Chi più spending più guadagna

Ecco le prime “indiscrezioni” concrete sul decreto che il governo ha preparato sotto l’affascinante nome di “spending review”.

In allegato la bozza di decreto che circola.

Riassumiamo le principali misure, evidentemente oculate e frutto di grandi menti tecniche, anche grazia all’aiuto delle migliaia di suggerimenti degli italiani:

turnover bloccato al 20% per un altro anno. Prima erano al 20% il 2011, il 2012 e il 2013, poi il 2014 al 50% e il 2015 al 100%. Diventa al 20% anche per il 2014, al 50% nel 2015 e al 100% nel 2016

taglio del 10% sulla pianta organica di tutti gli enti (questa misura, molto praticata negli anni 2000, era stata tralasciata per qualche anno)

– taglio del 20% sulla parte di pianta organica destinata ai dirigenti

taglio del buono pasto, fino a 7 euro (ci provò Tremonti, poi tornò indietro, visto che dovrebbe essere “illegale”: qualcuno conosce la contrattazione decentrata?)

– la soppressione di altri enti inutili (dopo quelli già soppressi da Tremonti). Casualmente sono sempre enti di ricerca: l’Istituto nazionale di ricerca metrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l’Istituto italiano di studi germanici, l’Istituto nazionale di alta matematica, l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, l’Istituto nazionale di astrofisica, il Museo storico della fisica e il Centro di studi e ricerche Enrico Fermi. Organi e funzioni sono redistribuite tra Cnr, Istituto nazionale di fisica nucleare e Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

– la chiusura forzata degli uffici pubblici a ferragosto e natale per una settimana (una cosa ridicola: niente ospedali, niente certificati, niente servizi?)

– l’impossibilità di pagare le ferie (completamente incostituzionale)

– buone intenzioni (chiacchiere) sugli acquisti della pubblica amministrazione solo attraverso la Consip

– turnover bloccato anche per gli enti locali (ricordiamo che questa cosa era già stata fatta da un governo di qualche anno fa, poi dichiarata incostituzionale e inapplicata, visto che gli enti locali sono autonomi dallo stato)

– taglio di 1 miliardo di euro alla sanità per il 2012, 2 miliardi dal 2013

– taglio di 700 milioni di euro alle regioni a statuto ordinario, 1 miliardo dal 2013

– taglio di 500 milioni di euro alle regioni a statuto speciale, 1 miliardo dal 2013

– taglio di 500 milioni di euro ai comuni, 2 miliardi dal 2013

– taglio di 12 milioni al fondo per le vittime dell’uranio impoverito

– taglio di 200 milioni al fondo di finanziamento ordinario delle università

– aumento di 200 milioni per finanziare le scuole private

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Una Risposta to “Chi più spending più guadagna”

  1. Salgalaluna » Blog Archive » Spending Review: the day after Says:

    […] finalmente i giornali e i siti web hanno ricapitolato i contenuti della mitica spending review. Si tratta, in effetti, della ennesima manovra di tagli sul pubblico impiego e sui servizi pubblici […]

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