I precari del 12 dicembre

Qui le modalità dello sciopero dettate dalla Cgil

Qui le modalità dello sciopero dettate dalla Cub e dai Cobas

Di seguito il comunicato/appello per lo sciopero di venerdì 12 dicembre da PreCat di ricercatori precari e dottorandi di Roma:

Appello dei dottorandi, ricercatori e docenti precari di Roma per lo sciopero di Venerdì 12 Dicembre
venerdì 28 novembre 2008
A tutti i dottorandi, ricercatori e lavoratori precari.
A chi ritiene che la crisi della scuola, dell’università e della ricerca rappresenti un’ipoteca terribile sul futuro del paese.
A chi, per questo, ne assicura la sopravvivenza con rapporti di lavoro precario e privo di diritti, svolgendo attività didattica a titolo gratuito, o prestandosi a tirocini, stage e praticantati tutti rigorosamente non retribuiti.
A chi subisce i meccanismi corporativi e baronali dell’università. Agli unici che pagheranno veramente i tagli di bilancio spacciati per riforme.

Un’Onda anomala ha attraversato la città e il paese, opponendosi ai tagli del finanziamento di scuola e università, e chiedendo la cancellazione della legge 133 e della legge 169 (ex decreto Gelmini).
Il movimento ha intrecciato la sua lotta alle lotte delle maestre e dei genitori delle scuole elementari, degli studenti delle scuole superiori, dei lavoratori precari, ha generalizzato e fatto propri i loro scioperi e le
loro proteste, ha aperto l’università alla società civile, ha portato i saperi nelle piazze e tra la gente.

Venerdì 12 dicembre, l’Onda sarà di nuovo in piazza insieme a tutto il mondo del lavoro. Venerdì 12 dicembre dilagheremo, come il 17 e il 30 ottobre, come il 14 novembre, per porre il problema del reddito e dei diritti,
trasversale a tutto il mondo dello studio e del lavoro.
Noi dottorandi e ricercatori precari saremo di nuovo in piazza, perché crediamo che al lavoro di ricerca debbano corrispondere diritti certi e un salario adeguato. Perché pensiamo che debbano essere abolite tutte le
molteplici forme di lavoro precario o gratuito che assicurano oggi la sopravvivenza dell’università, della ricerca e della scuola italiana.

Saremo in piazza per rivendicare per tutti i lavoratori precari diritti e nuove forme di welfare, che garantiscano a tutti continuità di reddito e certezza di prospettive.

Saremo in piazza per contrastare i provvedimenti del Governo che tagliano le risorse, che bloccano le assunzioni dei giovani ricercatori, che privatizzano le Università. Per rivendicare il sapere come bene pubblico e per costuire una università democratica, pubblica e libera da tutte le forme di precarietà, che non discrimini per censo e per genere.
Per questo scenderemo in piazza, portando i contenuti dell’assemblea nazionale del 15-16 novembre, partendo dalla Sapienza alle 9:30 di Venerdì 12 dicembre, e continueremo a gonfiare l’Onda, sulla strada seguita fino ad
ora, verso l’unica riforma possibile.

Noi la crisi non la paghiamo.

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