Sapienza, per fortuna ci sono gli studenti

Mentre gli Enti di Ricerca sono mobilitati come in poche altre occasioni contro il governo, le università sonnecchiano, nonostante i tagli al finanziamento ordinario e al turn-over le penalizzino altrettanto. Le mille associazioni e sindacati della docenza emettono documenti generici, partoriti in salette sindacali polverose e lontane dalla realtà. I Rettori, come si è visto, tirano i remi in barca.

Gli studenti della Sapienza di Roma, invece, rompono gli indugi e invitano il resto della comunità accademica ad unirsi. Con questo spirito, hanno indetto un’assemblea alla Sapienza, nell’Aula 1 del nuovo edificio di Fisica martedì 7 ottobre alle 10. L’assemblea è aperta a docenti, ricercatori e precari, finora poco coinvolti nella protesta. Insieme ai precari, saranno proprio gli studenti i più colpiti dai tagli al finanziamento ordinario degli atenei. Non potendo infatti licenziare docenti, amministrativi e tecnici, i costi fissi che maggiormente pesano sul bilancio, le università dovranno far fronte ai tagli agendo su entrate e costi “flessibili”: le tasse di iscrizione per gli studenti e il costo del personale precario. È giunto il momento di irrigidirsi.

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