Una lettera aperta dei precari della ricerca

riceviamo e pubblichiamo:

IL NATALE DEI PRECARI DELLA RICERCA: parliamone.

Non è affatto vero che tutti i capisaldi della Finanziaria 2008 vengono mantenuti.

“Anziché nei telegiornali parlare di cronaca nera, o delle magagne della politica, cercate di parlare di scuola e di ricerca” e ancora “87.000.000,00 di euro non sono stati decurtati alla ricerca, ma bensì più che quintuplicati, 500.000.000,00 di euro, da dividere negli anni 2008, 2009 e 2010, sono stati destinati a questo scopo” queste le parole del nostro ‘carissimo’ Presidente del Consiglio, quando la sera del 16 dicembre 2007, si gongolava, ospite alla trasmissione “Che tempo che fa”, predicando bene e razzolando male.

Ma la ricerca chi la fa?

In Italia la gran parte dei ricercatori lavora grazie (o malgrado) a forme contrattuali che possono essere assimilate al lavoro nero. Co.co.co., assegni di ricerca, borse di studio, contratti professionali, etc., tutto fuorché contratti a tempo determinato comparto ricerca (riservati solo ai figli di…). Lo Stato italiano misconosce i diritti di questi suoi cittadini, tranne che al momento di riscuoterne le tasse, lasciandoli a vita nella condizione di precari (niente maternità; niente malattia; niente previdenza; niente TFR; falsa pensione; la tredicesima, regalo di Natale di cui godono tutti, perfino gli extracomunitari, viene loro negata e per di più dalla dodicesima mensilità viene decurtato il 20%).

La finanziaria 2008, approvata dalla Camera dei Deputati, adesso recita così:

Art. 93.

Fatte comunque salve le intese stipulate, …per gli anni 2008, 2009 e 2010, piani per la progressiva stabilizzazione del seguente personale non dirigenziale, tenuto conto dei differenti tempi di maturazione dei presenti requisiti:

a) in servizio con contratto a tempo determinato, …;

b) già utilizzato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, e che alla stessa data abbia già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, presso la stessa amministrazione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, commi 529 e 560, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. È comunque escluso dalle procedure di stabilizzazione di cui alla presente lettera il personale di diretta collaborazione degli organi politici presso le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonché il personale a contratto che svolge compiti di insegnamento e di ricerca nelle università e negli enti di ricerca.

Aggravando così, la già difficile situazione. Come è facilmente intuibile dalla lettura del comma b) esistono figli e figliastri, co.co.co. di serie A e co.co.co. di serie Z, perfino all’interno degli stessi Enti.

Con quale criterio la stabilizzazione procede per gli amministrativi dello Stato e retrocede nel caso dei ricercatori, che dovrebbero costituire gli elementi indispensabili allo sviluppo di un Paese che già versa in grave declino? Ma allora, questi ulteriori amministrativi cosa sono tenuti ad amministrare in un’azienda in fallimento?

Quanto pensate che possa durare la pazienza di persone, che nell’attesa hanno già superato i quaranta anni di età, sono ormai fuori dal mercato del lavoro, ed hanno figli da mantenere, o vorrebbero crearsi una famiglia?

Forse la finanziaria voleva essere una provocazione!

Ci si attende forse anche da noi il blocco dei trasporti per essere considerati?

Cosa ha significato per il nostro Paese lo stanziamento di fondi per il rientro dei cervelli, quando si persevera a farne emigrare degli altri?

Cosa si vuole fare di questo nostro Paese oltre ad una ricca mangiatoia per i governanti?

I VERI BUFFONI SONO I POLITICI e non i comici come Grillo, Benigni, Littizzetto e Luttazzi, che non esitano a denunziare il reale disagio comune (Domenica In, ‘L’Arena’, 16 dic 2007).

Chi scrive è solo una piccola minoranza, ma ritiene di poter rappresentare ed essere portavoce della totalità del personale precario del settore della ricerca.

I precari della ricerca

=== per aderire alla lettera inviare un’email a:  elisabetta.bellomo AT libero.it ===

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Una Risposta to “Una lettera aperta dei precari della ricerca”

  1. Miky Says:

    Cari giovani, vorrei omaggiarvi con un regalo di Natale. Ho appena aperto il forum dei precari trentini. Lo trovate al link http://precaritn.leo.it
    Esso ospita soprattutto contributi sul precariato nella ricerca.
    Vi sarei molto grata se ogni tanto ci faceste visita e se questo link fosse inserito nel blog precaridellaricerca. Grazie e buon Natale a tutti

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