Per un caldo settembre precario

[Riceviamo e pubblichiamo il seguente appello]

E così siamo arrivati alla fine.

Entro l’estate la privatizzazione dell’Università sarà legge dello Stato.

Più di un decennio di tagli, interventi furbescamente disegnati per compiere piccoli passi verso un’università privata ma soprattutto drasticamente ridimensionata e ora arrivano loro. In un colpo solo Tremonti realizza quello che fu il sogno di Modica, Berlinguer e tanti altri (Mussi ci rifiutiamo anche di citarlo): fondazioni, cooptazione di “diritto privato”, drastico disimpegno economico dello stato centrale ben visibile nella decurtazione prevista per il FFO. E per la scuola le cose non vanno meglio, il “Piano triennale” (per fortuna non ancora quinquennale) prevede tagli del personale (ovvero di teste precarie) per più del 20% degli organici.

Nessun problema, spiegavano gli entusiasti del nuovo: davanti a noi intere foreste fatte di alberi sui quali cresce denaro privato attendono solo il barone (o magari il geniale ricercatore che fa innovazione e sviluppo) di turno per essere raccolto. E tutto andrà bene. In molti dentro le nostre università hanno pensato che si trattasse solo di far passare a’ nuttata, che sarebbe stato possibile cavarsela con i soliti opportunismi, invocando trasparenza e autonomia sui giornali e continuando a curare il proprio “particulare”.

Peccato che ora si scopre che senza il denaro pubblico l’università si ritroverà in un deserto fatto di privati che non hanno mai investito un euro in una ricerca (che non sia marketing), un deserto reso in prospettiva sempre più arido da una crisi economica di cui per il momento si prevedono solo peggioramenti.

Cosa significa tutto questo per i precari?

DECIMAZIONE.

Di posti e di diritti, come la norma “ammazzaprecari” prevista nella superfinanziaria.

Ma sarà così per tutti: per gli studenti, che inevitabilmente vedranno le tasse di iscrizione lievitare ben oltre i livelli della nostra cara inflazione da petrolio, per i baroni, che del loro stipendio non si accontentano mai, e per lo stesso personale tecnico-amministrativo, minacciato di decurtazioni salariali senza precedenti.

A settembre privatizzazione e tagli a salari e personale saranno GIÀ LEGGE e la nostra battaglia dovrà essere capace di durare nel tempo. Occorre quindi non solo bloccare le trasformazioni in Fondazioni università per università ma anche lottare per una “ripubblicizzazione” dell’intero sistema educativo nazionale. I nostri cari baroni sono avvertiti: abbiamo capito che per sopravvivere i precari non possono permettersi alcun compromesso, con la loro gestione clientelare, semiprivatistica e soprattutto oramai grottescamente autoreferenziale.

Pur consapevoli della necessità della creazione di un fronte unitario contro i provvedimenti del governo, rimaniamo convinti che, senza una rottura netta con il passato, di scuola e università resteranno solo macerie. Macerie che si aggiungono a quelle della Costituzione della Repubblica e dei suoi principi.

Domandiamoci come sia possibile che gli italiani assistano con indifferenza alla fine, per la grande maggioranza di loro, della possibilità di accedere a un’istruzione degna di questo nome. Domandiamocelo, perché è a loro che dovremo chiedere i soldi per finanziare i nostri contratti.

In questa fine di luglio molte parole sono state spese da tutti i principali responsabili di questa situazione: baroni privatizzatori ma anche sindacati compiacenti. Parole di fuoco, che annunciano grandi mobilitazioni per settembre. I precari hanno però vissuto sulla loro pelle le conseguenze delle continue bugie dei rettori e guardano con preoccupazione a un sindacato confederale che, di fronte a un attacco senza precedenti a tutto il pubblico impiego e allo stato sociale, non convoca scioperi e anzi prosegue le trattative sullo smantellamento dei contratti nazionali.

Per queste ragioni sosteniamo l’annunciato blocco dell’inizio dell’anno accademico e ci impegnamo a mobilitarci e a vegliare sulla sua effettiva realizzazione. Per queste ragioni sosterremo tutte le mobilitazioni del personale tecnico-amministrativo e ci impegniamo a dare il nostro contributo perché esse siano solo l’inizio di una grande mobilitazione in tutta la funzione pubblica, scuola in particolare. Per queste ragioni sosterremo le mobilitazioni degli studenti, insieme ai precari vittime principali dello sciagurato Tremonti.

NON C’È PIÙ TEMPO DA PERDERE!

Invitiamo i precari delle università romane a incontrarsi nei primi giorni di settembre, anche qui alla Sapienza, per costruire un calendario delle iniziative. I precari devono cominciare a costruire la loro mobilitazione con chiunque abbia a cuore non il mantenimento dello status quo bensì lo sorti dell’università, della ricerca e dell’istruzione pubbliche.

E SE FOSSE SOLO L’INIZIO?

Andrea Baldassarri (andrea.baldassarri@gmail.com)

Luca Leuzzi (luca.leuzzi@gmail.com)

Luca Tomassini (ltomassini@gmail.com)

Roma, 29 Luglio 2008

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3 Risposte to “Per un caldo settembre precario”

  1. Wil Nonleggerlo Says:

    Eila, complimenti per il Blog!

    Inoltre …

    Ti invito a partecipare all’iniziativa digitale

    “IO NON LODO! Contro la Violenza e l’Abbandono della Costituzione Italiana”

    al link

    http://nonleggerlo.blogspot.com/2008/08/io-non-lodo_18.html

    Grazie, fammi sapere.
    Wil

  2. Wil Nonleggerlo Says:

    I propositi del Governo:

    Migliorare la giustizia con l’aiuto di pregiudicati, autoimmunizzati, zerbini, ignoranti, ex massoni.

    Migliorare l’istruzione con l’aiuto di persone furbissime, pronte a ricorrere a qualsiasi trucco pur di superare un esame, riducendo inoltre il budget già scarsissimo di 8 miliardi di euro. E con 150 mila unità di personale in meno …

    Migliorare la cultura e l’alfabetizzazione del Paese, con tagli perentorei nei prossimi 3 anni ad aspetti essenziali di ogni democrazia, come ricerca, sviluppo, tecnologia, innovazione.

    Molti si chiedono: come si può risolvere l’effetto se tu stesso sei la causa? Oppure, come si può risolvere una questione, se tale risoluzione ti eliminerebbe immediatamente dalla vita politica?

    Ecco. Sera. Wil.

  3. Ilaria Stambelli Says:

    Immunda cum laude – decasillabi in rima

    Ai giorni estivi volgesti il guato
    e, come belva, tendesti agguato,
    coi proci ignavi, i tuoi famigli,
    ai marinari sopra i navigli.

    In quelle stanze orbe di vita
    tu preparasti l’ardua sortita;
    il caldo vento quel dì spirava
    lustri di gloria il ciel menava;

    di possa immensa, di chiara fama
    sì come quella ch’ognuno brama,
    era il presagio del tuo scudiero,
    e della dama, di cui vai fiero.

    Quei tuoi fidati soldati foschi
    che incedon lesti per rade e boschi
    pur s’inchinaron al tuo cospetto,
    devoto segno d’ogni rispetto;

    portaron doni, e con parole
    resero degna l’inclita prole
    dell’oro pubblico (col tuo consenso)
    e della mirra, del loro incenso.

    Volgea alla fine il tuo mandato
    e senza mai prendere fiato
    tu rincorresti l’odiato addio
    e lo fermasti pronto, perdio!

    Tu rimandasti di anno in anno
    questo temuto vile malanno
    e quando alcuno ti dimandava
    se fosse vera quella tua brava

    corsa a non ceder l’utile scranno
    tu ti adombravi, ma senza affanno
    dicevi ch’era vera sciocchezza
    lurida farsa, una schifezza,

    simile a quella trita novella
    di cui sui libri ancor si favella
    d’un tuo protetto di dubbio ingegno
    che grande lustro dava al tuo regno

    con motti strani, strane parlate
    che furon alfine tutte premiate:
    questa la più comune sorte
    di menti degne della tua corte.

    Certo qualcuno pur dette ascolto
    e con il bronzo sopra il suo volto
    riconfermando quanto affermato
    si dimostrava in questo grato

    delle prebende, delle dazioni,
    di quegli affari senza sanzioni,
    di ambiti premi a buona condotta
    per quella pace che mai fu rotta.

    Per questi fatti portasti immondo
    bruto presaggio per questo mondo.
    Per questi fatti cantiamo gloria
    e celebriamo la tua vittoria.

    (canto di lode per la proproga dei mandati
    del rettore dell’università di Salerno, noto politico
    locale, noto superconsulente del Commissariato
    rifiuti, noto…)

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