Archive for marzo 2009

Firenze, addio alle aule

19 marzo 2009

Un centinaio di docenti a contratto della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze sta rifiutando gli incarichi di docenza a titolo gratuito, che finora erano la norma. C’è da chiedersi come mai finora li avessero accettati. Sappiamo comunque che la docenza a contratto, che riguarda circa 40000 precari in Italia, nella maggior parte dei casi è svolto a titolo gratuito o quasi. Ecco il volantino che stanno distribuendo agli studenti di Firenze.

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Monitoraggio flessibile

17 marzo 2009

Da qualche giorno le amministrazioni pubbliche sono state “invitate” dal ministero della funzione pubblica a compilare un questionario, mandarlo per posta elettronica al Formez (il sobrio indirizzo email è rivoluzioneprecaripa@formez.it) e aspettare che Brunetta ci pensi su. Il tutto duplicando l’indagine censuaria che svolge ogni anno la Ragioneria dello Stato.

Mentre i ridicoli questionari arrivano a destinazione (contenendo dati già noti), Brunetta continua la sua strategia, dando dati parziali e a casaccio. Ed ecco così i “primi risultati”. Su 9.186 enti, hanno risposto finora in 934. E già Brunetta spara i risultati (“solo 3000 precari”) e riparte con la solita tiritera (“E’ colpa delle leggi del governo Prodi e della Circolare di Nicolais”).

Noi ricordiamo solo, per Brunetta e per chi avesse la memoria corta, che Brunetta si riferisce a due provvedimenti del governo Prodi.

Il primo era contenuto nel “protocollo sul welfare” ed era una norma (nelle intenzioni) a tutela dei precari, impedendo il rinnovo dopo 3 anni. Inoltre non si applicava ai co.co.co. pubblici (l’estensione a loro della norma è frutto della Legge 133, opera di questo governo e di Brunetta in particolare).

Il secondo provvedimento “incriminato” è la Circolare numero 5 della Funzione Pubblica dell’anno scorso (2008), firmata da Nicolais, che imponeva arbitrariamente la data di “termine” delle stabilizzazioni per il 31 dicembre 2009. Questa circolare è stata duramente contestata non solo su questo modesto blog, ma da tutti i principali sindacati, che ne hanno richiesto il ritiro più volte, proprio a causa di quella data.

Ah, en passant, il ministro Brunetta potrebbe indagare su che fine abbiano fatto i precari del Formez, l’ente che sta conducendo questo rivoluzionario monitoraggio.

Il sindacato Usi Rdb ha lanciato l’autodenuncia dei precari, attraverso un modulo da scaricare, compilare e inviare al Ministero.

Un ampio rendiconto

6 marzo 2009

Con questo post si vuole rispondere a un articolo di giornale (anzi, di Giornale), scritto da un articolista che speriamo sia pagato da Brunetta in persona (altrimenti risulterebbe un caso grave di “piaggeria”, e ci dispiacerebbe), visto che lo paragona a Sherlock Holmes alla ricerca del mastino di Baskerville, che, si scoprirà, non esiste.

I numeri del pubblico impiego non sono misteriosi.

Ogni anno il dipartimento della Ragioneria dello stato conduce un’indagine censuaria sulle amministrazioni  pubbliche. Vi è il dettaglio, per comparto, di dipendenti a tempo indeterminato e determinato.  L’ultimo rapporto è relativo al 2007, ma presto usciranno i dati relativi al 2008.

Andate su questa pagina e scaricate le slide con i dati, oppure su questa e interrogate a piacere il database del ministero.

Nel 2007 risultavano 116.804 precari a tempo determinato, più altri 36.773 con contratti LSU o interinali. Quindi ca. 150mila precari “ufficiali”, una parte dei quali (ca. 60mila) stabilizzabili. A questi precari si aggiungono quelli della scuola e dell’AFAM (234.641) e della polizia e delle forze armate (52.702), più quelli non conteggiati dall’indagine della Ragioneria: i co.co.co., gli stagisti, i borsisti, gli assegnisti. Un totale (esclusi i “fantasmi”, ovvero i co.co.co.) di 440.920 precari ufficiali.

(Attenzione: i precari della scuola sono “solo” quelli con contratto a tempo determinato annuale; non sono inclusi esplicitamente assegnisti e docenti a contratto universitari, stimati dal ministero in numero di 20mila)

Ma attenzione: il rapporto (vedi slide 17 e 18) conteggia anchele persone coinvolte nei processi di stabilizzazione, che nel 2007 erano 56.281, tra tempi determinati e co.co.co.

Come vedete i dati ci sono già tutti, ma ecco cosa scrive il Giornale, riportando le insulse veline del ministro Brunetta:

La Cgil ieri ha sfornato dati angoscianti: 420mila precari a rischio nelle amministrazioni pubbliche ai quali si sarebbe potuto aggiungere un campione di 100mila unità considerando anche stagisti e tirocinanti.

420mila, come abbiamo visto, è una sottostima.

Poi ancora:

Se l’argomento non fosse di per sé delicato e serio, si potrebbe descrivere la vicenda con toni comici per il fatto che ogni dichiarazione è stata corredata delle cifre più disparate. Se per la Cgil la platea a rischio era di circa mezzo milione di lavoratori, per la democratica Madia i precari in bilico erano 200mila, ma salivano a 400mila per l’Udc Cesa.

I precari sono ca. 200mila se non consideriamo quelli della scuola. E vedete che i numeri sono sempre gli stessi. Ma continua l’articolo:

Per porre fine al caos nel tardo pomeriggio di ieri è stato Brunetta in persona a convocare una conferenza stampa per mettere i puntini sulle «i» e, soprattutto, per annunciare un provvedimento senza precedenti: il primo monitoraggio per via amministrativa degli organici della Pa sia a livello centrale che periferico.

Un “provvedimento senza precedenti”? Il conto annuale della ragioneria è pubblico da anni e scommettiamo che volendo ha dati anche più dettagliati, visto che vengono rilevati tutti gli enti pubblici? Senza contare che Brunetta anche a ottobre scorso, in difficoltà per le continue manifestazioni di precari, aveva svicolato annunciando il “monitoraggio”.

Ma l’articolista non si ferma e continua a elogiare e copiare le dichiarazioni mendaci del ministro:

Il ministro però non si è risparmiato una boutade. «Se i numeri della Cgil sono simili a quelli della partecipazione agli scioperi, allora siamo tranquilli», ha detto tirando anche una stoccata ai colleghi parlamentari. «Chi dice 100-200-400mila precari, si inventa i numeri», ha aggiunto ricordando che l’analogo provvedimento preso per gli enti di ricerca ha fatto emergere solo meno di 2mila figure nonostante i sindacati profetizzassero sciagure per 50mila persone.

Quando parlavano di ca. 50mila persone i sindacati si riferivano al numero di precari coinvolti nei processi di stabilizzazione, colpiti dall’emerdamento, che sono indicati dalla Ragioneria dello Stato.

I 2mila sono gli stabilizzabili dei soli enti di ricerca: pochissimi se confrontati a tutto il pubblico impiego.

Paura e delirio a Frascati

6 marzo 2009

In occasione della visita del ministro Gelmini ai laboratori nazionali di Frascati, la direzione dei laboratori ha fatto pressioni sui precari per impedire ogni manifestazione di dissenso contro il ministro. Persino le bandiere sindacali sono state rimosse. Il racconto dei fatti nel comunicato dei precari dell’INFN, dal loro sito buconero.eu.

Nei giorni scorsi, RSU dei LNF erano state contattate dal Direttore dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, Mario Calvetti, con la richiesta di togliere le bandiere dei sindacati esposte fin da ottobre 2008, quando fu dichiarato lo stato di agitazione permanente. Pur non ottenendo esplicita autorizzazione, il direttore Calvetti questa mattina ha dato ordine di rimuovere le bandiere.

Abbiamo poi saputo che la richiesta era collegata alla visita del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, on. Gelmini, prevista per oggi pomeriggio. Questo episodio ci sembra grave sia nel merito che nel metodo. Nel merito, perche’ rappresenta una chiara intenzione di limitare la liberta’ di espressione. Questo e’ grave in se’, e lo e’ ancor di piu’ quando si oppone a richieste legittime provienti dalle rappresentanze elette dei lavoratori. Nel metodo, perche’ c’e’ stato un puerile tentativo di nascondere un evento che poteva rappresentare un importante tentativo di dialogo con le istituzioni.

Venuto dunque a conoscenza della visita del Ministro, il Coordinamento Precari ha chiesto tramite una RSU al Direttore la possibilita’ di poter consegnare al Ministro del materiale informativo sulla situazione del precariato nell’Ente, in un contesto di confronto e senza alcuna intenzione di interrompere la visita istituzionale ai LNF. In deroga, si chiedeva anche che fosse il direttore stesso a farsi portavoce delle richieste dei precari, riassunte in un volantino e in un documento redatti allo scopo (volantino, testo sul contributo INFN a LHC). Anche su questo punto abbiamo trovato una decisa opposizione da parte del Direttore.

A questo punto ci siamo riuniti per decidere se portare comunque avanti un’azione dimostrativa. Mentre deliberavamo cosa fare, ci e’ pervenuta una comunicazione da parte della Presidenza con la richiesta esplicita di astenerci da qualsiasi azione. La motivazione e’ stata quella di lasciare che questo incontro, a lungo atteso dalla dirigenza, fosse la sede per poter discutere dei problemi dell’Ente, in particolare quelli del precariato, in un clima sereno e privo di tensione. In caso di un nostro rifiuto, la Presidenza si sarebbe vista costretta a sospendere la visita del Ministro con conseguente danno per tutti.

Pur esterrefatto per questa dichiarazione e per tutto il modo poco trasparente con cui e’ stata gestita la vicenda, il Coordinamento precari si e’ assunto la responsabilita’ di accogliere questa richiesta e di non intraprendere iniziative, richiedendo pero’ un immediato confronto con il Presidente in merito all’esito dell’incontro ed in generale alla politica che sta perseguendo sul precariato. La dirigenza, tramite Umberto Dosselli, ha ringraziato per la decisione ed ha dato ampia disponibilita’ per un incontro da tenersi la settimana prossima tra Presidente e personale precario.

Resta da parte nostra l’amarezza e lo sconcerto per il modo in cui e’ stata gestita questa vicenda, che avrebbe potuto essere semplicemente occasione di confronto costruttivo, mentre si e’ trasformata in uno scontro immotivato tra parti che dovrebbero lavorare per uno stesso scopo. E’ da considerare molto negativamente il comportamento del Direttore dei Laboratori, manifestatosi in un atteggiamento di paternalismo e disprezzo del tutto fuori luogo.

Siamo dunque in attesa della convocazione da parte del Presidente per un incontro con i precari, per la quale auspichiamo la partecipazione piu’ ampia e motivata possibile.

Coordinamento precari INFN

Si presidia di nuovo

5 marzo 2009

Era d’ottobre, tanto tempo fa. Era d’ottobre, ed eravamo in piazza, contro “l’emendamento ammazzaprecari” (o emerdamento), quasi ogni giorno.

Poi tutto si congelò, uscì la proroga al 30 giugno, qualche piccolo passo indietro e smettemmo di andare in piazza tutti i giorni contro Brunetta, cominciammo ad andarci insieme con gli studenti, contro la Gelmini, poi a scioperare, e insomma così è passato il 2008.

Ma in pochi giorni il tempo è ritornato ad essere come allora. Le stesse dichiarazioni di Brunetta (prima smentisce, poi insulta i sindacati, quindi si inventa che ha ragione accusando il governo precedente e annuncia il monitoraggio, quasi con le stesse parole di ottobre), le stesse reazioni dei sindacati, e sì, le stesse manifestazioni a cui andremo.

Venerdì 6 marzo, dalle 9 alle 13, a Montecitorio. Era d’ottobre, poco tempo fa.

Largo al merito

5 marzo 2009

Oggi all’università “La Sapienza” di Roma si è svolto un convegno intitolato “È tutto un mangia mangia…”. I lavori sono stati aperti da un esperto del settore, il rettore Luigi Frati.

La risacca, poi l’Onda

2 marzo 2009

da il Messaggero

ROMA ( 27 Febbraio ) – È terminata con l’intervento della Digos, su richiesta del rettore, la contestazione all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Genova, nell’Aula Magna di via Balbi. Non ci sono stati tafferugli. Un’ottantina tra studenti e precari questa mattina aveva occupato l’aula suonando fischietti e campanacci. Intorno alle 11.30 agenti in borghese hanno fatto uscire i manifestanti. Non ci sono stati scontri, e non è stato necessario sollevare di peso i giovani, che sono stati respinti fuori della porta. L’inaugurazione è quindi iniziata, con un ritardo di mezz’ora. Occupazione da parte dell’Onda. «Università-fondazione nessuna inaugurazione», «Fuori le mummie dall’università», «Comitato Lavoratori Precari Università»: con questi striscioni gli studenti dell’Onda e i precari della ricerca dell’Università di Genova avevano occupato, prima dello sgombero da parte delle forze dell’ordine, l’aula magna dell’ateneo in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. «Non ce ne andremo, ci dovranno portare via uno ad uno», aveva detto uno dei portavoce dell’Onda. I manifestanti, una sessantina, si erano sistemati lungo la cattedra e contestavano sonoramente con fischietti e sbattendo pentole. All’esterno dell’università, invece, i precari svolgevano un volantinaggio.

Licenziati per decreto

2 marzo 2009

Come informa il Sole 24 Ore di ieri (domenica primo marzo), Brunetta, preoccupato di non riuscire ad approvare il suo  famigerato emerdamento, fermo al Senato da ottobre scorso, starebbe preparando un Decreto Legge (addirittura!) per approvare le stesse norme (in quattro e quattr’otto): scadenza di tutti i contratti di precari stabilizzabili il 30 giugno 2009, eliminazione del diritto alla stabilizzazione, trasformato in “riserva” del 40% nei concorsi dei prossimi anni. Visto che c’è, Brunetta vorrebbe inserirci un’ulteriore “stretta” sulle malattie (cosa ci sarà ancora da stringere non si sa).

Nel frattempo qualcuno si sta “salvando”, stabilizzato o assunto prima del naufragio. Dopo le assunzioni di febbraio al Cnr e all’Enea, pare siano in arrivo altri stabilizzati (grazie a un nuovo Dpcm che sarebbe già firmato da Tremonti) per Infn e altri enti. Altri 200 precari già licenziati sono stati invece “riprorogati” al Ministero della Sanità con contratti quinquennali.