italiana. E’ una lettera aperta al ministro Mussi e al suo sottosegretario, Luciano Modica. Ispirato un po’ dalla lettera, un po’ dalla sua condizione di emigrante, Dario Rossi – aiutato da altri due ricercatori all’estero – ha deciso di lanciare un progetto: si chiama braindrain e ha lo scopo di mappare i cervelli in fuga, ovvero gli italiani che stanno facendo ricerca all’estero.

In particolare il progetto si rivolge a chi:

  • ha conseguito un PhD in Italia
  • risiede attualmente all’estero
  • è attualmente impiegato nel settore della ricerca (scientifica o umanistica, presso enti pubblici o privati)

La pagina per partecipare al progetto è questa. Mappatevi!

Studenti della Sorbona è ora di ribellarsi

31 agosto 2007

dal manifesto del 29 agosto 2007

(segnalato da free lance)

Vale la pena affaticarsi sui libri e sui banchi di scuola per prendere parte a questa corsa a ostacoli, quando il premio di tutto è tanto misero, e al traguardo vi aspettano giudici che, palesemente, barano? I posti sono pochi e per «arrivare» bisogna se non inchinarsi, almeno rimpicciolirsi. Bisogna lusingare l’uno e abbandonare l’altro. Così va la storia di tutte le amministrazioni pubbliche passate, presenti e future
Jules Vallès (1871)

Erano le sette meno cinque, la Sorbona era circondata. Da rue Saint-Jacques e rue Victor-Cousin affluivano plotoni di scolaretti e liceali della capitale, scortati ai fianchi, guidati da sorveglianti scolastici con la barba nera o con basettoni rossi, sotto un sole rovente. Avevano l’aspetto meno stupido di quanto non l’avessero gli studenti della mia generazione. La loro età era compresa fra i quattordici e i diciotto anni, ed erano tutti là, in attesa che aprissero le porte e potessero finalmente tradurre in francese moderno un testo in greco antico o unire qualche emistichio tradizionale a un esametro latino, come si attacca una coda di carta al posteriore di un insetto. Mi è parso che non avessero alcuna fiducia, quelle giovani creature, e non credo fossero davvero convinte che le operazioni che si apprestavano a compiere potessero effettivamente metterli al sicuro dal diventare, da grandi, uomini inutili, anche nel caso in cui avessero strappato il primo premio. (more…)

Cucurucucù… diploma

28 agosto 2007

Secondo i dati ufficiali (frutto di un’idagine congiunta fra Ministero del lavoro, Unioncamere, Almalaurea e Almadiploma) il diploma è il titolo di studio oggi, in Italia, vincente, per entrare nel mondo del lavoro. Non c’è troppa domanda di laureati, da parte del sistema economico, mentre ce n’è per chi è solo diplomato e – soprattutto – non pretende un salario adeguato. Infatti sempre gli stessi dati parlano, per i neoassunti diplomati, di un reddito medio mensile (a seconda del tipo di scuola) fra i 600 e gli 800 euro (contro i 1.042 degli analoghi laureati).

La scuola rimane dunque l’elemento centrale della formazione verso l’ingresso nel mondo lavorativo. E’ perciò da segnalare un’interessante disamina, pubblicata qualche giorno fa dal Messaggero, del funzionamento della scuola in alcuni paesi: Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Germania e Francia. Allo stesso tempo è partita una grande indagine internazionale della commissione europea sulle “scuole per il XXI secolo”. E l’Italia? Proprio in questi giorni alcuni studenti italiani hanno presentato un software anti-bullismo.

Tesi su Feuerbach

25 aprile 2007

Libri-Come-Si-Fa-Una-TesiFare una tesi di laurea rappresenta il compimento del percorso universitario per ogni studente, anche in tempi di 3+2.

C’è sempre stato chi non ha il tempo o le capacità per scriverla.

Molti scopiazzano e alcuni addirittura pagano per farsi scrivere la propria.

Gli studenti di giornalismo dell’università Cattolica di Milano hanno fatto un’inchiesta con tanto di video.

Pare che per compilare una tesi si chiedano – oggi come oggi – circa 800 euro. Una miseria. Meno di uno stipendio da dottorando. Il che è tutto dire.

Il tesoretto francese

20 aprile 2007

2326_img1Mentre i nostri governanti si dilettano a fondare e sciogliere partiti, in Francia – tra due giorni – si vota. E in Francia fra i punti di maggiore scontrotra i candidati c’è la ricerca. Sarkozy, il candidato della destra, vorrebbe soprattutto dare più autonomia alle università. Bayrou, il centrista, chiede che l’Europa si occupi di più di ricerca, mentre Ségolene Royal vorrebbe escludere la ricerca dai parametri di Maastricht (3% del PIL e roba simile).

Tra tutti e tre insomma i candidati fanno a gara (più che a dividersi) a chi è più a favore della ricerca. Sarkozy ha promesso un aumento di stanziamenti di 4-5 miliardi di euro (il doppio, più o meno, del tesoretto che Padoa Schioppa sbandiera a destra e a manca).

Vedremo se – chiunque vincerà – tra un anno anche i precari francesi saranno costretti a manifestare sotto il ministero dell’economia.

Un confronto tra i candidati, dal sito “Sauvons la recherche”.

L’università imprevidente

3 aprile 2007

La previdenza è un argomento scottante. Si parla spesso di pensioni. Si sono fatte riforme del TFR e cambiamenti di sistema: tutte con lo scopo dichiarato di “salvare le pensioni dei giovani” e con il risultato chiarissimo di succhiare le pensioni dei giovani.

Tra le altre cose, per gli “atipici” spesso i datori di lavoro (anche e anzi più volentieri se enti pubblici) si “dimenticano” di versare i contributi. E se li tengono per loro.

E’ quello che accade ai dottorandi, come mostrato ieri in un servizio delle “Iene”.

E il bello è che si tratta proprio di quei contributi che fanno diminuire, da quest’anno, lo stipendio netto del dottorato di 15-17 euro.

Grazie alle “Iene” oggi la Flc Cgil ha lanciato una campagna nazionale per il corretto versamento dei contributi da parte delle università. Non è mai troppo tardi.

Del resto, anche in Francia, pare che i dottorandi non se la passino proprio bene.