L’appello dei precari per la finanziaria

Flc Cgil, Fir Cisl e Uil PA-UR hanno lanciato un appello, rivolto ai ministri Luigi Nicolais e Fabio Mussi, per la prossima finanziaria. L’appello dovrebbe essere firmato da tutti i titolari di contratti atipici diversi dal “tempo determinato” e chiede di allargare a tutte le forme di precariato della ricerca la stabilizzazione.

Di seguito il testo dell’appello:

Al Ministro dell’Università e Ricerca
On.le Fabio Mussi
Al Ministro della Funzione Pubblica
On.le Luigi Nicolais
Siamo lavoratrici e lavoratori precari titolari di contratti a vario titolo presso gli Enti Pubblici di Ricerca, non inclusi nelle procedure di stabilizzazione avviate a seguito delle norme contenute nella Legge Finanziaria 2007.
Abbiamo alle spalle un’anzianità di servizio pari ed in non pochi casi più consistenti di quello dei titolari di contratti a tempo determinato; molti di noi hanno sostenuto e superato prove selettive per essere assunti; svolgiamo attività di ricerca con le stesse modalità dei nostri colleghi titolari di contratto di lavoro subordinato. In molti Enti costituiamo una quota rilevante dei lavoratori precari occupati.
Il contratto di lavoro atipico spesso è intervenuto dopo che era scaduto il contratto a tempo determinato: le amministrazioni che ci hanno assunto hanno basato la scelta della tipologia di contratto da utilizzare esclusivamente sulla base di criteri economici.
Non ci sono, quindi, ragioni di merito a motivare l’attuale condizione di precarietà e che possano in qualche modo giustificare la condanna a rimanere precari a vita se non si interviene a rimuovere una ingiusta esclusione.
Per tutte queste ragioni, basate su dati reali facilmente verificabili,

CHIEDIAMO

che la prossima Legge Finanziaria 2008
•  intervenga a sanare questa ingiustificata discriminazione;
•  preveda ai fini della nostra stabilizzazione l’estensione delle procedure previste dalla Legge Finanziaria 2007 anche ai nostri contratti di lavoro;
•  preveda risorse adeguate.

Firmato
Nome e Cognome     Ente     Tipologia di contratto     Anni di anzianità

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3 Risposte to “L’appello dei precari per la finanziaria”

  1. RSU: il voto rimane precario « Says:

    […] « L’appello dei precari per la finanziaria […]

  2. SABBATELLA RAFAFELE Says:

    sono precario somministrato contratto tempo determinato provincia

  3. Riccardo Dominici Says:

    CONTROCORRENTE?

    Ho sempre lavorato con contratti “atipici”. Metto il termine tra virgolette prechè se tu sei utile ad un’azienda perchè mai dovrebbe mandarti a casa?

    Il problema non è il precariato, bensì l’egualitarismo e la pretesa di chinque di pretendere uno stipendio a prescindere dal fatto che sia o meno remunerato dal mercato.

    Il problema è la vigenza del’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che non permette alle aziende di sostituire le persone qualora sul mercato si trovi una professionalità migliore (ovviamente alle condizioni stabilite dai contatti collettivi di lavoro siglati con i sindacati).

    Se sei intoccabile ti si spegne il cervello. Se ho imparato a fare certe cose e mi sono dato da fare e professionalizato (facendo corsi anche a spese mie, anzichè fare gite sulle montagne andine) lo devo solo ed esclusivamente alla legge Biagi, altrimenti sarei diventato, come molti, una larva.

    Per quanto riguarda la ricerca, perchè non provate a dare un’occhiata al mio sito? Lo stipendio a tutti i costi porta le aziende anche a fottere chiunque le capiti sotto mano, a mettere in atto tecniche di adescamento di polli che dovrebbero suscitare l’attenzione dell’antitrust. Come li paga la Bocconi questa valanga di ricercatori se non vende master e corsi di formazione ai comuni anche se poi non è nemmeno capace di farti fare uno stage proficuo?

    C’è poi ricerca e ricerca, quella utile (tecnologica, medica, economica) e quella di cui, in tempi di austerità, di dovrebbe e si potrebbe fare a meno: se dal medio evo ad oggi sono state fatte n ricerche, ad es., sulla teoria atomistica di lucrezio nel de rerum natura, a cosa cazzo serve farne un’altra? Basta formare le persone in numero sufficiente per insegnare letteratura latina nei licei e nelle università. Così per chi fa ricerca medica ci potrebbero essere 2.000 € al mese, anzichè 900.

    Speriamo che nella prossima finanziaria si tenga conto di tutto ciò, cercando di non far perdere la pazienza a chi produce il pil (che sono anche coloro che nel pomeriggio tengono i polli).

    Riccardo

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