Archive for febbraio 2009

L’Irlanda, o come reagire alla crisi

27 febbraio 2009

Fino ad anni recenti, l’Irlanda era associata alla carestia delle patate. Era, cioè, considerata un paese arretrato, in cui anche una malattia del più povero tra i tuberi poteva generare fame ed emigrazione. Negli ultimi due decenni, invece, l’Irlanda ha puntato tutto sulla conoscenza e sull’innovazione, guadagnandosi il soprannome di “Celtic tiger”. Grazie ad investimenti in ricerca e nell’educazione superiore, basso costo del lavoro e tasse favorevoli alle multinazionali dell’high tech, molte imprese (Microsoft, HP, Siemens) hanno posto in Irlanda i loro centri di ricerca europei, sviluppando progetti di ricerca in grado di attirare cervelli, invece di farli scappare. Ma ora è arrivata la crisi economica: l”Irlanda sembra essere il Paese messo peggio di tutti in Europa. E il governo che fa?

Investe in ricerca, come racconta un editoriale sull’ultimo numero della rivista Nature. Nonostante un debito che pone il paese in una situazione argentina, il governo ha confermato che gli investimenti in ricerca pubblica continueranno ad aumentare ai ritmi degli ultimi anni, grazie a cui hanno raggiunto l’1.4% del PIL (in Italia siamo intorno all’1). In Irlanda ci sono 5,7 ricercatori ogni 1000 lavoratori, più che nella media europea (5,6) e quasi quanto in Svizzera (5,8). Evidentemente, per uscire dalla crisi l’Irlanda sta puntando forte su un’economia avanzata, che costa molto in istruzione ma rende ancor di più, e non sull’abbassamento del costo del lavoro e sul protezionismo.

Mantenere tasse basse per l’impresa e forti investimenti in ricerca non è tuttavia facile. Chi rischia di andarci di mezzo è l’università pubblica. Il finanziamento per gli atenei irlandesi scenderà del 7% nel 2009, e molti atenei dovranno compensare il calo con le tasse di iscrizione. Potrebbe comunque essere un male minore: l’università, infatti, in Irlanda è totalmente gratuita, visto che proprio per rilanciare l’economia dieci anni fa il governo aveva eliminato del tutto le tasse di iscrizione.

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Università, dopo-onda

23 febbraio 2009
proteste a firenze

proteste a firenze

Ma è davvero finita l’Onda? Quella delle manifestazioni continue, determinate e oceaniche di ottobre e novembre probabilmente, per il momento, sì. Ma la pressione di studenti e precari sui loro rettori e sul governo non si è fermata.

Sono state contestate le inaugurazioni dell’anno accademico in quasi tutte le principali università: Firenze, Milano, Torino, Roma. Studenti e precari si sono organizzati in Calabria e Sicilia, con l’Onda Mediterranea. Hanno ottenuto incontri con la controparte, per esempio a Pisa e a Cosenza.

Nel frattempo i concorsi sono sostanzialmente bloccati, perché non si capisce ancora chi è “virtuoso” o meno fra gli atenei, e perché le nuove regole (che dovevano essere decise entro l’8 febbraio) ancora non ci sono.

Ma le notizie migliori arrivano dall’estero, in particolare dalla Francia, dove la lotta contro la “riforma” dell’università di Sarkozy cresce di giorno in giorno.

La situazione

5 febbraio 2009

E’ un po’ che non aggiorniamo questo blog, per cui cercherò di fare una panoramica della situazione per i precari della ricerca.

I Dpcm autorizzativi per le stabilizzazioni del 2008 ancora faticano ad arrivare, ma nel frattempo il decreto milleproroghe ha dato la possibilità di usare quei Dpcm anche nel 2009.

In alcuni enti le cose si sono mosse per il meglio, come all’Isfol, dove il 2 gennaio, dopo un repentino aumento della pianta organica per decreto, tutti gli stabilizzandi sono stati stabilizzati in un solo giorno! Qualche stabilizzazione è partita anche all’Inran.

In altri enti invece il 2009 è iniziato col licenziamento dei precari: enti come il Cra, l’Ispesl o l’Ispra. Solo in seguito a presìdi e mobilitazioni dei lavoratori si è ricominciato a dialogare con le amministrazioni e i ministeri vigilanti.

All’Ingv la mobilitazione sta cominciando in questi giorni, con un’assemblea permanente che parte proprio oggi, giovedì 5 febbraio.

I rilevatori precari dell’Istat sono stati anche loro inseriti nel milleproroghe: i loro contratti scadranno il 30 giugno del 2009.

A fine gennaio (il 27) è uscita l’ennesima nota circolare su stabilizzazioni e assunzioni, ad opera della Funzione Pubblica. Il ministero ha persino previsto dei moduli da compilare in excel, per gli enti di ricerca e per gli altri enti. Molti punti si chiariscono, altri rimangono oscuri:

– tutti gli enti con più di 200 addetti devono chiedere l’autorizzazione per bandire concorsi a tempo indeterminato, concorsi interni (progressioni tra le aree) e per le assunzioni a tempo determinato (se sono riferite a più di 5 persone) e per le assunzioni con contratto di formazione e lavoro

– tutti gli enti (anche quelli piccoli) devono chiedere l’autorizzazione per assumere personale

– le assunzioni che dovevano essere effettuate nel 2008 dovranno essere effettuate entro il 31 dicembre 2009, e i relativi Dpcm dovranno uscire entro il 30 giugno 2009.

– per quanto riguarda le stabilizzazioni invece la proroga decisa dal decreto milleproroghe è fino al 30 giugno 2009 (con Dpcm emanati entro il 31 marzo 2009)

– ci sono poi i fondi destinati ad assunzioni “in più” rispetto al turnover nel 2008, anche questi “prorogati”. Erano 75 milioni di euro, ma la nota circolare ci informa che ne sono rimasti 36,8. Per queste assunzioni eventuali il limite è stato prorogato al 30 settembre 2009 (con Dpcm emanati entro il 30 giugno 2009)

– le assunzioni nel 2009 seguiranno lo stesso iter richiesta di assunzioni-Dpcm-assunzioni del 2008, ma (non per gli enti di ricerca) i vincoli saranno maggiori (le stabilizzazioni si riducono dal 40 al 10% del turnover, le altre assunzioni dal 20 al 10%), e le unità assunte non potranno superare le unità andate in pensione l’anno prima (ulteriore vincolo rispetto al 2008).

– si ricorda che gli enti possono avere un numero di lavoratori a tempo determinato o a collaborazione coordinata e continuativa nel limite del 35% della spesa sostenuta nel 2003 per tali forme di contratto

– sono stabilizzabili solo coloro che maturano i 3 anni a tempo determinato entro il 31 dicembre 2009 e l’assunzione non può avvenire prima del trienno in questione

– il turnover va calcolato senza le voci di contrattazione integrativa e al trattamento economico di ingresso nella qualifica

– E l’emendamento ammazzaprecari? Che fine ha fatto? Si è perso al senato a fine ottobre, ma pare che tra un po’ l’approveranno.