I precari ISPRA interrompono un convegno

Precari ex Apat irrompono nel convegno sulla cartografia

Nel Dipartimento Difesa del Suolo, sono presenti 36 lavoratori a TD e 13 con co.co.co., a fronte di 78 unità di personale a TI. I precari rappresentano quindi quasi il 40% del totale

I lavoratori dell’Ispra, da tempo in lotta contro il decreto Brunetta che taglia centinaia di precari degli Enti di ricerca, hanno interrotto il convegno sulla cartografia (Carg) in corso nell’auditorium dell’Istituto, occupando il palco coi loro striscioni e leggendo un comunicato del personale sulla drammatica situazione dei lavoratori in scadenza entro fine anno, che sono oltre 400. La mobilitazione continua con un presidio a Palazzo Vidoni, oggi alle 14, e con una manifestazione davanti Montecitorio, domani mattina, alle 10.

«I lavoratori dell’Ispra – si legge nel loro comunicato – sono da tempo mobilitati per manifestare la propria preoccupazione per il futuro dell’Istituto. Alla fretta espressa da parte del Governo nella procedura di istituzione non è corrisposto un analogo interesse nel definire compiti e funzionalità dell’Istituto, che dovrebbe svolgere le attività di monitoraggio ambientale, nucleare, sui rifiuti e i siti contaminati ereditate dagli enti in esso confluiti.

«Nel Dipartimento Difesa del Suolo, all’interno del quale vengono svolte le attività relative al Carg, sono presenti 36 lavoratori a TD e 13 con co.co.co., a fronte di 78 unità di personale a TI. I precari rappresentano quindi quasi il 40% del totale. Alcuni servizi sono dotati quasi esclusivamente di personale precario. All’Ispra sono quasi 700, in servizio con varie tipologie contrattuali, molti dei quali già inseriti nelle procedure di stabilizzazione. La maggior parte di essi svolge attività istituzionali in molti casi da più di 10 anni.

«L’Amministrazione dell’Ispra non ha finora fornito risposte né intrapreso alcuna azione formale finalizzata alla stabilizzazione del personale precario; il ministero dell’Ambiente, che vigila sull’Istituto, è latitante; le dichiarazioni del ministro della Funzione Pubblica suonano come avvisi di licenziamento, a maggior ragione nel momento in cui l’emendamento che abroga le stabilizzazioni arriva in aula alla Camera.

«Pertanto, i lavoratori mantengono lo stato di agitazione e continueranno la mobilitazione intraprendendo tutte le azioni, anche legali, finalizzate a salvaguardare gli attuali livelli occupazionali che garantiscono la funzionalità e l’efficienza dell’Istituto».

(14 Ottobre 2008)

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