Presidio Rilevatori Istat: com’è andata

Una mattinata assurda, con il direttore generale che impedisce l’accesso all’Istat da parte dei rilevatori, mentre un centinaio di lavoratori bloccava il comunicato stampa sulle forze di lavoro. Così è iniziata la giornata del 19 giugno all’Istat. Verso le 11 poi rilevatori e lavoratori in lotta si sono recati alla Funzione Pubblica per un presidio che si è protratto per varie ore. L’incontro, al quale hanno partecipato rilevatori di varie regioni, si è concluso con la promessa di un appuntamento per ricostituire il tavolo sulla situazione dei 300 “collaboratori” dell’Istat, che da 6 anni intervistano gli italiani sull’occupazione.

Foto, notizie e commenti sul forum dei rilevatori precari dell’Istat.

Di seguito una rassegna stampa della giornata:

Dal Manifesto del 18/6/2008:
Precari da 6 anni

in mobilitazione
Precari in pianta stabile, si potrebbe dire. Sono gli oltre 300 intervistatori della «rete di rilevazione delle forze di lavoro» dell’istituto nazionale di statistica (Istat). Coloro che, cioè, redigono le statistiche sulla qualità del mercato del lavoro italiano. E che a loro volta sono precari ormai storici, con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per la maggior parte di loro, da oltre sei anni, rinnovati sempre in corner con emendamenti alle leggi finanziarie. Una giornata di mobilitazione per tutti i precari Istat (alle 10,30 davanti al ministero della funzione pubblica) è stata convocata oggi da Flc Cgil e Uil Pa, per chiedere la progressiva stabilizzazione dei rilevatori e l’internazionalizzazione definitiva della rete di rilevazione. A proposito di efficienza e economicità su cui oggi, in tema di pubblica amministrazione, si parla tanto e diffusamente.

ISTAT/ PROTESTANO I PRECARI: GOVERNO RIAPRA TAVOLO SU CONTRATTO

Sindacati chiedono stabilizzazione dei co.co.co.

Roma, 19 giu. (Apcom) – Stato di agitazione all’Istat dove stamani oltre 300 rilevatori precari dell’Istituto nazionale di statistica stanno protestando per chiedere la riapertura del tavolo con il Dipartimento della funzione pubblica aperto qualche mese fa e interrotto dalla crisi di Governo e dalla pausa elettorale. “Vogliamo ora che questo tavolo si riapra – si legge in una nota dei sindacati Flc-Cgil e Uil-Pa Ur -, i 300 rilevatori precari dell’Istat non possono più aspettare”.

Sotto accusa, secondo i manifestanti che si sono dati appuntamento stamani in via Balbo e, dalle 11 manifesteranno al Ministero della Funzione pubblica di Palazzo Vidoni, il clima generale di “attacco ingiustificato ai processi di stabilizzazione avviati con le Finanziarie 2007-2008. Cgil e Uil, oltre alla progressiva stabilizzazione dei rilevatori Istat, chiedono anche l’internalizzazione definitiva della rete di rilevazione”.

Gli oltre 300 intervistatori Istat “sono appesi a un contratto di collaborazione coordinata e continuativa che per la gran parte di loro dura da oltre sei anni. Dal 2005 il loro contratto è rinnovato di anno in anno grazie ad emendamenti inseriti all’ultimo momento nelle leggi finanziarie, evidenziando – prosegue la nota – una palese mancanza di volontà da parte dell’Istat ad aprire spazi per una soluzione strutturale del problema”.

I dati sull’occupazione del primo trimestre previsti oggi per le 10 saranno pubblicati con ritardo a causa dei disagi provocati dal presidio.

LAVORO/ ISTAT, PRECARI STATISTICA OCCUPANO FABBRICA ‘NUMERI CERTI’

Chiedono migliori condizioni di lavoro, sono oltre 300

Roma, 19 giu. (Apcom) – La fabbrica dei numeri certi è occupata dai manovali della statistica. Sono gli intervistatori, quelli che materialmente alzano la cornetta, fissano l’appuntamento, si mettono al volante e vanno a casa delle persone per conto dell’Istat, raccogliendo quelle informazioni preziose che consento all’Italia di conoscere se stessa. Stamattina hanno occupato la sede dell’istituto a Roma per chiedere condizioni di lavoro migliori. Sono oltre 300 e si occupano della “indagine continua forze di lavoro” ma, a dispetto del nome, hanno un contratto co.co.co. e sono pagati sostanzialmente a cottimo: 35 euro lordi per indagine che, spiegano, non permettono di raggranellare 900 euro alla fine del mese, e due mesi di stop all’anno, dicembre e agosto.

“I contratti co.co.co. non possono essere protratti a lungo – spiegano – e lo Stato impone alle aziende di regolare la posizione dei co.co.co. dopo un periodo massimo di tre anni. Ma, come spesso accade – osservano – quello che lo Stato legifera e che vale per le aziende private non vale per il legislatore stesso, che si autolegittima emanando per se stesso deroghe su deroghe”.

L’indagine, spiega infatti Fabrizio Stocchi di Flc-Istat, è iniziata in forma sperimentale nel 2002 ed è passata a regime nel 2005. Ma il carattere provvisorio dell’organizzazione del lavoro è rimasto, e ogni anno la Finanziaria rinnova, a titolo temporaneo, il contratto dei rilevatori. Così ogni anno, aggiunge Stocchi, si ripete il rito della protesta per ottenere la regolarizzazione o quanto meno il rinnovo. “L’aspetto paradossale di questa faccenda – prosegue – è che la nostra indagine dimostra proprio che l’internalizzazione e la maggiore stabilità aumentano l’efficienza e riducono i costi”. Non solo, ma prosegue, “è assurdo anche che il costo lieviti di un altro 70% quando gli stessi ricercatori fanno l’indagine per il Comune”. Più di una volta all’anno, infatti, l’Istat commissiona ai Comuni alcune indagini minori e questi ultimi si avvalgono in larga parte degli stessi rilevatori che utilizza l’Istat direttamente per la propria indagine sulle forze lavoro. In questo caso, l’indagine costa all’istituto oltre due terzi in più e i rilevatori guadagnano intorno ai 50 euro per intervista”.

Stamattina, dopo la burrascosa protesta alla sede dell’istituto che ha spinto la vigilanza a chiudere i cancelli lasciando una ventina di rilevatori ad aspettare nell’atrio sventolando il tesserino personale, la manifestazione passerà davanti alla sede del Ministero della Funzione pubblica.


Occupazione: Istat, +0,1% primo trimestre, disoccupazione sale al 7,1% (RCO)

19/06 – 9:25
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 19 giu – In termini destagionalizzati e in confronto al quarto trimestre 2007, l’occupazione ha registrato un lieve incremento pari allo 0,1%, nel primo trimestre 2008. Lo comunica Istat, con un ritardo dovuto a una manifestazione sindacale. Il tasso di disoccupazione torna a crescere dal 6,4% del primo trimestre 2007 al 7,1%, il piu’ elevato degli ultimi due anni. Bab-y-

Comunicato FLC Comunicato stampa di Enrico Panini, Segretario Generale Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL
ISTAT: mobilitazione dei precari della rete di rilevazione
19-06-2008

In occasione della giornata di mobilitazione nazionale, indetta da CGIL e UIL per rivendicare la progressiva stabilizzazione dei rilevatori dell’Istat e per l’internalizzazione definitiva della rete di rilevazione, il comunicato stampa relativo alla situazione delle forze di lavoro è stato bloccato fino alle ore 11.00.

Circa 100 rilevatori provenienti dalle diverse sedi territoriali hanno presidiato in assemblea il corridoio davanti alla sala stampa.

Nel corso dell’iniziativa si è verificato un gravissimo episodio: il direttore generale ha bloccato l’accesso a molti rilevatori, che sono rimasti fermi all’entrata, mentre un cellulare della polizia si è collocato davanti all’istituto.

La FLC Cgil condanna l’atteggiamento assunto dall’amministrazione dell’Istat contro i rilevatori precari che stanno protestando per denunciare una situazione che l’amministrazione dell’Istat ha contribuito a creare e della quale non si vede la conclusione.

Roma, 19 giugno 2008

Dal Manifesto del 20 giugno 2008:
300 PRECARI
Ecco chi compila le statistiche dell’Istat
Nell’indagine realizzata e resa nota ieri dall’Istat (vedi servizio sopra), dovrebbero essere inclusi tra i 6 milioni di contratti «indipendenti», la gran parte dei quali «precari». Nell’«operazione trasparenza» lanciata da Brunetta, figurano e sono elencati tra le ‘consulenze d’oro’, in quanto «collaboratori» della pubblica amministratori. Sono gli oltre 300 precari della prestigiosa «Rete di rilevazione delle forze di lavoro», gli intervistatori che danno vita materialmente all’indagine più importante dell’istituto nazionale di statistica che ogni tre mesi ci racconta il nostro mercato del lavoro. Ieri hanno occupato la sede dell’istituto, e manifestato davanti al ministero della pubblica amministrazione per chiedere condizioni di lavoro più dignitose. Sì perchè chi chiama a casa vostra, prende appuntamento e viene a intervistarvi per conto dell’Istat, ha un contratto co.co.co. da circa sei anni, rinnovato di anno in anno (ma con due mesi all’anno scoperti, agosto e dicembre), e viene pagato a cottimo, cioè a intervista (35 euro lordi), arrivando a mettere insieme circa 900 euro al mese (ma è una media del pollo, si guadagna anche meno). La Rete di rilevazione è nata nel 2002 in forma di sperimentazione, con il presupposto che un servizio interno all’istituto di statistica ne avrebbe migliorato la qualità. E così è stato. Ma non per loro che invece sono ancora «co.co.co» e che ieri sono tornati a chiedere l’internalizzazione della Rete e contratti di lavoro stabili.

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Una Risposta to “Presidio Rilevatori Istat: com’è andata”

  1. piera manconi Says:

    SONO UNA DELLE 311 RILEVATRICI ISTAT DALLA SARDEGNA, TENGO A PRECISARE CHE L’INDAGINE PILOTA DELLE FORZE LAVORO INIZIO’ A MARZO 2001 E COME ME ALTRI RILEVATORI ASPETTIAMO UNA STABILIZZAZIONE DAL 2001. GRAZIE

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