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Monitoraggio flessibile

17 marzo 2009

Da qualche giorno le amministrazioni pubbliche sono state “invitate” dal ministero della funzione pubblica a compilare un questionario, mandarlo per posta elettronica al Formez (il sobrio indirizzo email è rivoluzioneprecaripa@formez.it) e aspettare che Brunetta ci pensi su. Il tutto duplicando l’indagine censuaria che svolge ogni anno la Ragioneria dello Stato.

Mentre i ridicoli questionari arrivano a destinazione (contenendo dati già noti), Brunetta continua la sua strategia, dando dati parziali e a casaccio. Ed ecco così i “primi risultati”. Su 9.186 enti, hanno risposto finora in 934. E già Brunetta spara i risultati (“solo 3000 precari”) e riparte con la solita tiritera (“E’ colpa delle leggi del governo Prodi e della Circolare di Nicolais”).

Noi ricordiamo solo, per Brunetta e per chi avesse la memoria corta, che Brunetta si riferisce a due provvedimenti del governo Prodi.

Il primo era contenuto nel “protocollo sul welfare” ed era una norma (nelle intenzioni) a tutela dei precari, impedendo il rinnovo dopo 3 anni. Inoltre non si applicava ai co.co.co. pubblici (l’estensione a loro della norma è frutto della Legge 133, opera di questo governo e di Brunetta in particolare).

Il secondo provvedimento “incriminato” è la Circolare numero 5 della Funzione Pubblica dell’anno scorso (2008), firmata da Nicolais, che imponeva arbitrariamente la data di “termine” delle stabilizzazioni per il 31 dicembre 2009. Questa circolare è stata duramente contestata non solo su questo modesto blog, ma da tutti i principali sindacati, che ne hanno richiesto il ritiro più volte, proprio a causa di quella data.

Ah, en passant, il ministro Brunetta potrebbe indagare su che fine abbiano fatto i precari del Formez, l’ente che sta conducendo questo rivoluzionario monitoraggio.

Il sindacato Usi Rdb ha lanciato l’autodenuncia dei precari, attraverso un modulo da scaricare, compilare e inviare al Ministero.

Formez: precari virtualmente in mutande

25 ottobre 2007

Domani (venerdì 26 ottobre) i precari del Formez, per protesta contro il ministero della Funzione Pubblica, si presenteranno in mutande davanti alla sede del dicastero. Ma non quella reale: la sede di Second life. Non sono i primi ad adottare questa forma di protesta “virtuale”. Già i lavoratori dell’IBM, pochi mesi fa, avevano scelto Second life come luogo per esprimere la loro protesta. Del resto di fronte a una politica virtuale a favore dei precari, lo sciopero virtuale potrebbe essere l’arma giusta.

leggi il comunicato dei collaboratori precari storici del Formez