INFS: senza soldi e senza direttore

“Il Direttore dell’INFS, Silvano Toso, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico, con conseguente blocco del pagamento degli stipendi al personale (sia dipendente sia precario), dei fornitori, e di ogni altra attività di consulenza e di ricerca dell’Istituto”.

Questo è l’inizio di un comunicato del personale dell’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica che campeggia sul sito dell’ente e che riportiamo di seguito integralmente:

Ozzano dell’Emilia, 22 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA

 

DIMISSIONI DIRETTORE ISTITUTO NAZIONALE FAUNA SELVATICA – BLOCCO DI TUTTE LE ATTIVITÀ

Il Direttore dell’INFS, Silvano Toso, ha rassegnato le dimissioni dall’incarico, con conseguente blocco del pagamento degli stipendi al personale (sia dipendente sia precario), dei fornitori, e di ogni altra attività di consulenza e di ricerca dell’Istituto.

Questa decisione è dovuta alla drammatica situazione finanziaria dell’ente ed alla ridotta funzionalità del CDA.

L’attuale finanziamento dell’INFS copre solo l’80% degli stipendi e l’Ente ha accumulato un insostenibile debito con le banche per la mancata erogazione dei fondi degli anni scorsi.

Il CDA dell’INFS, nominato durante la precedente legislatura, risulta oggi illegittimo per la mancanza del numero minimo di consiglieri. L’attuale Presidente e questo Consiglio non sono stati in grado di risolvere i gravissimi problemi che da anni affliggono l’Ente.

L’On. Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente, durante una recente visita presso l’INFS, aveva dichiarato la volontà di supportare, sia economicamente sia funzionalmente, l’Istituto.

Il blocco delle attività dell’Ente comporta gravi conseguenze in materia di conservazione della natura, controllo dei danni all’agricoltura, caccia, ecc. Inoltre aumenta il rischio di pesanti sanzioni economiche all’Italia da parte dell’UE (attualmente l’Italia è oggetto di 15 procedure di infrazione in campo faunistico-ambientale).

I dipendenti dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica appoggiano pienamente la decisione del Direttore e chiedono al Ministro dell’Ambiente di mantenere la parola data personalmente, di rinnovare completamente il Consiglio d’Amministrazione e di fornire all’INFS il supporto finanziario necessario per svolgere i compiti che la legge italiana affida all’Istituto.

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