Bozza della finanziaria 2008 per ricerca e precariato

Qualche giorno fa il governo ha presentato alla stampa la Finanziaria 2008. Il testo-bozza, alquanto rabberciato e pieno di cancellazioni, è stato quindi inviato alle organizzazioni sindacali ed è sostanzialmente pubblico. Ecco una prima analisi dei punti che riguardano i temi di principale interesse di questo blog: precariato e ricerca.

update 9 ottobre: sul sito del governo è scaricabile l’originale del testo-bozza della finanziaria 2008.

1) Solo contratti a tempo indeterminato

Questo aspetto è stato sottolineato da giornali e tv. Leggiamo infatti all’art. 36 comma 1:

1. Le pubbliche amministrazioni assumono sclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Le medesime non possono avvalersi delle forme contrattuali di lavoro flessibile previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa se non per esigenze stagionali per periodi non superiori a tre mesi.

Ma già al comma 2 arriva la prima deroga:

2. Le amministrazioni non possono stipulare con lo stesso lavoratore contratti di lavoro a tempo determinato
che superino la durata complessiva di due anni non prorogabili. In nessun caso è ammesso il rinnovo del
contratto o l’utilizzo del medesimo lavoratore con altra tipologia contrattuale.

E – dulcis in fundo – al comma 9 arriva la deroga per noi più “interessante”:

9. Le università e gli enti di ricerca possono avvalersi di contratti di lavoro flessibile per lo svolgimento di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica i cui oneri non risultino a carico dei bilanci di funzionamento degli enti o del Fondo di finanziamento degli enti o del ondo di finanziamento ordinario delle università. […] L’utilizzazione dei lavoratori, con i quali si sono stipulati i contratti di cui al presente comma per fini diversi determina responsabilità contabile del dirigente e del responsabile del progetto. La violazione delle presenti disposizioni è causa di nullità del provvedimento o del contratto di finanziamento del progetto di ricerca, salva la responsabilità civile nei confronti del committente.”

Quindi enti di ricerca e università possono continuare ad assumere precari, se non li pagano direttamente loro.

2) Ancora tagli

Contemporaneamente tutti gli enti pubblici devono risparmiare, stavolta sulle spese di manutenzione (titolo III capo I):

4. A decorrere dall’anno 2008, le spese annue di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili utilizzati dalle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato non possono superare la misura del 3 per cento del valore dell’immobile utilizzato.

3) Turnover

Il turnover, dal 2010, è “stabilizzato” al 60%, come già previsto dall’ultima finanziaria per il 2008 e 2009.

1. Per l’anno 2010 le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel
limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento di quelle relativa alle cessazioni avvenute nell’anno precedente.

Tutto qua? Tutto qui, pare. Dire che è “insufficiente” appare quasi inutile. Speriamo fosse una bozza sbagliata.

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7 Risposte to “Bozza della finanziaria 2008 per ricerca e precariato”

  1. Carlo Sartiani Says:

    Il punto 9) mi lascia perplesso. Nel dipartimento in cui lavoro (Pisa) abbiamo due tipi di assegni: autofinanziati e cofinanziati. I primi sono integralmente finanziati da fondi di ricerca (quali PRIN, FIRB e fondi europei) e da ricerche conto terzi. Gli assegni cofinanziati (come il mio), invece, sono a totale carico del dipartimento e della facoltà. Sembrerebbe, allora, che la finanziaria renda non più praticabili questi ultimi.

  2. Maria Fantappiè Says:

    Non ho parole. è davvero uno schifo! Infatti non solo si da la licenza di continuare ad assumere con contratti di lavoro flessibile (sinonimo usato per non dire contratti parasubordinati!) ma si impedisce anche alle pubbliche amministrazioni di assumere con regolari contratti a tempo determinato gravando sui fondi ordinari! Che è invece quello che noi vorremmo. Il fatto è che così la tirano in tasca a tutti noi e mantengono le cose proprio come stanno ora. Saprete tutti, infatti, che se fossimo assunti con regolari contratti a tempo determinato su fondi ordinari non solo potremmo rintrare nelle norme di stabilizzazione della finanziaria 2007, ma più in generale potremmo rientrare nelle stabilizzazioni “aconcorsuali” dell’ente previste dall’articolo 5 del contratto nazioonale della ricerca che prevede che se il personale assunto con contratti a tempo determinato è stato assunto “con le medesime modalità e procedure previste dalla legge dei concorsi a tempo determinato l’ente potrà, nel limiti stabiliti dal fabbisogno di personale e previo superamento di una ulteriore verifica sulla attività svolta e sulla qualificazione conseguita, trasformare il rapporto a tempo determinato”, senza dover bandire così un nuovo concorso.

    Inoltre bisogna ricordarsi che nella direttiva della funzione pubblica del 7 aprile 2007 si diceva così
    “Da ultimo si richiama l’attenzione delle amministrazioni sulla necessità di rispettare le disposizioni vigenti in tema di ricorso alle forme di lavoro flessibile in generale, e di contratti a tempo determinato in particolare, contenute nell’articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001, come di recente modificato dal decreto legge n. 4 del 2006. Tale articolo dispone che i datori di lavoro pubblici possono ricorrere, in particolare, ai contratti a tempo determinato solo per esigenze “temporanee ed eccezionali e previo esperimento di procedure inerenti assegnazione di personale anche temporanea”. Le disposizioni contenute nella legge finanziaria per l’anno 2007 sono finalizzate a sanare situazioni non in linea con le normative sopra richiamate, e con la normativa previgente, in quanto molte amministrazioni hanno stipulato diversi contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, peraltro spesso con i medesimi lavoratori, per far fronte ad esigenze durature che potevano essere soddisfatte, ad esempio, con processi di riqualificazione o riconversione. Le scelte organizzative compiute in violazione delle disposizioni dell’articolo 36 citato non corrispondono ai principi di buon andamento cui deve uniformarsi l’azione amministrativa e comportano un danno all’amministrazione non solo in termini di costi ma anche di immagine, in quanto generano aspettative nei lavoratori assunti con contratti a tempo determinato che difficilmente possono avere riscontro, considerata la necessità di contenere i costi della pubblica amministrazione affermata costantemente dalle leggi finanziarie. Si ricordano pertanto anche i limiti di spesa di cui al comma 187 dell’art. 1 della legge 266/2005, così come modificato dal comma 538 dell’art. 1 della legge 296/2006 e le responsabilità in materia del personale dirigente che instaura detti rapporti di lavoro in violazione delle norme richiamate. Le amministrazioni dovranno operare esclusivamente attraverso le competenze presenti al proprio interno anche attraverso l’adozione di moduli organizzativi flessibili. Gli organi di controllo interno vigilano sulla corretta applicazione della normativa richiamata nel presente paragrafo e segnalano alle sezioni competenti della Corte dei Conti la violazione delle norme in materia di ricorso ai contratti di lavoro flessibile.”

    dunque, finche saremmo pagati su fondi straordinari e si andrà dicendo che non svolgiamo attività ordinaria, sareme sempre esclusi da ogni stabilizzazione.

    ciao a tutti, Maria

  3. KaryMullis Says:

    Uno schifo mai visto!

    Avete visto l’articolo Missione 23? (vedi precat.it o ricercatoriprecari.wordpress.com) E’ la fine di ogni assunzione nuova nelle università italiane!

    Pezzenti!

  4. lorenzo Says:

    il testo è cambiato in peggio :

    1. Al comma 6 dell’articolo 7 del decreto
    legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le parole:
    «di comprovata competenza» sono sostituite
    dalle seguenti: «di particolare e comprovata
    specializzazione universitaria».
    2. Resta fermo quanto previsto dall’arti-
    colo 1, commi 529 e 560, della legge 27 di-
    cembre 2006, n. 296.
    3. L’articolo 36 del decreto legislativo 30
    marzo 2001, n. 165, e ` sostituito dal seguente:
    «Art. 36. – (Utilizzo di contratti di lavoro
    flessibile). – 1. Le pubbliche amministrazioni
    assumono esclusivamente con contratti di la-
    voro subordinato a tempo indeterminato e
    non possono avvalersi delle forme contrat-
    tuali di lavoro flessibile previste dal codice
    civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro su-
    bordinato nell’impresa se non per esigenze
    stagionali e per periodi non superiori a tre
    mesi.
    2. In nessun caso e ` ammesso il rinnovo
    del contratto o l’utilizzo del medesimo lavo-
    ratore con altra tipologia contrattuale.
    3. Le amministrazioni fanno fronte ad esi-
    genze temporanee ed eccezionali attraverso
    l’assegnazione temporanea di personale di al-
    tre amministrazioni per un periodo non supe-
    riore a sei mesi, non rinnovabile.

  5. Problemi di stabilizzazione « Says:

    […] numero 2: la bozza di finanziaria che circola prevede – nel pubblico impiego – soltanto l’impiego a tempo indeterminato e il […]

  6. filippo novello Says:

    sono un docente a tempo indeterminato
    in part-time 50%
    con contratto a progetto triennale ,in un ente locale fino al 2010
    cosa succederà adesso?

  7. sabrina Says:

    da tre anni lavoro presso una struttura privata a tempo determinato.
    cosa succederà adesso?
    aspetto una vostra risposta.
    sabrina

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