Archive for agosto 2007

Walter Moratti

31 agosto 2007

C’è finalmente qualcuno che prende sul serio i precari della ricerca. Il candidato democratico W. Molti hanno pensato che quando i precari delle università di Roma scrivevano, qualche mese fa, “aridatece Moratti”, scherzassero, o comunque esagerassero. Forse lo pensavano anche i precari stessi.

Ma W no. W ha capito. Per questo ha dichiarato al Corriere della sera che, se fosse premier, chiamerebbe a collaborare con lui, proprio Letizia Moratti. Non Massimo, quello dell’Inter, ma proprio lei: l’ex ministra dell’università e dell’istruzione (cui aveva tolto l’aggettivo “pubblica” persino nel nome del ministero). Grazie, Walter.

Studenti della Sorbona è ora di ribellarsi

31 agosto 2007

dal manifesto del 29 agosto 2007

(segnalato da free lance)

Vale la pena affaticarsi sui libri e sui banchi di scuola per prendere parte a questa corsa a ostacoli, quando il premio di tutto è tanto misero, e al traguardo vi aspettano giudici che, palesemente, barano? I posti sono pochi e per «arrivare» bisogna se non inchinarsi, almeno rimpicciolirsi. Bisogna lusingare l’uno e abbandonare l’altro. Così va la storia di tutte le amministrazioni pubbliche passate, presenti e future
Jules Vallès (1871)

Erano le sette meno cinque, la Sorbona era circondata. Da rue Saint-Jacques e rue Victor-Cousin affluivano plotoni di scolaretti e liceali della capitale, scortati ai fianchi, guidati da sorveglianti scolastici con la barba nera o con basettoni rossi, sotto un sole rovente. Avevano l’aspetto meno stupido di quanto non l’avessero gli studenti della mia generazione. La loro età era compresa fra i quattordici e i diciotto anni, ed erano tutti là, in attesa che aprissero le porte e potessero finalmente tradurre in francese moderno un testo in greco antico o unire qualche emistichio tradizionale a un esametro latino, come si attacca una coda di carta al posteriore di un insetto. Mi è parso che non avessero alcuna fiducia, quelle giovani creature, e non credo fossero davvero convinte che le operazioni che si apprestavano a compiere potessero effettivamente metterli al sicuro dal diventare, da grandi, uomini inutili, anche nel caso in cui avessero strappato il primo premio. (more…)

Cucurucucù… diploma

28 agosto 2007

Secondo i dati ufficiali (frutto di un’idagine congiunta fra Ministero del lavoro, Unioncamere, Almalaurea e Almadiploma) il diploma è il titolo di studio oggi, in Italia, vincente, per entrare nel mondo del lavoro. Non c’è troppa domanda di laureati, da parte del sistema economico, mentre ce n’è per chi è solo diplomato e – soprattutto – non pretende un salario adeguato. Infatti sempre gli stessi dati parlano, per i neoassunti diplomati, di un reddito medio mensile (a seconda del tipo di scuola) fra i 600 e gli 800 euro (contro i 1.042 degli analoghi laureati).

La scuola rimane dunque l’elemento centrale della formazione verso l’ingresso nel mondo lavorativo. E’ perciò da segnalare un’interessante disamina, pubblicata qualche giorno fa dal Messaggero, del funzionamento della scuola in alcuni paesi: Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Germania e Francia. Allo stesso tempo è partita una grande indagine internazionale della commissione europea sulle “scuole per il XXI secolo”. E l’Italia? Proprio in questi giorni alcuni studenti italiani hanno presentato un software anti-bullismo.

Il nuovo corso di Mussi

28 agosto 2007

E’ fine agosto, ma il governo non riposa. Mentre Fioroni, ministro della scuola, va al meeting dei suoi amici di Comunione e Liberazione per promettere i soliti finanziamenti incostituzionali alla scuola privata e contemporaneamente butta i soldi pubblici perché non vuole saperne di usare internet e l’email (strumenti evidentemente e pericolosamente laicisti), il sinistrodemocratico Fabio Mussi emana le linee guida per i nuovi corsi di laurea. Tra le misure draconiane, contenute negli allegati, si stabilisce una soglia minima di 12 professori di ruolo per istituire un corso (4 per ogni anno). I docenti a tempo indeterminato dovranno inoltre assegnare almeno il 50% dei crediti formativi (vd. art. 4.7 dell’allegato 1).

Le università rispetteranno i minimi? Se sì, che fine faranno i docenti a contratto – precari – che insegnavano fino a ieri in corsi di laurea da loro monopolizzati? Se invece gli atenei non rispetteranno le nuove regole, cosa succederà?

Decreto Ministeriale 26 luglio 2007

Allegato 1 (pdf) | Allegato 2 (pdf) | Allegato 3 (pdf)

Rating e ranking

28 agosto 2007

Secondo il ministro Mussi, che l’ha scritto nero su bianco sulle colonne del Corriere della Sera il 14 agosto scorso, “il gruppo europeo del «Processo di Bologna»” ha “elevato il rating dell’università” italiana, grazie all’azione del suo ministero.

E’ passata una sola settimana, da quando Mussi ha scritto l’editoriale, ed ecco arrivare un’altra classifica. Quella dell’Arwu. Secondo questa prestigiosa classifica mondiale delle università, nessun ateneo italiano figura nei primi 100 del ranking. Intanto sempre più studenti vanno a laurearsi in Asia.

Sul merito delle università

28 agosto 2007

Intorno a ferragosto si è sviluppato, sul Corriere della sera, un dibattito tra l’editorialista Michele Salvati e il Ministro Mussi. Salvati ha sostanzialmente fatto notare a Mussi che l’ANVUR, la famosa agenzia di valutazione, ancora non esiste e che intanto la “meritocrazia” attende. Il merito è importante. Mussi ha risposto che quello che poteva fare l’ha fatto, promettendo ancora molto altro per il prossimo futuro e Salvati ha di nuovo scritto che quanto fatto da Mussi è sempre troppo poco. Segnaliamo, nel merito, un editoriale del 2006 dell’ex sindacalista Bruno Trentin, morto proprio in questi giorni, che avvertiva sui pericoli del concetto di “meritocrazia”, e un articolo recentemente pubblicato sul sito della Voce, che sfata il mito delle università di “eccellenza” e spiega come anche nel mitico modello americano il sistema sia retto da tante piccole e meno “meritevoli” università.

Docenti a contatto 2: lettera alla Cgil

11 agosto 2007

Questa lettera è stata inviata alla Flc Cgil, in risposta all’ultima iniziativa dei sindacati confederali sulle docenze a contratto.

 

Buongiorno,
sono un professore a contratto che insegna nella Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni” dell’Università di Roma “La Sapienza”. Come forse già saprete nella sola facoltà “Quaroni” ci sono 550 docenti a contratto e il problema del precariato è molto sentito.
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Docenti a contatto

10 agosto 2007

Pubblichiamo una lettera inviataci da un professore a contratto di Roma: 

Spesso c’è una percezione distorta dell’effettivo carico di lavoro di un professore a contratto. La questione senza dubbio merita un approfondimento. L’articolo sull’Unità, dal mio punto di vista di professore a contratto che insegna ad architettura a Roma, è sostanzialmente corretto.

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Le università hanno facoltà

9 agosto 2007

Il 25 luglio scorso il ministero della funzione pubblica ha risposto alla CRUI (Conferenza dei rettori) che chiedeva lumi sulle stabilizzazioni nelle università italiane. Dopo una lunga premessa, in cui si ribadisce che dalla stabilizzazione sono (“almeno in questa fase”) esclusi tutti coloro che non sono contrattualizzati (ovvero i ricercatori) e che non hanno i famigerati tre anni a tempo determinato, ovvero i precari t.d. amministrativi, si passa al “vero” punto: ovvero la “proroga ex lege” fino all’avvenuta stabilizzazione. Secondo la lettera inviata alla CRUI “si ritiene che sia facoltà dell’Università considerare la stessa, in quanto “anticamera” di un’assunzione a tempo indeterminato e quindi di ingresso nei ruoli, al di fuori delle spese che concorrono a determinare il limite”…

In sostanza le università hanno facoltà di comportarsi come credono, ma possono considerare i soldi che usano per le proroghe al di fuori dei vincoli imposti attualmente alla spesa per i lavoratori a tempo determinato nel pubblico impiego. Un colpo al cerchio e uno alla botte.

ANVUR svalutata

9 agosto 2007

Secondo le indiscrezioni pubblicate oggi su Italia oggi l’ANVUR tarderà ancora parecchio a vedere la luce, a causa delle osservazione del Consiglio di Stato. Infatti pare che l’agenzia per la valutazione di università e ricerca assomigli più ad un’authority che ad un’agenzia. Inoltre il ministero dell’università non avrebbe chiesto (almeno in modo ufficiale) i necessari pareri al ministero dell’economia. Infine il Consiglio di Stato si chiede come mai una struttura (l’ANVUR) che prevede 20 dipendenti dovrebbe avere ben 3 dirigenti generali. Insomma a un anno dalla proposta di istituzione e quando già vari patti e protocolli ne presuppongono l’esistenza e il funzionamento, l’agenzia di valutazione di Mussi non vede la luce.