APAT: in pericolo la stabilizzazione

All’APAT l’amministrazione aveva sottoscritto nel 2007 con i sindacati un protocollo d’intesa, per la stabilizzazione – graduale – dei precari. Ma in seguito all’orrida circolare numero 5 del 2008 della Funzione pubblica tutto è stato rimesso in discussione.

Alberto Stancanelli, già capo gabinetto alla Funzione Pubblica, è diventato ora direttore generale dell’Apat, e subito ovviamente ha cercato di applicare le misure anti-stabilizzazione decise dal suo ex ministero. In fondo a questo post trovate il comunicato di Usi/RdB dell’APAT dopo l’incontro con il neodirettore e quello della Flc Cgil per chiedere un incontro con il Presidente dell’ente.

SENZA SE NE' MA: ASSUNZIONI SUBITO!

Riportiamo ai lavoratori una sintesi del nostro primo incontro con il
Direttore Generale, non senza sottolineare come la nostra impressione sia
stata estremamente negativa.

L'argomento principale su cui abbiamo volutamente portato la discussione è
il precariato in APAT che, a nostro avviso, ha un peso fondamentale nel
determinare quella precarietà del ruolo istituzionale che la nostra Agenzia
soffre ormai da anni.

Abbiamo ravvisato, innanzitutto, una posizione in assoluta controtendenza
rispetto al processo virtuoso avviato con il Protocollo di Intesa del luglio
2007, sottoscritto dall'attuale Presidente (allora Commissario
Straordinario), in cui Viglione si impegnava al riconoscimento del diritto
alla stabilizzazione di TUTTI i lavoratori precari presenti in Agenzia (TD e
COCOCO), percorrendo tutte le strade possibili, nel rispetto della normativa
vigente.

Oggi, nel nostro Ente di Ricerca sono in servizio 152 TD III livello, che a
novembre 2008 conseguono quel requisito temporale necessario per la loro
trasformazione a TI (i 36 mesi del comma 519, art. della Finanziaria 2007).
Ci sono 27 TD V livello che, invece, non sono stabilizzabili, e, infine,
circa 200 COCOCO, tra laureati e diplomati, tecnici e amministrativi.

Una soluzione, per quanto non ancora presa in considerazione, c'è e, a
nostro avviso, è percorribile già da subito, anche se probabilmente non
rientra nelle intenzioni del Direttore Generale, che pare ben disposto ad
espletare un concorso di tipo "meritocratico".

Al Direttore Generale, dott. Stancanelli, che vede il concorso pubblico
nazionale a tempo indeterminato come un mero reclutamento di nuove risorse
per rispondere ad una programmazione triennale delle attività dell'APAT,
alla "mission" dell'APAT (ancora da definire, sic!), rilanciamo con la piena
applicazione già da subito dell'art.5, comma 2 del CCNL EPR 2002-2005.

In questo modo, bypassando i vincoli posti dalla Finanziaria 2007 prima e
2008 dopo, sarebbero stabilizzabili TUTTI i TD (sia i 152 TD III livello che
i 27 TD del V), semplicemente facendo riferimento al Contratto Collettivo
Nazionale del Comparto, e "a costo zero" potrebbero essere trasformati a
Tempo Indeterminato già da subito, senza nemmeno attendere di maturare i 36
mesi.

Per quanto riguarda i 200 COCOCO, anche per questi lavoratori, se veramente
si intendesse risolvere definitivamente il problema del precariato in APAT,
basterebbe rispettare quel Protocollo di Intesa firmato a luglio scorso, che
è espressione della volontà politica dell'attuale Presidente, Avv. Viglione.
Per questi lavoratori, diamo la nostra massima disponibilità per un serio
confronto che ci porti con l'Amministrazione ad avviare un percorso per la
loro stabilizzazione che veda da subito la loro conversione a TD e, in
brevissimo tempo, la loro trasformazione a TI (sempre utilizzando l'art.5,
comma 2 del CCNL).

Solo in ultima istanza considereremo l'alternativa del concorso pubblico e
nazionale a tempo indeterminato come soluzione al precariato APAT, concorso
che, per quanto ci riguarda, dovrà comunque garantire la massima
valorizzazione della professionalità dei nostri colleghi COCOCO e della loro
esperienza maturata negli anni in Agenzia.

In attesa della bozza di Regolamento per il reclutamento del nuovo personale
e per la predisposizione del bando di concorso, che l'Amministrazione si è
impegnata a fornire alle OO.SS. tra 10 giorni, convochiamo i lavoratori
precari in assemblea per mercoledì 28 maggio p.v., al fine di decidere le
iniziative di mobilitazione da porre in atto qualora le nostre pregiudiziali
non venissero prese in considerazione.

            USI RDB RICERCA APAT
------------------------------------------------------------

Al Presidente dell’APAT
Avv. Giancarlo Viglione

Oggetto: richiesta d’incontro al Presidente dell’APAT.

Nell’incontro avuto il 23 maggio 2008 con il Direttore Generale dell’APAT, Dott. Alberto Stancanelli, questa Segreteria Nazionale ha posto con forza la necessità e l’urgenza di dare soluzione ai problemi del precariato presente in APAT ed all’applicazione del Contratto Integrativo sottoscritto il 4 giugno 2007.

Le risposte del Direttore Generale, in particolare per quanto riguarda l’applicazione delle norme sulla stabilizzazione dei precari rappresentano un deciso passo indietro rispetto agli impegni da Lei sottoscritti l’11 luglio 2007 con le segreterie nazionali FLC Cgil e Uil Pa-Ur nel “Protocollo d’intesa per il superamento del lavoro precario”.

Per questa ragione Le chiediamo un incontro urgente al fine di verificare se gli impegni assunti in quell’intesa sono da Lei confermati, in quanto Presidente dell’APAT e quindi dare immediato seguito al completamento del processo di stabilizzazione a suo tempo avviato.

In attesa di un positivo riscontro a questa nostra richiesta, inviamo distinti saluti.

26 maggio 2008

p. la Segreteria Nazionale FLC CGIL
Wolfango Pirelli

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3 Risposte to “APAT: in pericolo la stabilizzazione”

  1. Bruna Onofri Says:

    Mio figlio, ingegnere ambientale di 31 anni in questi giorni mi sta parlando di che cosa sta succedendo all’APAT dove lavora da qualche anno come co.co.co. Non ci posso credere che non solo un ingegnere che dopo che si è fatto anni di università pesantissimi, dopo che ha lavorato come precario per anni a due soldi, ora di punto in bianco venga messo in mezzo ad una strada alla sua età come anche la maggior parte dei suoi colleghi!!!!!! Grido forte sono una mamma che si è fatta il deretano da sola, divorziata, per crescere due figli, farli studiare ed ora a 31 anni me lo devo vedere perdere il lavoro così!!! Ho votato Berlusconi ed ora caro Silvio ti prego non mi farmi pentire perchè questa sarebbe un’azione troppo abominevole da parte tua su cui io avevo puntato tutte le mie speranze……

  2. bruna onofri Says:

    Ci risiamo!! Mio figlio Francesco Andreotti, di anni 39, Ingegnere ambientale, Tecnologo, Ispettore, Ufficiale di Polizia Giudiziaria presso l’ ISPRA (Agenzia del Ministero dell’Ambiente), dopo 12 anni di precariato “beffa”, e vincitore di concorso, a partire dal giugno 2016 p.v., potrebbe ritrovarsi in mezzo ad una strada, insieme ad altri 70 colleghi,come ha già rischiato di trovarsi nel 2008. Francesco fa parte anche del Gruppo Ispettivo che controlla trimestralmente l’ilva di Taranto ed inoltre spesso svolge attività ispettive in tutta Italia ed all’estero.

    Non ci posso credere che un ingegnere di siffatta competenza e, dopo anni di università pesantissimi, con laurea quinquennale, possa ricevere tale trattamento da uno Stato che si vanta di tutelare il lavoro dei giovani.

    Grido forte, anzi fortissimo, e mi rivolgo a chi di competenza: Presidente del Consiglio Renzi, Ministro dell’Ambiente Galletti, Presidente dell’ISPRA Bernardo De Bernardinis, Direttore Generale dell’ISPRA, Stefano Laporta, Ministri competenti, Uffici competenti affinchè questa bruttura non avvenga sulla pelle di questi lavoratori.

  3. Bruna Onofri Says:

    Ci risiamo!! Devono stabilizzarlo nel modo più assoluto!! E’ un ingegnere che da tanti anni lavora per lo Stato ed in più ha fatto tantissime missioni in Italia ed all’estero per ispezioni nel suo campo.
    Grido ancora forte, anzi fortissimo, e mi rivolgo a chi di competenza: Presidente del Consiglio, Ministro dell’Ambiente Galletti, Presidente dell’ISPRA Bernardo De Bernardinis, Direttore Generale dell’ISPRA, Stefano Laporta, Ministri competenti, Uffici competenti affinchè questa bruttura non avvenga sulla pelle di questi lavoratori.

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