La donna bionica

Il Partito Democratico ha nominato una nuova responsabile dell’area “Saperi università e ricerca”. È il direttore della Scuola Superiore “S. Anna” di Pisa Maria Chiara Carrozza. Secondo il suo CV, è specialista di “ripristino delle capacità senso-motorie”. Fosse la persona giusta al posto giusto, al PD.

Update No, non lo è.

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8 Risposte to “La donna bionica”

  1. euroscience Says:

    La domanda e’:
    con quali processi decisionali il PD costruirà e adottera’ le proprie politiche? (e quindi anche quelle in materia di U&R?)
    Perche’ altrove, nel resto del mondo, i partiti servono proprio a questo, a decidere e promuovere delle politiche.

  2. France Says:

    Eh, mistero…
    Pero’ non so voi ma a me passare da una Garavaglia ad una con un h-index =17 mi da’ una strana sensazione: troppo bello per essere vero? Ma che gli e’ preso a ‘sto Bersani?

    • euroscience Says:

      Pero’ adesso non esageriamo – questa posizione dovrebbe comandare anche un curriculum con criteri diversi… dico che la capacità di formulare proposte e conoscere la comunità politica di riferimento sono fattori decisivi…
      Quel tal Giavazzi, ad esempio, pontifica dal Corriere ma non ha mai pubblicato un rigo su rivista peer-reviewed in materia di istruzione o politiche della ricerca… e manco l’abbiamo mai visto a Conferenze, convegni continentali… idem per il Perotti.

  3. giordano bruno Says:

    Stiamo a vedere…intanto mi pare fosse forse l’unico rettore donna…

    Un commento positivo sull’età media del gruppo dirigente di Bersani …41 anni e alcuni di quelli scelti li conosco e non sono male (in particolare ho conosciuto Catiuscia Marini ex precario della ricerca poi sindaco di Todi).

    Vediamo un po’ e speriamo che la donna bionica non sia una seconda Modica ovvero testa dura, molto fumo e poco arrosto.

  4. Marco Says:

    “ex precario della ricerca poi sindaco di Todi”

    mi fa rabbrividire, è questo il massimo che può sperare un precario della ricerca avvicinandosi a un partito come il PD? avrei ben preferito un “ex precario della ricerca poi ricercatore o prefessore”, che continua a fare attività politica per dire la propra. O in italia avvicinarsi a un partito vuol dire per forza trovare il proprio posticino nell’establishment del partito e pace a tutto il resto? ahinoi…

  5. giordano bruno Says:

    per marco

    come precario della ricerca si occupava di questioni sociologico amministrative ed è stato naturale poi occuparsi di enti locali!

    Perbacco ma siete tremendi!

    Comunque sono assolutamente d’accordo sul fatto che il PhD servisse per poi lavorare nella PA!

  6. euroscience Says:

    Piuttosto mi attendo che si dimetta da Direttore della S. Anna.

    Coem si fa a mantenere un incarico politico esecutivo nel PD, ed anche la Direzione di un’istituzione come la S.Anna?

  7. chiarap Says:

    vorrei far nota re che il Sant’Anna di Pisa è senza dubbio un polo di eccellenza, ma non è un’università…
    http://www.sssup.it/
    direi che è qualcos’altro. qualcosa terribilmente contiguo, ed ora esagero ma è per chiarire il punto, alle fondazioni. In altre parole, con questa scelta il PD si allinea al PDL dichiarando guerra alla ricerca di base, senza ricaduta immediata?

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