Contro la manovra: aggiornamenti

Ieri pomeriggio la Cgil ha fatto una conferenza stampa, annunciando una manifestazione nazionale per il prossimo 12 giugno e uno sciopero generale, in data da definirsi (comunque sempre a giugno) contro la manovra.

Il sindacato di base Usb conferma le mobilitazioni già indette per i primi di giugno, fino allo sciopero del pubblico impiego del 14.

Nel frattempo è “andata in onda” la conferenza stampa Tremonti-Berlusconi, riassunta così sul sito del governo.

Ieri in serata centinaia di lavoratori di vari enti di ricerca (e anche qualcuno dalle università) si sono trovati a manifestare sotto al Ministero dell’economia di via XX settembre.

Domani (venerdì) dalle 10 alle 13 Cgil, Cisl e Uil della ricerca convocano per un presidio i lavoratori a Montecitorio.

Dopo l’Isfol sono stati occupati l’Isae e l’Ispesl. Qui si può firmare on line l’appello contro la soppressione dell’Isae.

I presidenti degli enti di ricerca hanno prodotto un comunicato stampa, in cui si dicono molto preoccupati, in particolare per la limitazione al 50% della spesa per tempi determinati e co.co.co. e per il sostanziale blocco del turnover.

Oggi dalle 12 alle 14 in vari enti è stata attuata l’iniziativa “La ricerca va per tetti“, con i lavoratori a presidiare i loro istituti dall’alto.

Stasera, dalle 19, l’appuntamento è all’Isfol occupato, dove ci saranno le telecamere di Anno Zero.

Qui sul corriere del mezzogiorno un testo della manovra “aggiornato” a martedì sera, dopo l’ultimo Consiglio dei Ministri. Qui sul Post il “documento” riassuntivo pubblicato ieri sul sito del governo e poi scomparso, probabilmente a causa dei balletti sulle province.

Sembrerebbe che si siano per ora “salvati” l’Ice e l’Isfol, mentre verrebbero soppressi, come fosse un videogioco, l’Ense (Ente Nazionale Sementi Elette), L’Istituto Oceanografico, l’Istituto di studi giuridici internazionali, l’Istituto per la Promozione Industriale (IPI), l’Ente Teatrale Italiano e la Stazione Sperimentale del Vetro.

Altre associazioni che hanno proclamato lo stato di agitazione contro la manovra sono le farmacie rurali, il sindacato dei dirigenti pubblici, Federfarma e l’Associazione Nazionale Magistrati.

Aggiornamento: una bozza della manovra aggiornata a stamattina (giovedì 27 maggio) alle 13.

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