Archive for settembre 2008

L’assalto al cielo

30 settembre 2008

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto dell’occupazione della presidenza del Cnr vista dagli occhi di un precario:

Arrivo al Cnr un po’ in ritardo sull’orario dell’assemblea. Una giornalista di Santoro viene respinta all’ingresso dallo zelante custode, che ha ricevuto ordini precisi per la selezione all’ingresso. Io invece entro, salgo le scale ma una folla mi investe in senso opposto. È l’assemblea, hanno saputo che le telecamere non sono ammesse. E se le telecamere non vanno da Maometto, be’, si sa come va a finire. Li guida un sindacalista con un megafono in mano, incazzato perché è importante che Santoro trasmetta la protesta in mondovisione. Il megafono (made in China, 5 euro) però si inceppa sul più bello. Non fa niente, la giornalista chiede che il sindacalista arringhi la folla brandendo il megafono rotto, farà più scena in tv. L’assemblea inizia dunque con una gag da teatro dell’assurdo: un sindacalista parla in un megafono spento e denuncia davanti alle telecamere di Annozero che ad Annozero è stato impedito di riprendere l’assemblea. Dopo la CGIL, per par condicio, deve intervenire la UIL. Ma quando tocca alla CISL anche la telecamera non ne può più e inizia a riprendere il traffico, gli alberi d’autunno, i passanti: le rivenderanno al TG2 per il prossimo servizio sull’influenza, immagino.

Si torna dentro, ma il teatro dell’assurdo continua: prima che inizi l’assemblea, un sindacalista legge il comunicato conclusivo dell’assemblea perché “i giornalisti aspettano” ed è già tardi. I sindacati devono avere un software che genera automaticamente comunicati, per poter riassumere le assemblee prima ancora che inizino. Infatti il comunicato potrebbe riferirsi ad una qualsiasi delle assemblee che si sono svolte in un qualsiasi luogo di lavoro negli ultimi quindici anni. Capisco allora che non si tratta di un software, ma di un semplice modulo pre-stampato.

I sindacalisti parlano di iniziative strambe, come le “passeggiate alla Stazione Termini con magliette propagandistiche” (con questo freddo?) mentre i precari chiedono scioperi e manifestazioni. Alla fine, un paio di interventi flambé trascinano l’assemblea all’occupazione immediata della Presidenza del Cnr. Il presidente è Maiani, quello che, secondo Gabriella Carlucci e un autorevole sindacalista della Uil presente oggi, di fisica non capisce granché. Io salgo tra i più agguerriti ma, quando entro nella stanza con le sedie in pelle umana, lo sguardo di Maiani mi gela: è lo stesso sguardo pieno di disprezzo che, diversi anni fa, mi diede un caritatevole 20 a Fisica Teorica e che popolò i miei incubi per molti mesi. Quando capisco che sto per inginocchiarmi e chiedere pietà nel momento più sbagliato e freudiano, faccio un passo indietro e lascio che altri, più coraggiosi di me, occupino la presidenza.

Pure Maiani, però, non si dimosta un cuor di leone: il centinaio di precari che si schiacciano nella stanza ovale chiede gesti eclatanti, dimissioni, rinnovi di contratto all’istante, e Maiani risponde con un filo di voce che non sa, non può, si accerterà etc. Ma dal corridoio non si sente granché. Dopo un’oretta, chiedo un resoconto ad una co.co.co. che esce dalla stanza del Moloch, e lei mi riassume così la trattativa: “C’ha raggione la Carlucci, questo è un pallesecche“. Perché non li scrive lei, i comunicati?

I precari su E-Bay

30 settembre 2008

da Usi/RdB ricerca:

Un emendamento ammazza-precari che determina il licenziamento di migliaia di lavoratori nella ricerca presentato dal Governo sta per distruggere la Ricerca Pubblica che si base da decenni sul lavoro altamente qualificato di questo personale.
“Visto che i Ministri Brunetta, Sacconi e Tremonti mettono per strada migliaia di precari e la stessa ricerca pubblica italiana, da domani chi vorrà potrà tentare di aggiudicarsi le prestazioni altamente professionali degli ormai quasi ex precari degli enti di Ricerca” dichiara Claudio Argentini della segreteria dell’USI RdB Ricerca. “E’ paradossale che mentre la fuga dei cervelli viene denunciata in continuazione, poi gli stessi cervelli il governo Berlusconi Fini Bossi li getta sul lastrico con loro stesse famiglie”. “Come RdB Pubblico Impiego e USI RdB Ricerca da anni conduciamo una lotta per stabilizzare questo personale che è parte integrale e fondamentale della nostra ricerca pubblica” continua il dirigente sindacale “adesso siamo costretti a bandire un’asta al pubblico, perché la poca lungimiranza governativa preferisce avere cervelli disoccupati piuttosto che assumerli stabilmente. In questi giorni i precari non saranno solo su EBAY ma saranno in piazza davanti ai ministeri, il 7 ottobre davanti a quello della funzione pubblica, e per la manifestazione e lo sciopero del 17 ottobre”. “La determinazione con cui i lavoratori precari stanno rispondendo dovrà costringere il governo a ritornare indietro ritirando l’emendamento e a riprendere le stabilizzazioni. Solo in Italia i “cervelli” vanno su EBAY per avere un posto di lavoro” conclude il dirigente del sindacato di base.

Vai su E-Bay a comprare i precari.

Enti di ricerca: iniziative contro l’emendamento

30 settembre 2008

precari ingv

L'”emendamento Brunetta” sta velocemente terrorizzando i precari del pubblico impiego. Le reazioni negli enti pubblici di ricerca sono state quasi immediate.

Già da venerdì i precari dell’Isfol sono in assemblea e agitazione. Lunedì mattina è ricominciata la mobilitazione dei precari dell’Ispra che hanno occupato l’istituto, mentre nel pomeriggio si è svolta un’infuocata assemblea all’area di Tor Vergata del Cnr.

E’ di oggi un comunicato di mobilitazione dei precari dell’Inran, e analoghe iniziative sono state intraprese dai precari dell’INGV, che ora hanno anche un loro blog. Oggi (martedì) si riuniscono in assemblea i precari del Cnr e giovedì quelli dell’Istat (già in agitazione per la questione della rete di rilevazione e dei suoi 317 precari).

Usi/Rdb ha indetto in tutta fretta una manifestazione per mercoledì 1 ottobre davanti al Ministero del Lavoro alle 10.00. I sindacati confederali chiedono il ritiro dell’emendamento e minacciano iniziative a breve.

Rassegna stampa on line: Aprile on line | l’Unità | Ap Com | Ansa | Dire | La Nuova Ecologia |

Firenze, lezioni ferme contro il governo

30 settembre 2008

Con una certa timidezza, nell’università sta iniziando il periodo di “agitazione” contro i tagli del governo contenuti nella manovra finanziaria di agosto, quella che aveva portato molti atenei a opporsi ufficialmente al governo. Si va in ordine sparso, ma c’è chi fa sul serio. A Firenze, un centinaio di corsi della facoltà di Scienze sono attualmente bloccati per il rifiuto da parte dei ricercatori di svolgere le funzioni didattiche non strettamente obbligatorie. Simile iniziativa nelle facoltà di Ingegneria di Pisa e Palermo. In molti altri atenei, crescono le pressioni sui rettorati perché vengano davvero messe in atto le minacce di luglio: blocchi ufficiali della didattica e interruzioni dell’anno accademico ancora agli inizi.

Tuttavia, come suggerisce la presa di posizione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (la CRUI), proprio i rettori e il baronato più conservatore sembrano essere il collo di bottiglia di una protesta più eclatante. Nella mozione approvata all’unanimità dai Rettori il 25 settembre, in cui ci si aspettava qualche critica al governo per quanto timida, si dà piuttosto priorità a questioni come la riforma della governance degli atenei e alla questione della riforma dei concorsi senza menzionare l’attuale emergenza. Con queste parole, i Rettori si schierano ufficialmente dalla parte del governo sulle politiche dell’Università, nonostante in molti atenei singoli rettori blandiscano la protesta per non diventarne bersaglio. È il caso di università importanti come la Sapienza di Roma, in piena campagna elettorale per eleggere il prossimo rettore (favorito il chiacchieratissimo preside di Medicina Luigi Frati).

Le università dunque si muovono nel guado di sempre. Da un lato, si punta ad una presa di posizione degli organi ufficiali sperando in un maggior peso istituzionale, ma dall’altro ci si affida alle strategie di chi, più di una volta, ha dimostrato di non voler cambiare granché dell’università attuale. Nei prossimi giorni, i nodi potrebbero venire al pettine.

L’emerdamento

27 settembre 2008

Alla fine, dopo essere stato più volte annunciato, è uscito. Brunetta ha finalmente visto approvato dagli altri ministri del governo il suo emendamento, o meglio emerdamento, visto il contenuto, alla manovra finanziaria.

L’emerdamento si compone di 6 commi.

Il primo abroga tutte le norme sulla stabilizzazione dei precari delle finanziarie 2007 e 2008 (ad esclusione di quelle sui vigili del fuoco, gli unici che potranno continuare ad essere stabilizzati).

Il secondo sostiene che – quindi – tutti i contratti a termine si chiudono alla scadenza e, in mancanza di un termine (come nel caso degli “stabilizzandi”) si chiudono 90 giorni dopo l’approvazione della legge.

Il terzo comma trasforma il diritto alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato con i requisiti stabiliti dalle finanziarie 2007 e 2008 in una riserva (massimo del 40%) nei concorsi del triennio 2009-2011.

Il quarto comma prevede che per i co.co.co. vi sia un punteggio nei concorsi del triennio 2009-2011.

Il quinto comma prevede che enti locali e ASL possano continuare a stabilizzare.

Il sesto comma ricorda che tutti i concorsi devono rispettare i limiti delle risorse economiche.

Un emerdamento davvero chiaro: i precari non ancora stabilizzati tra pochi mesi saranno per strada, disoccupati, a prescindere da tutto. A casa, o per strada, potranno studiare per i concorsi dei prossimi anni.

Un emerdamento chiaro che demolisce i deboli castelli di carta costruiti 2 anni fa e che merita risposte univoche: mobilitazione ad oltranza, scioperi, manifestazioni.

Per quanto riguarda il sindacato di base RdB aveva già in programma uno sciopero con manifestazione il 17 ottobre, e cade a fagiolo (e un presidio il 7 ottobre sotto la Funzione Pubblica). La Cgil aveva già proclamato una manifestazione oggi (sabato) in tutte le principali piazze italiane. Ma sul tema delle stabilizzazioni ci deve essere una forte opposizione in tutto il pubblico impiego, a cominciare dalla ricerca e dall’università. Questo è il comunicato (che per ora non indice nessuna mobilitazione) di Cgil, Cisl e Uil del settore.

Di seguito il testo dell’emerdamento:

(more…)

Sempre più a rischio le stabilizzazioni

19 settembre 2008

Secondo quando denuncia la CGIL in un comunicato, il blocco delle stabilizzazioni nel pubblico impiego, risalenti alla finanziaria del governo Prodi, sarà inserito in un emendamento al disegno di legge 1441 quater. L’emendamento, racconta il coordinatore del Settore Lavori Pubblici CGIL Emilio Gentile, avrebbe anche valore retro-attivo.

Il DDL 1441 quater è attualmente in discussione alla commissione XI (lavoro) della Camera. Il testo non è ancora noto, comunque. Per seguire da vicino l’iter della legge e avere notizia degli eventuali emendamenti, collegatevi al sito della Camera nella pagina corrispondente alla legge, questa.

Il lavoro precario rovina la salute

19 settembre 2008

da Le Scienze – Lo stress di questo tipo di lavoro è associato con un rischio di insorgenze di patologie coronariche maggiore del 50 per cento, ed è fattore di rischio per depressione, disturbi d’ansia e abuso di sostanze

Uno studio svolto in Canada dal Centre for Addiction and Mental Health (CAMH) per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha analizzato il profondo impatto dell’instabilità lavorativa sulla salute degli individui.

Carles Muntaner e colleghi hanno trovato una correlazione tra bassi punteggi nei test atti a valutare il benessere fisico e mentale e impiego precario in diverse forme (contratti temporanei o bassi salari e assenza di benefit) in confronto con soggetti con impiego stabile.

Secondo i dati raccolti, lo stress lavorativo è associato con un rischio di insorgenza di patologie coronariche maggiore del 50 per cento, ed esiste una notevole evidenza che i lavori caratterizzati da forti richieste, un basso livello di controllo, e uno sbilanciamento tra sforzo e remunerazione sono fattori di rischio per depressione, disturbi d’ansia e abuso di sostanze.

“Non solo il Canada, ma anche gli Stati Uniti, l’Australia e la Nuova Zelanda si trovano ad affrontare problemi simili, poiché in questi paesi vi è una maggiore tolleranza delle disuguaglianze rispetto ad altri Paesi come Svezia o Danimarca”, ha commentato Muntaner.

Secondo quanto si legge nel rapporto, intitolato Closing the Gap in a Generation: Health Equity through Action on the Social Determinants of Health, sarebbe necessario porre in atto fatte alcune raccomandazioni espresse nel documento per raggiungere migliori condizioni sanitarie, tra cui il miglioramento delle condizioni di lavoro, da ottenere con politiche globali, nazionali e locali. (fc)

Brunetta torna sulle stabilizzazioni

17 settembre 2008

Il ministro Brunetta vuole cambiare le norme sulla stabilizzazione varate dal governo Prodi, e sta preparando una norma apposita. Anche se per ora non si sa nulla di preciso.

Il governo ha varato in agosto gran parte dei provvedimenti economici che, di solito, finiscono nella legge finanziaria di fine anno. Ma anche sulla finanziaria Brunetta e Tremonti vogliono anticipare i tempi, per approvarla all’inizio dell’autunno e non esporsi a possibili contestazioni (scioperi e manifestazioni sono previsti per ottobre). Il ministro della Funzione Pubblica Brunetta è tornato sulla questione della stabilizzazione dei precari del pubblico impiego, enti di ricerca compresi. La finanziaria di Prodi prevedeva la stabilizzazione per chi fosse da tre anni dipendente a termine, e la proroga automatica dei contratti a termine per chi non avesse maturato i tre anni.

Ma queste regole potrebbero adesso cambiare in corsa, mentre il processo di stabilizzazione è già faticosamente partito in molti settori. Sui contenuti esatti delle prossime leggi in materia si sa poco, ma le intenzioni di Brunetta sono chiare, come testimonia questa dichiarazione:

”Stiamo predisponendo una nuova norma che rivede le norme del governo Prodi che senza copertura finanziaria aveva ipotizzato un ‘todos caballeros’ per tutte le centinaia di migliaia di precari. Io sto parlando di quelli titolari di contratti atipici, non dei vincitori di concorso che devono avere il loro posto quando il posto si rende disponibilie. Ma altra cosa è chi era stato assunto nella pubblica amministrazione con contratti a termine, i contratti a termine per definizione sono a termine e questi non possno accampare diritti che non hanno, lo dico con molta chiarezza”.