L’emerdamento

Alla fine, dopo essere stato più volte annunciato, è uscito. Brunetta ha finalmente visto approvato dagli altri ministri del governo il suo emendamento, o meglio emerdamento, visto il contenuto, alla manovra finanziaria.

L’emerdamento si compone di 6 commi.

Il primo abroga tutte le norme sulla stabilizzazione dei precari delle finanziarie 2007 e 2008 (ad esclusione di quelle sui vigili del fuoco, gli unici che potranno continuare ad essere stabilizzati).

Il secondo sostiene che – quindi – tutti i contratti a termine si chiudono alla scadenza e, in mancanza di un termine (come nel caso degli “stabilizzandi”) si chiudono 90 giorni dopo l’approvazione della legge.

Il terzo comma trasforma il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato con i requisiti stabiliti dalle finanziarie 2007 e 2008 in una riserva (massimo del 40%) nei concorsi del triennio 2009-2011.

Il quarto comma prevede che per i co.co.co. vi sia un punteggio nei concorsi del triennio 2009-2011.

Il quinto comma prevede che enti locali e ASL possano continuare a stabilizzare.

Il sesto comma ricorda che tutti i concorsi devono rispettare i limiti delle risorse economiche.

Un emerdamento davvero chiaro: i precari non ancora stabilizzati tra pochi mesi saranno per strada, disoccupati, a prescindere da tutto. A casa, o per strada, potranno studiare per i concorsi dei prossimi anni.

Un emerdamento chiaro che demolisce i deboli castelli di carta costruiti 2 anni fa e che merita risposte univoche: mobilitazione ad oltranza, scioperi, manifestazioni.

Per quanto riguarda il sindacato di base RdB aveva già in programma uno sciopero con manifestazione il 17 ottobre, e cade a fagiolo (e un presidio il 7 ottobre sotto la Funzione Pubblica). La Cgil aveva già proclamato una manifestazione oggi (sabato) in tutte le principali piazze italiane. Ma sul tema delle stabilizzazioni ci deve essere una forte opposizione in tutto il pubblico impiego, a cominciare dalla ricerca e dall’università. Questo è il comunicato (che per ora non indice nessuna mobilitazione) di Cgil, Cisl e Uil del settore.

Di seguito il testo dell’emerdamento:

Emendamento all’Art.37
Dopo l’ART.37 è inserito il seguente:

“Art. 37-bis”
(Disposizioni in materia di stabilizzazioni)

Comma 1
Le risorse finanziarie di cui all’articolo 66, comma 5, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133 e quelle destinate alle assunzioni a tempo indeterminato da parte delle amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si intendono riferite esclusivamente alle procedure di reclutamento di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001 ed alle eventuali progressioni verticali del personale fatto salvo quanto previsto dal comma 5. Sono abrogati l’articolo 1, commi 417, 418, 419, 420, 519, 529, 558, 560 e 644 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e l’art. 3, commi 90, 92, 94, 95, 96 e 97 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, fatte salve, fino al 31 dicembre 2009, le disposizioni speciali contenute nella normativa abrogata riferite al personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e a quello di cui all’articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215.

Comma 2
Alla data di scadenza dei relativi contratti le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 non possono in alcun caso proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli di lavoro subordinato a tempo determinato in contrasto con la disciplina di cui agli articoli 7, comma 6, e 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Il divieto di cui al presente comma si applica anche ai contratti prorogati ai sensi dell’art. 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dell’art. 3, commi 92 e 95, della legge 24 dicembre 2007, n. 244; tali contratti sono risolti alla data di scadenza oppure, ove manchi il termine finale del contratto, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Comma 3
Nel triennio 2009-2011 le amministrazioni di cui al comma 1, nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno e previa autorizzazione ai sensi dell’articolo 35, comma 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001, possono bandire concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato con una riserva di posti non superiore al 40 per cento dei posti messi a concorso per il personale non dirigenziale in servizio al 1° gennaio 2007 con contratto di lavoro a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore al 1° gennaio 2007 e per il personale non dirigenziale in servizio al primo gennaio 2008 con contratto di lavoro a tempo determinato che consegua i tre anni di anzianità di servizio in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 28 settembre 2007.

Comma 4
Nel triennio 2009-2011 le amministrazioni pubbliche nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno e previa autorizzazione ai sensi dell’art. 35, comma 4 del decreto legislativo n. 165 del 2001, possono altresì bandire concorsi pubblici per titoli ed esami finalizzati a valorizzare l’esperienza professionale maturata dal personale di cui al comma 3 nonché in ragione dell’ attività lavorativa prestata presso pubbliche amministrazioni per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, in virtù di contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati anteriormente a tale data.

Comma 5

Per il triennio 2009-2011 le amministrazioni, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti in materia di assunzioni, possono assumere, limitatamente alle qualifiche di cui all’ art. 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, il personale in possesso dei requisiti di anzianità previsti dal comma 3 maturati nelle medesime qualifiche e nella stessa amministrazione. Sono a tal fine predisposte da ciascuna amministrazione apposite graduatorie, previa prova di idoneità ove non già svolta all’atto dell’assunzione. Le predette graduatorie potranno avere efficacia non oltre il 31 dicembre 2011.

Comma 6
Nella programmazione triennale del fabbisogno rideterminata ai sensi del presente articolo e delle norme in materia di organici contenute nel decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge, con modificazioni, dall’ art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008 n. 133 le amministrazioni di cui al comma 1 prevedono le procedure di mobilità, i concorsi da bandire e le assunzioni da effettuare compatibilmente con i vincoli finanziari scaturenti dal regime assunzionale e con quelli relativi al contenimento della spesa del personale.

RELAZIONE ILLUSTRATIVA
La finalità della norma è quella di circoscrivere temporalmente l’intervento straordinario in materia di stabilizzazione e ripristinare il regime ordinario di reclutamento mediante procedure concorsuali pubbliche.

Il primo comma abroga le disposizioni in materia di stabilizzazione e tiene conto di alcune fattispecie speciali quali quella del personale del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco e di quelle di cui all’ art. 23, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215.

Il secondo comma richiama la inderogabilità delle disposizioni di legge che regolamentano i rapporti di lavoro a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa sottolineando la necessità di un rispetto rigoroso dei termini dei contratti.

I commi 3 e 4 dettano interventi di diversa portata e limitati nel tempo volti entrambi a valorizzare le esperienze professionali maturate all’ interno delle amministrazioni pubbliche.

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14 Risposte to “L’emerdamento”

  1. ricercatore Says:

    io sono un coco da 7 anni .. che dovrei dire ? io ero rimasto fuori dalle stabilizzazioni e almeno ora ho una chance.

    Non sono in accordo con quanto si dice, il concorso è l’unica via certa al quale tutti possono accedere .. se uno è bravo lo può superare

    a me sembra che il prof. brunetta voglia riportare quella legaltà e trasparenza di cui si sta pagando le spese oggi … penso inoltre che il voler valutare la dirigenza e poterla licenziare sia l’unica via per imporre la meritocrazia… ma voi lo sapete che ci sono dirigenti di ricerca che non fanno nulla!!!! e allora li volete mantenere li!!!

    io ai cortei non ci sarò proprio .. chiedo solo regolarità nei concorsi e trasparenza negli enti.

  2. ricercatoredal95 Says:

    caro ricercatore
    davvero non ti rendo conto che questo emerdamento metterà in ginocchio ricercatori e ricerca in italia?
    questo emerdamento praticamente rischia di svuotare gli enti e lasciare senza lavoro tutta una fetta di popolazione
    davvero credi che i concorsi di brunetta saranno più legali e trasparenti di quelli fatti fino adesso?
    piuttosto credo che sarà l’ennesimo sistema per infilare “amici di” nei vari enti di ricerca, cacciando quelli che hanno anzianità
    alza le chiappe e vieni alle manifestazioni che senno’ rischiamo di rimanere tutti per strada

  3. fred Says:

    questo vive in un altro mondo….i concorsi sono tutti truccati. ultracinquantenne che non si sottopone alla politica. lavoro solo sulla mia pelle. tanti concorsi, solo i raccomandati li hanno vinti ed io…..
    Sono orgoglioso di me stesso perchè sono libero dai ricatti politici ,il mio voto è espressione di libertà. Tutti quelli che trovo nei posti di potere sono raccomandati della politica, vedi si tramandano il posto in politica da padre in figlio. Con la finanziaria del governo Prodi si era incominciato ad eseguire un piano occupazionale che riportava il paese verso i benefici. Questo governo li sta tagliando come per il precariato. Ma finitela di fare gli attori la politica non è un Film, Show, una Telenovela ed altro , ma una cosa seria…..come seria ere la stabilizzazione dei precari che dava dignità e sicurezza a quelle persone che amano il Lavoro più di ogni altra cosa accondentandosi anche di un misero stipedio di circa 950 Euro mensili.

  4. ricercatore Says:

    mi dispiace ma non sono in accordo … leggetevi questo articolo http://sciencecareers.sciencemag.org/career_magazine/previous_issues/articles/2008_09_26/science.opms.r0800060 sull francia … il fatto è che il nostro sitema non regge e ci vuole una ristrutturazione radicale .. io non mischio la politica, ma la gelmini ha le idee chiare e siccome io i laboratori stranieri ho avuto la fortuna di visitarli concordo con la sua visione.

    bisogna avere il coraggio di proporre soluzioni in linea con quello che avviene negli altri paesi anche a costo di meno sicurezza del posto di lavoro.

  5. Ricercatore_INFN Says:

    Caro ricercatore:
    intanto cerca di capire cosa sta realmente accadendo.
    Non fraintendere: lo scambio non e’ concorsi limpidi e puliti al posto di stabilizzazioni assistite e sindacalizzate.
    Lo scambio e’: niente al posto di stabilizzazioni.

    Il perche’ e’ presto detto: si dice nell’emendamento di utilizzare i fondi per fare concorsi. Ma il fatto e’ che i fondi in molti casi non si possono utilizzare per via degli altri tagli imposti: la riduzione del 10% del personale attualmente in servizio, ad es., impedisce all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di bandire alcun concorso non solo per quest’anno, ma anche per i prossimi 3-4.

    Che cosa ne pensi, caro ricercatore? L’italia ha speso la bellezza di 3 Miliardi per costruire l’acceleratore di Ginevra LHC e, se le cose vanno avanti cosi’, non potra’ fare assolutamente uno straccio di ricerca fisica con quello strumento. Chi pensi che sia in grado di leggere i dati? Ovviamente personale precario.
    Questo e’ il modo di gestire la ricerca?

    Dal punto di vista di principio capisco quello che intendi quando dici che il sistema di reclutamente non funziona e che crea “code”, che al peggio possono essere gestite in modo clientelare.
    Pero’ l’alternativa proposta in questo momento non e’ il sistema giusto, ma semplicemente nessun reclutamento per i prossimi anni.

  6. Un molto giovane Ricercatore INFN Says:

    Vorrei sposarmi, vorrei formare una famiglia, vorrei continuare a fare il lavoro che faccio… Se fino a al mese scorso nutrivo una seppur minima speranza di poter realizzare i miei desideri, adesso sono sicuro che probabilmente dovrò rinunciare a qualcosa. Io non chiedo di fare l’attore o il calciatore, non chiedo una fuoriserie, non chiedo un aereo privato. Chiedo solo che la mia vita possa essere normale: matrimonio, figli, lavoro…
    Caro ricercatore che credi nel mondo meritocratico, davvero pensi che le cose miglioreranno? Quando scompariranno i precari, chi farà ricerca in Italia? Il maestro unico? Chi insegnerà a tuo figlio i fondamenti di algebra, di Fisica, la lingua italiana, la storia, l’educazione civica? i nostri governanti? Svegliati perchè ti stanno a mette in mezzo a una strada e la cosa che mi da i nervi e che ci finisco pure io che un concorso non solo non lo vincerò mai non perchè non vivo in un Universo meritocratico, ma soprattutto perchè di concorsi non ce ne saranno proprio!

  7. stato di mobilitazione « precari@INGV Says:

    […] le RSU che hanno spiegato la criticità dell’emendamento sia in termini di contenuti ( link  e link) che come tempistica. La “Delega al lavoro in materia di lavori usuranti e di […]

  8. rapida Says:

    Bravo. E geniale anche il titolo.
    Cecilia

  9. scipero Says:

    Questo è solo l’inizio del declino di questo Paese grazie a tutti gli elettori di Berlusconi. Gli italiani stanno dormendo e penso che si sveglieranno quando questo Paese farà il botto ma di quelli veri (vedi l’Argentina). Sono contentissimo di questa situazione, anche se ci vado di mezzo anche io cococo, perchè non si può essere così ciechi da non vedere che Berlusconi &Co. volevano e vogliono affossare questo Paese, vedi la scuola, l’Alitalia che la pagheremo noi, la sanità, l’immondizia, la magistratura, l’economia etc. Berlusconi grazie a gli italiani ha vinto con larghissima maggioranza e adesso, mi dispiace dirlo perchè questo Paese non se lo merita, devono soffrire e forse rialzeranno la testa.

  10. francesco Says:

    ma tu che rispondi alle 2.06 pm, stai scherzando? sei ancora cococo perchè hai superato selezioni pubbliche? ne hai mai fatte? secondo te chi viene stabilizzato non ha superato selezioni pubbliche? cos’è la legalità per te? leggi ad personam contro poveracci che non riescono a trovare lavoro in un paese dove chi occupa cariche istituzionali gestisce da incompetente anche i tuoi soldi (tasse che ti prelevano dalle tasche e inflazione e…potrei andare avanti all’infinito) solo per proprio interesse? Gente che tarocca le gare d’appalto per “far margine” mentre tu cerchi solo un misero lavoro sicuro? dormi dormi caro.

  11. Domenico Says:

    @Ricercatore: certo come no stanno aspettando proprio te, accomodati ai concorsi:

    L’economista della Bocconi analizza un sistema disastroso. E spiega quali sono i rimedi
    La prof che non pubblicò una riga
    Università malata. La denuncia di Roberto Perotti: clientelismo e sprechi

    Il bello del calcio è che, qualche volta, può accadere l’impossibile: la Corea del Nord che batte l’Italia, l’Algeria che batte la Germania, Israele che batte la Russia. Il brutto dell’università italiana è che troppo spesso accade l’impossibile. Come all’Università di Bari, dove un concorso del 2002 dichiarò idonea alla cattedra l’aspirante docente Fabrizia Lapecorella, che aveva zero pubblicazioni nelle quattro categorie delle 160 riviste più importanti del mondo, zero nelle prime venti riviste italiane, zero in tutte le altre, zero libri firmati come autore, zero libri come curatrice, zero libri come collaboratrice. E ovviamente zero citazioni fatte dei suoi lavori: come potevano citarla altri studiosi, se non risulta aver mai scritto una riga? Eppure, battendo una concorrente che aveva un dottorato alla London School of Economics, 10 pubblicazioni e 31 citazioni sulle riviste nazionali e internazionali più importanti, vinse lei. Destinata a essere promossa poco più di tre anni dopo, dal terzo governo Berlusconi, direttore del Secit per diventare col secondo governo Prodi esperto del Servizio consultivo e ispettivo tributario e infine, di nuovo con Tremonti, direttore generale delle Finanze. Una carriera formidabile. Durante la quale, stando alla banca dati centrale di tutte le biblioteche italiane, non ha trovato il tempo per scrivere una riga. Sia chiaro: magari è un genio. E forse dovremo essere grati a chi l’ha scoperta nonostante difettasse di quei lavori che all’estero sono indispensabili per diventare ordinari.

    Ma resta il tema: con quali criteri vengono distribuite le cattedre nella università italiana? Roberto Perotti, PhD in Economia al Mit di Boston, dieci anni di docenza alla Columbia University di New York dove ha la cattedra a vita, professore alla Bocconi, se lo chiede in un libro ustionante che non fa sconti fin dal titolo: L’università truccata. Gli scandali del malcostume accademico. Le ricette per rilanciare l’università (Einaudi). Un’analisi spietata. A partire, appunto, dal sistema di assegnazione delle cattedre. Dove i casi di persone benedette dalla nomina a «ordinario » con 12 «zero» su 12 in tutte le tabelle delle pubblicazioni e delle citazioni, a partire da quelle del «Social Science Citation Index», sono assai più frequenti di quanto si immagini, visto che Perotti ne ha scovati almeno cinque. Dove capita che il rettore di Modena Giancarlo Pellicani indica una gara vinta dal figlio Giovanni anche grazie alla scelta di non presentarsi di 26 associati su 26. Dove succede che il preside di Medicina a Roma, Luigi Frati, possa vincere la solitudine avendo al fianco come docenti la moglie Luciana, il figlio Giacomo, la figlia Paola. Un uomo tutto casa e facoltà. Che probabilmente diventerà rettore della Sapienza. Superato solo da certi colleghi baresi come i leggendari Giovanni Girone, Lanfranco Massari o Giovanni Tatarano, negli anni circondati da nugoli di figli, mogli, nipoti, generi… Il familismo è però solo una delle piaghe nelle quali il professore bocconiano (che ha l’onestà di toccare perfino il suo ateneo, rivelando che «l’ufficio relazioni esterne della Bocconi impiega circa 100 persone e ha un bilancio di 13 milioni di euro» che basterebbero ad assumere «i migliori docenti di economia degli Usa») affonda il bisturi. A parte quello che «il clientelismo e la corruzione esistono, ma sono tutto sommato circoscritti», Perotti fa a pezzi almeno altri tre miti. Uno è che «il vero problema dell’università italiana è la mancanza di fondi». Non è vero. Meglio: è vero che «le cifre assai citate della pubblicazione dell’Ocse “Education at a Glance” danno per il 2004 una spesa annuale in istruzione terziaria di 7.723 dollari per studente» appena superiore ad esempio a quella della Slovacchia o del Messico. Ma se si tiene conto che metà degli iscritti è fuori corso e si converte più correttamente «il numero di studenti iscritti nel numero di studenti equivalenti a tempo pieno», la spesa italiana per studente «diventa 16.027 dollari, la più alta del mondo dopo Usa, Svizzera e Svezia ». Quanto agli stipendi dei docenti, è verissimo che all’inizio sono pagati pochissimo, ma da quel momento un meccanismo perverso premia l’anzianità (mai il merito: l’anzianità) fino al punto che un professore con 25 anni di servizio da ordinario non solo prende quattro volte e mezzo un ricercatore neoassunto ma «può raggiungere uno stipendio superiore a quello del 95 percento dei professori ordinari americani (…) indipendentemente dalla produzione scientifica».

    Altro mito: nonostante tutto, «l’università italiana è eroicamente all’avanguardia mondiale della ricerca in molti settori».Magari! Spiega Perotti che in realtà, al di là della propaganda autoconsolatoria, fra i primi 500 atenei del mondo, secondo la classifica stilata dall’università cinese Jiao Tong di Shanghai, quelli italiani sono 20 e «la prima (la Statale di Milano) è 136ª, dietro istituzioni quali l’Università delle Hawaii a Manoa ». Certo, sia questa sia la classifica del Times (dove la prima è Bologna al 173˚posto) sono fortemente influenzate dalle dimensioni dell’ateneo. Infatti nella «hit parade» pro capite della Jiao Tong 2008 possiamo trovare al 19˚posto la Normale di Pisa. Ma a quel punto le grandi università italiane slittano ancora più indietro: la Statale milanese al 211˚,Bologna al 351˚,la Sapienza addirittura a un traumatico 401˚posto. Da incubo. Quanto al quarto mito, quello secondo cui «l’università gratuita è una irrinunciabile conquista di civiltà, perché promuove l’equità e la mobilità sociale consentendo a tutti l’accesso all’istruzione terziaria», l’economista lo smonta pezzo per pezzo. I dati Bankitalia mostrano che nel Sud (dove il fenomeno è più vistoso) dal 20% più ricco della società viene il 28% degli studenti e dal 20% più povero soltanto il 4%. Un settimo. In America, dove l’università si paga, i poveri che frequentano sono il triplo: 13%. Come mai? Perché al di là della demagogia, spiega l’autore, l’università italiana è «un Robin Hood a rovescio, in cui le tasse di tutti, inclusi i meno abbienti, finanziano gli studi gratuiti dei più ricchi ». Rimedi? «Basta introdurre il principio che l’investimento in capitale umano, come tutti gli investimenti, va pagato; chi non può permetterselo, beneficia di un sistema di borse di studio e prestiti finanziato esattamente da coloro che possono permetterselo». Non sarebbe difficile. Come non sarebbe difficile introdurre dei sistemi in base ai quali il rettore che «fa assumere la nuora incapace subisca su se stesso le conseguenze negative di questa azione e chi fa assumere il futuro premio Nobel benefici delle conseguenze positive». Tutte cose di buon senso. Ma che presuppongono una scelta: puntare sul merito. Accettando «che un giovane fisico di 25 anni che promette di vincere il premio Nobel venga pagato tre volte di più dell’ordinario a fine carriera che non ha mai scritto una riga». Ma quanti sono disposti davvero a giocarsela?

    Gian Antonio Stella
    30 settembre 2008

  12. Stefano Says:

    Comincio a pensare che “ricercatore” delle 2.06 sia in realtà Brunetta stesso sotto mentite spoglie: non posso credere che un cococo dopo 7 anni di precariato raglioni in questo modo (sbaglia persino il nome del suo contratto! CoCo?)
    Cosa centrino i “dirigenti” con questo emerdamento poi lo può sapere solo lui (e brunetta, se non sono la stessa persona:-)

  13. precaria+ Says:

    Anni di studio, specializzazioni, corsi di ogni genere, poi co.co.co, co.co.pro, occasionale, tempo determinato, concorsi, prove selettive (e vi posso assicurare non all’acqua di rose), io come moltissimi altri. Finalmente, dopo anni e anni di blocco delle assunzioni (preciso che nel mio settore e nella mia università, più di dieci) arriva la stabilizzazione. Mi tranquillizzano, metto su famiglia, rinuncio ad altri lavori, seppur nulla di definitivo ma che mi avrebbe permesso cmq di mantenere dei contatti, non si sa mai. Risultato: da venerdì vivo con l’ansia di non veder trasformato il mio “sine die” in un tempo indeterminato, e per giunta rischio di essere lasciata a casa dopo anni. E allora spero che anche a voioi tutti che avete votato questi, che vi riempite la bocca di cazzate come la trasparenza nei concorsi e la meritocrazia, come pensate di risolvere questa situazione

  14. precaria_arrabbiata Says:

    vogliamo CONCORSI DA RICERCATORE A TEMPO INDETERMINATO aperti a tutti SUBITO!!!!!!! Hai capito INFN????

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