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Pesce d’aprile: al ministero dell’ambiente non ci sono più precari

2 aprile 2009

riceviamo e con piacere pubblichiamo:

PESCE D’APRILE: AL MINISTERO DELL’AMBIENTE NON VI SONO PIU PRECARI!!!!

Forse è questo il pensiero che hanno avuto molti lavoratori precari e non leggendo il comunicato pubblicato sul sito web del Ministero dell’Ambiente. Proprio il primo aprile si comunica che le graduatorie degli aventi diritto ai sensi del comma 519 della L.F. 2007 sono annullate!!!

Ma forse non è una novità…era già stato annunciato con una nota a piè di pagina nel questionario per il famoso monitoraggio avviato dalla Funzione Pubblica. Ebbene sì, mentre il Ministro Brunetta conta i precari, il Ministero dell’Ambiente pochi giorni prima della chiusura ufficiale del monitoraggio (30 marzo) decide il 24 marzo di annullare le graduatorie e lo comunica con una bella nota in fondo al questionario!!!

Quindi i lavoratori ormai apprendono le notizie riguardanti il loro futuro da una nota a piè di pagina…sarà questa la trasparenza di cui si parla? I precari del Ministero comunque raccogliendo l’invito del Ministro Brunetta “a segnalare la loro presenza negli enti” hanno inviato le loro autodenunce. La FPCGIL ha denunciato questa situazione.

Forse aveva proprio ragione Brunetta: ne vedremo delle belle.

Monitoraggio flessibile

17 marzo 2009

Da qualche giorno le amministrazioni pubbliche sono state “invitate” dal ministero della funzione pubblica a compilare un questionario, mandarlo per posta elettronica al Formez (il sobrio indirizzo email è rivoluzioneprecaripa@formez.it) e aspettare che Brunetta ci pensi su. Il tutto duplicando l’indagine censuaria che svolge ogni anno la Ragioneria dello Stato.

Mentre i ridicoli questionari arrivano a destinazione (contenendo dati già noti), Brunetta continua la sua strategia, dando dati parziali e a casaccio. Ed ecco così i “primi risultati”. Su 9.186 enti, hanno risposto finora in 934. E già Brunetta spara i risultati (“solo 3000 precari”) e riparte con la solita tiritera (“E’ colpa delle leggi del governo Prodi e della Circolare di Nicolais”).

Noi ricordiamo solo, per Brunetta e per chi avesse la memoria corta, che Brunetta si riferisce a due provvedimenti del governo Prodi.

Il primo era contenuto nel “protocollo sul welfare” ed era una norma (nelle intenzioni) a tutela dei precari, impedendo il rinnovo dopo 3 anni. Inoltre non si applicava ai co.co.co. pubblici (l’estensione a loro della norma è frutto della Legge 133, opera di questo governo e di Brunetta in particolare).

Il secondo provvedimento “incriminato” è la Circolare numero 5 della Funzione Pubblica dell’anno scorso (2008), firmata da Nicolais, che imponeva arbitrariamente la data di “termine” delle stabilizzazioni per il 31 dicembre 2009. Questa circolare è stata duramente contestata non solo su questo modesto blog, ma da tutti i principali sindacati, che ne hanno richiesto il ritiro più volte, proprio a causa di quella data.

Ah, en passant, il ministro Brunetta potrebbe indagare su che fine abbiano fatto i precari del Formez, l’ente che sta conducendo questo rivoluzionario monitoraggio.

Il sindacato Usi Rdb ha lanciato l’autodenuncia dei precari, attraverso un modulo da scaricare, compilare e inviare al Ministero.

Un ampio rendiconto

6 marzo 2009

Con questo post si vuole rispondere a un articolo di giornale (anzi, di Giornale), scritto da un articolista che speriamo sia pagato da Brunetta in persona (altrimenti risulterebbe un caso grave di “piaggeria”, e ci dispiacerebbe), visto che lo paragona a Sherlock Holmes alla ricerca del mastino di Baskerville, che, si scoprirà, non esiste.

I numeri del pubblico impiego non sono misteriosi.

Ogni anno il dipartimento della Ragioneria dello stato conduce un’indagine censuaria sulle amministrazioni  pubbliche. Vi è il dettaglio, per comparto, di dipendenti a tempo indeterminato e determinato.  L’ultimo rapporto è relativo al 2007, ma presto usciranno i dati relativi al 2008.

Andate su questa pagina e scaricate le slide con i dati, oppure su questa e interrogate a piacere il database del ministero.

Nel 2007 risultavano 116.804 precari a tempo determinato, più altri 36.773 con contratti LSU o interinali. Quindi ca. 150mila precari “ufficiali”, una parte dei quali (ca. 60mila) stabilizzabili. A questi precari si aggiungono quelli della scuola e dell’AFAM (234.641) e della polizia e delle forze armate (52.702), più quelli non conteggiati dall’indagine della Ragioneria: i co.co.co., gli stagisti, i borsisti, gli assegnisti. Un totale (esclusi i “fantasmi”, ovvero i co.co.co.) di 440.920 precari ufficiali.

(Attenzione: i precari della scuola sono “solo” quelli con contratto a tempo determinato annuale; non sono inclusi esplicitamente assegnisti e docenti a contratto universitari, stimati dal ministero in numero di 20mila)

Ma attenzione: il rapporto (vedi slide 17 e 18) conteggia anchele persone coinvolte nei processi di stabilizzazione, che nel 2007 erano 56.281, tra tempi determinati e co.co.co.

Come vedete i dati ci sono già tutti, ma ecco cosa scrive il Giornale, riportando le insulse veline del ministro Brunetta:

La Cgil ieri ha sfornato dati angoscianti: 420mila precari a rischio nelle amministrazioni pubbliche ai quali si sarebbe potuto aggiungere un campione di 100mila unità considerando anche stagisti e tirocinanti.

420mila, come abbiamo visto, è una sottostima.

Poi ancora:

Se l’argomento non fosse di per sé delicato e serio, si potrebbe descrivere la vicenda con toni comici per il fatto che ogni dichiarazione è stata corredata delle cifre più disparate. Se per la Cgil la platea a rischio era di circa mezzo milione di lavoratori, per la democratica Madia i precari in bilico erano 200mila, ma salivano a 400mila per l’Udc Cesa.

I precari sono ca. 200mila se non consideriamo quelli della scuola. E vedete che i numeri sono sempre gli stessi. Ma continua l’articolo:

Per porre fine al caos nel tardo pomeriggio di ieri è stato Brunetta in persona a convocare una conferenza stampa per mettere i puntini sulle «i» e, soprattutto, per annunciare un provvedimento senza precedenti: il primo monitoraggio per via amministrativa degli organici della Pa sia a livello centrale che periferico.

Un “provvedimento senza precedenti”? Il conto annuale della ragioneria è pubblico da anni e scommettiamo che volendo ha dati anche più dettagliati, visto che vengono rilevati tutti gli enti pubblici? Senza contare che Brunetta anche a ottobre scorso, in difficoltà per le continue manifestazioni di precari, aveva svicolato annunciando il “monitoraggio”.

Ma l’articolista non si ferma e continua a elogiare e copiare le dichiarazioni mendaci del ministro:

Il ministro però non si è risparmiato una boutade. «Se i numeri della Cgil sono simili a quelli della partecipazione agli scioperi, allora siamo tranquilli», ha detto tirando anche una stoccata ai colleghi parlamentari. «Chi dice 100-200-400mila precari, si inventa i numeri», ha aggiunto ricordando che l’analogo provvedimento preso per gli enti di ricerca ha fatto emergere solo meno di 2mila figure nonostante i sindacati profetizzassero sciagure per 50mila persone.

Quando parlavano di ca. 50mila persone i sindacati si riferivano al numero di precari coinvolti nei processi di stabilizzazione, colpiti dall’emerdamento, che sono indicati dalla Ragioneria dello Stato.

I 2mila sono gli stabilizzabili dei soli enti di ricerca: pochissimi se confrontati a tutto il pubblico impiego.

Si presidia di nuovo

5 marzo 2009

Era d’ottobre, tanto tempo fa. Era d’ottobre, ed eravamo in piazza, contro “l’emendamento ammazzaprecari” (o emerdamento), quasi ogni giorno.

Poi tutto si congelò, uscì la proroga al 30 giugno, qualche piccolo passo indietro e smettemmo di andare in piazza tutti i giorni contro Brunetta, cominciammo ad andarci insieme con gli studenti, contro la Gelmini, poi a scioperare, e insomma così è passato il 2008.

Ma in pochi giorni il tempo è ritornato ad essere come allora. Le stesse dichiarazioni di Brunetta (prima smentisce, poi insulta i sindacati, quindi si inventa che ha ragione accusando il governo precedente e annuncia il monitoraggio, quasi con le stesse parole di ottobre), le stesse reazioni dei sindacati, e sì, le stesse manifestazioni a cui andremo.

Venerdì 6 marzo, dalle 9 alle 13, a Montecitorio. Era d’ottobre, poco tempo fa.

Licenziati per decreto

2 marzo 2009

Come informa il Sole 24 Ore di ieri (domenica primo marzo), Brunetta, preoccupato di non riuscire ad approvare il suo  famigerato emerdamento, fermo al Senato da ottobre scorso, starebbe preparando un Decreto Legge (addirittura!) per approvare le stesse norme (in quattro e quattr’otto): scadenza di tutti i contratti di precari stabilizzabili il 30 giugno 2009, eliminazione del diritto alla stabilizzazione, trasformato in “riserva” del 40% nei concorsi dei prossimi anni. Visto che c’è, Brunetta vorrebbe inserirci un’ulteriore “stretta” sulle malattie (cosa ci sarà ancora da stringere non si sa).

Nel frattempo qualcuno si sta “salvando”, stabilizzato o assunto prima del naufragio. Dopo le assunzioni di febbraio al Cnr e all’Enea, pare siano in arrivo altri stabilizzati (grazie a un nuovo Dpcm che sarebbe già firmato da Tremonti) per Infn e altri enti. Altri 200 precari già licenziati sono stati invece “riprorogati” al Ministero della Sanità con contratti quinquennali.

La situazione

5 febbraio 2009

E’ un po’ che non aggiorniamo questo blog, per cui cercherò di fare una panoramica della situazione per i precari della ricerca.

I Dpcm autorizzativi per le stabilizzazioni del 2008 ancora faticano ad arrivare, ma nel frattempo il decreto milleproroghe ha dato la possibilità di usare quei Dpcm anche nel 2009.

In alcuni enti le cose si sono mosse per il meglio, come all’Isfol, dove il 2 gennaio, dopo un repentino aumento della pianta organica per decreto, tutti gli stabilizzandi sono stati stabilizzati in un solo giorno! Qualche stabilizzazione è partita anche all’Inran.

In altri enti invece il 2009 è iniziato col licenziamento dei precari: enti come il Cra, l’Ispesl o l’Ispra. Solo in seguito a presìdi e mobilitazioni dei lavoratori si è ricominciato a dialogare con le amministrazioni e i ministeri vigilanti.

All’Ingv la mobilitazione sta cominciando in questi giorni, con un’assemblea permanente che parte proprio oggi, giovedì 5 febbraio.

I rilevatori precari dell’Istat sono stati anche loro inseriti nel milleproroghe: i loro contratti scadranno il 30 giugno del 2009.

A fine gennaio (il 27) è uscita l’ennesima nota circolare su stabilizzazioni e assunzioni, ad opera della Funzione Pubblica. Il ministero ha persino previsto dei moduli da compilare in excel, per gli enti di ricerca e per gli altri enti. Molti punti si chiariscono, altri rimangono oscuri:

– tutti gli enti con più di 200 addetti devono chiedere l’autorizzazione per bandire concorsi a tempo indeterminato, concorsi interni (progressioni tra le aree) e per le assunzioni a tempo determinato (se sono riferite a più di 5 persone) e per le assunzioni con contratto di formazione e lavoro

– tutti gli enti (anche quelli piccoli) devono chiedere l’autorizzazione per assumere personale

– le assunzioni che dovevano essere effettuate nel 2008 dovranno essere effettuate entro il 31 dicembre 2009, e i relativi Dpcm dovranno uscire entro il 30 giugno 2009.

– per quanto riguarda le stabilizzazioni invece la proroga decisa dal decreto milleproroghe è fino al 30 giugno 2009 (con Dpcm emanati entro il 31 marzo 2009)

– ci sono poi i fondi destinati ad assunzioni “in più” rispetto al turnover nel 2008, anche questi “prorogati”. Erano 75 milioni di euro, ma la nota circolare ci informa che ne sono rimasti 36,8. Per queste assunzioni eventuali il limite è stato prorogato al 30 settembre 2009 (con Dpcm emanati entro il 30 giugno 2009)

– le assunzioni nel 2009 seguiranno lo stesso iter richiesta di assunzioni-Dpcm-assunzioni del 2008, ma (non per gli enti di ricerca) i vincoli saranno maggiori (le stabilizzazioni si riducono dal 40 al 10% del turnover, le altre assunzioni dal 20 al 10%), e le unità assunte non potranno superare le unità andate in pensione l’anno prima (ulteriore vincolo rispetto al 2008).

– si ricorda che gli enti possono avere un numero di lavoratori a tempo determinato o a collaborazione coordinata e continuativa nel limite del 35% della spesa sostenuta nel 2003 per tali forme di contratto

– sono stabilizzabili solo coloro che maturano i 3 anni a tempo determinato entro il 31 dicembre 2009 e l’assunzione non può avvenire prima del trienno in questione

– il turnover va calcolato senza le voci di contrattazione integrativa e al trattamento economico di ingresso nella qualifica

– E l’emendamento ammazzaprecari? Che fine ha fatto? Si è perso al senato a fine ottobre, ma pare che tra un po’ l’approveranno.

I precari della ricerca rispondono a Brunetta (e a La 7)

5 dicembre 2008

Il video di risposta è stato rimosso su richiesta della 7, rieccolo:

I precari della ricerca rispondono a Brunetta

26 ottobre 2008

Verbaro volant

22 ottobre 2008

(da repubblica.it) In cui si racconta che i doppiolavoristi nel pubblico impiego ci sono eccome. Ma non sono quelli che pensa Brunetta.

(more…)

La tabella di Brunetta

13 ottobre 2008

Ieri il nostro ministro più piccolo ha dato al Paese una tabella, tramite La Repubblica. Questa tabella contiene numeri, che corrispondono a persone precarie, di cui una parte (il 40%) “stabilizzabili”. La tabella contiene diversi errori (a cominciare dal totale della prima colonna, che è 4.524 e non 4.523) e non considera chi è precario (anche da più di 10 anni) con contratti diversi dal tempo determinato (co.co.co., assegno di ricerca, ecc.).

Dubitiamo però anche dei numeri della tabella, ente per ente. Per cui se qualcuno fosse in possesso dei numeri giusti, possiamo usare questo blog per fare la tabella corretta.

La tabella di Brunetta è a pagina 3 del PDF:

Intervista a Brunetta con Tabella