Inrim: i precari interrompono il cda

Dal Foglietto dell’Usi/RdB :

All’Inrim i precari interrompono il cda

Sono ormai ottanta i lavoratori con contratti atipici e senza prospettive future

di Andrea Merlone

Oltre cinquanta lavoratori aderenti al Coordinamento dei Precari dell’Inrim hanno interrotto la seduta dell’ultimo consiglio di amministrazione dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, ente di ricerca che sovrintende al mantenimento dei campioni di unità di misura e alla certificazione delle misure. L’azione, promossa dal sindacato Usi/RdB ha avuto lo scopo di manifestare la preoccupazione dei giovani ricercatori circa le prospettive di lavoro all’interno dell’istituto. La presentazione dei risultati dell’ormai ennesimo censimento del personale precario è stata quanto mai preoccupante. Ottanta persone operano attualmente presso l’Inrim senza una forma contrattuale stabile. Sotto le mentite spoglie della formazione, sempre più giovani vengono mantenuti in servizio fino a età avanzata (si avvicina la soglia dei quarant’anni…) senza un contratto a tempo indeterminato che ne riconosca livelli e qualifiche. A ciò si aggiunge la preoccupazione principale per gli assegnisti che non potranno più avere rinnovati gli assegni, in quanto giunti al termine del quarto anno, dopo il triennio di dottorato. Alta formazione, quindi, non sufficiente a garantire l’accesso in modo permanente presso l’Istituto. Alta formazione sovente “ceduta gratis” ad altri Istituti esteri o a enti diversi. Più del 20% del personale formato con impegno di ingenti risorse pubbliche all’Inrim trova occupazione presso altri enti, sovente non nazionali. Il continuo ricorso allo strumento dell’assegno di ricerca (anch’esso ormai definito da alcuni “formazione”!) porta a una situazione che rischia di sfuggire di mano. Gli assegnisti, sempre più, sono costretti a spendere gran parte del proprio tempo nella ricerca di contratti e progetti che forniscano i fondi necessari ad ottenere altre e ulteriori forme di contratto non stabile. I fondi regionali, solo finalizzati a finanziare altri assegni di ricerca, tipologia di contratto non riconosciuta dai decreti di stabilizzazione, non fanno che peggiorare la situazione. I ricercatori dell’Inrim, maggiore Istituto di ricerca pubblico piemontese, hanno richiesto inoltre un
incontro con gli organi di governo della Regione, per chiarire le linee guida atte a garantire serenità e produttività alle attività scientifiche del personale non stabilizzato.

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