Università contro il governo: assemblea nazionale

Come anticipato nell’articolo scorso, a Roma si svolgerà un’assemblea nazionale per discutere di forme di protesta contro i provvedimenti del governo Berlusconi sull’università (i tagli ai finanziamenti, la riduzione dei concorsi, la privatizzazione) contenuti nel recente decreto 112/08. Si svolgerà all’università “La Sapienza” martedì 22 luglio alle ore 10,30. L’assemblea è indetta dai sindacati confederali e da alcune associazioni di docenti, ma è aperta all’adesione di altri sindacati, reti ed associazioni di studenti e lavoratori dell’università. Di seguito il documento di convocazione dell’assemblea.

Documento elaborato da:

ANDU, CIPUR, CNRU, CNU, FEDERAZIONE CISL-UNIVERSITA’,
FLC-CGIL, UILPA-URAFAM

I contenuti del Decreto-Legge 112/08:

1. limitazione al 20 % del turn over, per gli anni 2009-2011, del personale docente e tecnico-amministrativo, dopo due di blocco dei concorsi;
2. ulteriori drammatici tagli al Finanziamento pubblico dell’Universita’;
3. la prospettiva della privatizzazione degli Atenei attraverso la loro trasformazione in Fondazioni;
4. taglio delle retribuzioni dei docenti e del personale tecnico e amministrativo

determineranno la scomparsa in breve tempo dell’Universita’ italiana, come sistema pubblico nazionale, previsto e tutelato dalla Costituzione, il cui mantenimento deve essere a carico dello Stato e non a carico degli studenti e delle loro famiglie.
E saranno soprattutto gli studenti ad essere danneggiati perche’ non sara’ piu’ garantita una offerta formativa di qualita’, che puo’ essere fornita solo da Atenei in cui i docenti possano svolgere – inscindibilmente – ricerca e didattica di alto livello.

Il blocco del turn over, riducendo drasticamente il numero dei docenti in ruolo, impedisce il necessario ricambio generazionale, aggravando ulteriormente il problema del precariato, e non consente il giusto riconoscimento del merito a quanti operano nell’Universita’.

Il mondo universitario e il Paese non possono accettare che venga smantellata l’Universita’ pubblica, che invece va riformata e rilanciata nel suo ruolo – riconosciuto a parole da tutti – di promotrice dello sviluppo culturale ed economico nazionale.

L’Universita’ non intende sottrarsi a qualsiasi tipo di valutazione che porti alla valorizzazione del merito, alla esaltazione dei risultati e all’ulteriore miglioramento del Sistema.

Per rilanciare il Sistema Universitario Nazionale e’ tuttavia indispensabile prevedere:
– maggiori finanziamenti per l’Alta formazione e la Ricerca pubbliche, adeguandoli agli standard internazionali, allo scopo di consentire a tutti i docenti di svolgere adeguatamente le loro attivita’ di ricerca e di insegnamento;
– maggiori risorse per un reale diritto allo studio;
– la riforma dell’Organizzazione del Sistema Universitario Nazionale;
– il superamento dell’inaccettabile fenomeno del precariato, attraverso procedure di reclutamento che premino il merito;
– la riforma del dottorato di ricerca, quale terzo livello dell’Istruzione universitaria, qualificandone l’accesso e il percorso formativo;
– la riforma della docenza, distinguendo nettamente il reclutamento dall’avanzamento di carriera, prevedendo per i neo-assunti una retribuzione piu’ elevata e una reale autonomia scientifica, anche al fine di arginare la “fuga dei cervelli”.

Per impedire la demolizione del Sistema Universitario pubblico e’ proclamato lo stato di agitazione.
In tutti gli Atenei saranno promosse Assemblee Generali per discutere sui contenuti, il significato e gli effetti dei provvedimenti governativi e sulle piu’ adeguate iniziative di mobilitazione.
Si invitano tutti i professori e ricercatori a non assumere carichi didattici non espressamente previsti dalla legge.
Si invitano tutti gli Organi collegiali (Senati Accademici, Consigli di Amministrazione, Consigli di Facolta’, di Corso di Studio e di Dipartimento) a pronunciarsi sui provvedimenti in corso.

E’ indetta per martedì 22 luglio 2008 alle ore 10.30 alla Sapienza di Roma un’Assemblea nazionale aperta a tutte le componenti e a tutte le rappresentanze universitarie.

Si auspica l’apertura di un confronto di merito su tutte le questioni universitarie e, in questa direzione, si chiede un incontro con i Ministri competenti.

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3 Risposte to “Università contro il governo: assemblea nazionale”

  1. Libru » Assemblea nazionale dell’università contro il governo Says:

    […] Laura Di Pietrantonio: Come anticipato nell’articolo scorso, a Roma si svolgerà un’assemblea nazionale per discutere di forme di protesta contro i provvedimenti del governo Berlusconi sull’università (i tagli ai finanziamenti, la riduzione dei concorsi, … […]

  2. angela Says:

    e vogliamo parlare dei co.co.co.??
    usati come parasubordinati con tutti gli oneri, che i dipendenti ormai ignorano …, ma senza alcuna tutela o diritti di qualunque genere . l’Università ci ha usato e sfruttato da 13 anni e più..e a fine anno non saremo nè rinnovati nè stabilizzati, saremo DISOCCUPATI!!!
    AVETE CAPITO ???
    SIAMO MADRI E PADRI DI FAMIGLIA, CON MUTUI DA PAGARE FIGLI DA CRESCERE, CHI CI VUOLE DARE ASCOLTO??
    CHI CI VUOLE DARE UNA LAVORO ??
    POSSIBILE CHE NESSUNO CAPISCA CHE SIAMO MIGLIAIA DI PROSSIMI DISOCCUPATI???

  3. Enzo Pirillo Says:

    vi appoggio e vorrei aggiungere la mail che ho inviato ai miei contatti in merito alla questione “identità nazionale!
    grazie
    Roma 21/07/2008 – Roma ladrona…. cosi dice …

    cari amici,
    ogni tanto ‘devo’ scrivervi, non riesco proprio a trattenetre il disgusto!
    proprio in giorni come oggi appena tornato dalla Francia, un paese con 1000 difetti e blablabla blablabla blababla ma con un forte serio e radicato sentimento nazionalista, trovo la sorpresa di un tale sig. ministro italiano, pardon padano, che si permette di continuare il vilipendio della nostra povera Nazione, pagandosi i ‘ chiuriti de cuu ‘ cioè gli sfizi, con i soldini dello stipendio da onorevole ministro della suddetta et vilipesa Nazione ITALIA.
    che devo fare? mi domando e mi rispondo come un pazzo, perchè da pazzi è questa realtà, non li ho votati , non li voglio, non voglio neanche quelli della finta opposizione, mi ci sento male in questa condizione e parlando con voi, che alle volte mi rispondete dicendomi di avere gli stessi disagi morali, mi richiedo: possiamo fare la rivoluzione? la rivoluzione culturale ( meglio specificare altrimenti mi intercettano mi arrestano e mi mandano alla bastiglia dai miei amici francesi )… ma che ne so!?!
    ma la dignità, la morale, l’etica, la cultura, l’onestà, dove sono??? chi cè l’ha? chi le ha rubate? ridatecele… ridateGLIELE !
    uff, scusate ma se non scrivo a voi che siete miei amici, a chi posso dirle queste cose?
    facciamo una petizione, paghiamogliela noi la secessione, che vadano da soli e che si paghino da soli i loro stipendi ministeriali!
    w l’Italia, w il nord libero, w il centro libero e sopratutto w il SUD libero indipendente arabo-normanno-borbonico!!!
    un abbraccio a voi tutti
    RISPONDETEMI, anche a maleparole ma rispondetemi!
    di seguito vi lasci i link relativi allo schifoso argomente…

    http://tv.repubblica.it/copertina/bossi-gestaccio-contro-l-inno/22319?video

    ps…. quasi quasi : bravi fini che hai fatto il tuo dovere!
    http://tv.repubblica.it/copertina/inno-fini-bacchetta-bossi/22360?video

    ciao Enzo

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