CNR di Firenze: comunicato dei precari

Le RSU del CNR di Firenze hanno incontrato, con un seguito di precari dell’ente, i direttori dell’istituto. I precari chiedono l’applicazione del comma 529 dell’art. 1 dell’ultima legge finanziaria (che prevede la trasformazione dei contratti “atipici” in contratti a tempo determinato) e un futuro di stabilità lavorativa.

Di seguito la lettera diramata dai precari:

Lettera aperta ai Direttori e al personale strutturato degli Istituti del CNR di Firenze

L’avviso della Direzione Generale dell’Ente indirizzato al solo personale a tempo determinato (TD), del 5 Luglio 2007, ha il merito di porre finalmente all’ordine del giorno il problema del precariato all’interno dell’Ente stesso.

Tuttavia, come già sottolineato in diverse occasioni, l’approccio proposto appare non soltanto insufficiente e inefficace ma anche assolutamente iniquo per la stragrande maggioranza di lavoratori precari che da anni prestano la loro opera presso il CNR.

Come precari CNR, conosciamo perfettamente la realtà della ricerca in Italia e in particolare quella drammatica dell’Ente, in cui giornalmente ci si deve confrontare con la mancanza di risorse, e siamo quindi ben consci della difficoltà (impossibilità) di risolvere il problema del personale precario con le scarse risorse allocate dalla Finanziaria 2007.

In questo senso siamo pronti e disponibili ad accogliere proposte per soluzioni graduali al problema, che prevedano un riassorbimento progressivo delle situazioni di sofferenza, e un piano di lungo termine che veda la re-introduzione del turn-over, ormai da anni assente.

Tuttavia, lo spirito dell’avviso, che attua nel modo più restrittivo e penalizzante la Legge Finanziaria, va oltre il problema delle insufficienti risorse. Esso stabilisce un principio di priorità assolutamente iniquo nel diritto alla stabilizzazione, trascurando in maniera umiliante i percorsi professionali qualificati di personale per anni che ha lavorato nel CNR nei soli modi possibili e con gli inquadramenti professionali disponibili.

E’ noto a tutti coloro che svolgono ricerca presso questo Ente che il reclutamento di personale precario avviene con le risorse disponibili, e che le tipologie di contratto offerte al personale dipendono dai fondi disponibili al momento del contratto e non da criteri di merito.

È noto che il personale inquadrato a TD rappresenta una stretta e fortunata minoranza nella marea dei precari della ricerca (assegnisti, co.co.co, co.co.pro., borsisti, ecc.) che danno un contributo essenziale alla vitalità e alla sopravvivenza delle linee ricerca attive nell’Ente.

È noto che pur di non perdere professionalità costruite con anni di lavoro e specializzazione su temi di ricerca avanzata, i gruppi di ricerca offrono ai precari dei gruppi contratti possibili al momento, aggirando le difficoltà economiche ed i vincoli burocratici, tramite un avvicendarsi di tipologie di contratto varie ed assortite che si dipanano negli anni.

Escludere questo personale dal diritto alla stabilizzazione ci sembra una operazione scorretta, molto lontana dalla realtà dei fatti, e assolutamente irrispettosa delle professionalità presenti nell’Ente. A questo proposito, vorremmo sottolineare che oltre a non riconoscere l’operato qualificato di anni di lavoro di molti precari, si nega credibilità anche a chi queste persone ha reclutato e ogni volta riconfermato nella posizione lavorativa coperta.

Ci sembra che accogliere acriticamente i criteri proposti nella circolare per l’accesso alla stabilizzazione vada a detrimento di tutti coloro che lavorano nell’Ente, non solo dei precari che non si trovano nella ‘fortunata’ condizione di inquadramento TD.

Per questo chiediamo che come forma di pressione verso una soluzione più adeguata del problema, gli Istituti che si avvalgono del lavoro di personale precario nelle forme più varie ed assortite, facciano presente la reale situazione del personale segnalando come aventi diritto alla stabilizzazione tutti i precari che hanno il requisito di tre anni di anzianità in attività di ricerca svolta con contratti di tipo para-subordinato e/o atipici.

A tal fine lo strumento che riteniamo più idoneo è la stessa Circolare N.8/2007 emanata dal Dipartimento della Funzione Pubblica il 18 Giugno 2007.

Pensiamo che il primo passo necessario per risolvere il problema del precariato in modo fattivo, seppur parziale, e non demagogico, sia quello di eliminare la differenziazione tra contratti para-subordinati e/o atipici e quelli subordinati, che, nell’ambito di personale impiegato nella ricerca, corrisponde sempre ad una differenza di trattamento e quasi mai a una differenza nelle mansioni svolte.

Crediamo che il riconoscere questo dato di fatto sia un atto di solidarietà che il personale dipendente può compiere verso chi, per motivi esclusivamente generazionali, non ha accesso a questa condizione di normalità lavorativa.

Firenze, 6 Luglio 2007

I precari del CNR di Firenze

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Una Risposta to “CNR di Firenze: comunicato dei precari”

  1. http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/ Says:

    A me queste modalità mettono solo tristezza e insicurezza…
    Il CNR si gli altri no? mah…!!! forse sono io l’alieno.

    Possibile non ci siano idee di più ampio respiro?
    Sempre a difendere i soliti “interessi particolari”…
    Ci vuole il coraggio di una riforma…
    questa non è nemmeno più democrazia…
    è solo una lotta corporativa…
    basta non se ne può più…
    (scusa lo sfogo… nn ce l’ho con te, precariodellaricerca)

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