Archive for luglio 2008

Per un caldo settembre precario

30 luglio 2008

[Riceviamo e pubblichiamo il seguente appello]

E così siamo arrivati alla fine.

Entro l’estate la privatizzazione dell’Università sarà legge dello Stato.

Più di un decennio di tagli, interventi furbescamente disegnati per compiere piccoli passi verso un’università privata ma soprattutto drasticamente ridimensionata e ora arrivano loro. In un colpo solo Tremonti realizza quello che fu il sogno di Modica, Berlinguer e tanti altri (Mussi ci rifiutiamo anche di citarlo): fondazioni, cooptazione di “diritto privato”, drastico disimpegno economico dello stato centrale ben visibile nella decurtazione prevista per il FFO. E per la scuola le cose non vanno meglio, il “Piano triennale” (per fortuna non ancora quinquennale) prevede tagli del personale (ovvero di teste precarie) per più del 20% degli organici.

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Cronologica

30 luglio 2008

Praticamente è andata così. La maggioranza ha inserito nel DL 112 la norma che abolisce la conversione a tempo intedeterminato per i contratti a termine illegittimi. “La Repubblica” ha accusato il governo: quella norma è stata inserita per fare un favore alla lobby della società Poste Italiane. Il governo, confermando le accuse de “La Repubblica”, ha presentato una modifica all’emendamento in modo che sia “riferito esclusivamente alle Poste”. Sacconi lo ha rivendicato: “Nessun dietrofront”.

La norma, dunque, è un favore per Poste Italiane, proprio come diceva la Repubblica. E su questo il governo non ha nessuna intenzione di cambiare idea. Inoltre, vale per tutti gli altri precari attualmente in causa, pure quelli che hanno già vinto e che ora perderanno il lavoro. Qualcuno lo spieghi a “La Repubblica”, che continua a parlare di “dietrofront” del Governo.

I precari costano: assumiamoli

29 luglio 2008

Sono stati pubblicati anche quest’anno i dati relativi all’uso del finanziamento ordinario da parte degli atenei. Il dato importante è la percentuale che ogni università spende per il personale fisso (docenti, tecnici e amministrativi): se supera il 90%, secondo il patto per la stabilità firmato l’anno scorso da Padoa-Schioppa e Mussi, non si può sostituire più del 35% dei pensionamenti. Le università più spendaccione, cioè, potranno bandire un concorso solo ogni tre docenti che vanno in pensione. Questo dovrebbe servire a ridurre il reclutamento e a investire di più nel personale a contratto, inducendo le università a risparmiare. In realtà, con la manovra di Brunetta per tutte le università questa soglia viene abbassata al 20% per il 2009, quindi questo dato è temporaneamente (?) irrilevante. Ma è il principio che conta: davvero chi assume più precari spende di meno?

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Fiaccolata

29 luglio 2008

Ieri sera il centro di Roma è stato protagonista di una storica manifestazione: migliaia di persone hanno illuminato i Fori Imperiali, fino al Colosseo, con in mano una fiaccola. Non per una processione (come ipotizzava qualche turista curioso), non per una dimostrazione contro la pena di morte (in memoria di Veltroni) e nemmeno per un lutto grave. La fiaccolata, organizzata dai sindacati confederali del pubblico impiego del Lazio, alla quale hanno timidamente aderito anche i sindacati della ricerca, pubblicizzata in sordina con dei manifesti trash e uno spottino registrato con una voce sintetica, ha avuto una partecipazione oltre l’immaginabile.

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Precari per sempre. Di chi è la colpa?

26 luglio 2008

L’emendamento sul contratto a tempo determinato di cui fino a ieri non parlava nessuno, è balzato all’attenzione pubblica grazie ad un rapido tam-tam in rete. Le reazioni da parte dei principali protagonisti della politica e del sindacato sono però scoraggianti.

Il direttore generale della Confindustria Beretta, quello che campa vendendo pistole, ha detto: «Un pò di semplificazione e di minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo, come in altri casi, non è di sanzioni che abbiamo bisogno ma di norme praticabili, che abbiano un senso logico rispetto alla reale situazione». Parole chiaramente pretestuose e rivelatorie, anche perché l’emendamento in questione introduce proprio nuove sanzioni (certo ridicole) per gli imprenditori. Evidentemente, le “sanzioni” decise dal governo Berlusconi sono trascurabili per gli industriali. Che dunque interpretano l’emendamento come un “via libera” ai contratti illegittimi. Come dargli torto?

Da parte dei sindacati le reazioni sono timide (“Norma iniqua” per la CGIL, “Grave incongruenza” per la CISL) e soprattutto evitano la domanda principale: perché hanno taciuto su questo finché la questione non è emersa sui media? Nel migliore dei casi si tratta di superficialità, nel peggiore di collusione. In entrambi i casi, il sindacato non ci fa una bellissima figura.

Ma è l’opposizione in Parlamento a fare la figura peggiore. Nessuna presa di posizione, finora. Eppure Veltroni, Di Pietro, Rutelli & Co. erano in aula e in commissione Bilancio, quando il provvedimento è stato approvato: per loro la scusa della superficialità non regge. Dunque, non rimane che la collusione.

L’articolo 18 dei precari

25 luglio 2008

La manovra economica del governo, il famigerato DL 112, deve andare in Senato per l’approvazione definitiva. La Commissione Bilancio del Senato della Camera, in vista del voto definitivo, ha approvato un “piccolo” emendamento che, sebbene se ne siano accorti in pochi, cambia sostanzialmente la disciplina del lavoro a termine, la legge 368/2001. Per chi volesse sapere i dettagli in legalese, il testo dell’emendamento si trova qui. L’emendamento riguarda i contratti a tempo determinato (TD) illegittimi.

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Assemblee all’università: com’è andata

24 luglio 2008

Il 21 e il 22 luglio si sono svolte due assemblee alla Sapienza. Solo la seconda aveva carattere nazionale ma la prima, convocata dal Rettore all’indirizzo del solo ateneo romano, ha visto una partecipazione ancora maggiore. Per cui val la pena raccontarle entrambe, nonostante la lunghezza.

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Assemblea al CNR: com’è andata

24 luglio 2008

L’aula magna è piena dall’inizio alla fine: posti in piedi quasi tutti occupati. Atmosfera di agitazione. Sul palco i segretari di Fir Cisl (Giuseppe De Biase) e Uil Pa-Ur (Alberto Civica), più la segretaria della Flc Cgil per la ricerca (Gianna Cioni). All’inizio una carrellata di slide espone le nefandezze del DL 112, già spiegate su questo blog.

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Il DL 112 e i precari della ricerca

22 luglio 2008

Link: | il dl 112 | il dossier presentato alla Camera dal governo |

Il DL 112, nonostante i giornali abbiano colto solo l’aspetto dell’attacco al diritto alla malattia (non è “fumo negli occhi”, ma un vero e proprio salto indietro di chissà quanti secoli) per i dipendenti pubblici, contiene enormi novità (negative) per tutto il pubblico impiego, e in particolare per l’università e per la ricerca. Vediamole (mi sono permesso di cambiare i titoli degli articoli per renderli più fedeli al contenuto):

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La voce della Casta

18 luglio 2008

di Andrea Capocci

Come documentano siti internet e mailing list, dalle università stanno piovendo mozioni di protesta e convocazioni di assemblee contro i provvedimenti del governo Berlusconi sull’Università. Le assemblee di questi giorni sono motivate da ragioni validissime, ma portate avanti da persone poco credibili: rettori e docenti corresponsabili del disastro universitario quanto i governi.

Non sono infatti credibili quei docenti che protestano contro i tagli e poi, come avviene alla Sapienza, si attribuiscono un gettone di presenza di 500 euro per partecipare a senati accademici o CdA. Né quei rettori di cui ogni anno si parla soprattutto per inchieste sulla corruzione, e oggi lamentano di non poter fare i concorsi che truccavano. Non sono credibili senati accademici che firmano contratti di docenza da 200 euro l’anno e poi si lamentano per il blocco agli scatti stipendiali. Non sono credibili docenti, rettori e ex-ministri che minacciano di dimettersi, e poi cambiano idea. Perché la protesta di questi giorni abbia un senso, dunque, le assemblee dovrebbero partire da un’assunzione di responsabilità da parte di questa “Casta”, con conseguenti dimissioni di chi negli atenei ricopre incarichi direttivi (rettori, cda, senati). Dimissioni vere, non le burlette cui hanno abituato.

Se questo non avverrà – com’è probabile – la protesta continuerà ad avere la voce della Casta, screditata come ogni Casta. Essa squalificherà la protesta agli occhi delle forze vive dell’università e dell’opinione pubblica. Isolerà l’università ancor di più, facilitando l’opera governativa di smantellamento. La isolerà dal mondo della ricerca, dall’Istat al Cnr, che condivide gli stessi problemi e sta organizzando analoghe mobilitazioni. Ma è davvero improbabile che la Casta si dimetta spontaneamente: le forze sane dell’università, come gli studenti e i precari, dovranno pretenderlo a gran voce. Altrimenti, le assemblee dei tromboni saranno l’ennesima perdita di tempo.