Presidi e incontri ambientali

Mercoledì 27, come annunciato, lavoratori precari e non dell’Apat e dell’Icram, due enti di ricerca dipendenti dal ministero dell’ambiente, hanno presidiato il MATTM sotto le bandiere del sindacato Usi/RdB. Una delegazione è stata ricevuta dal direttore del personale del ministero e un altro incontro si svolgerà nei prossimi giorni con il sottosegretario.

Il giorno dopo, giovedì 28, i sindacati dell’Apat hanno discusso delle stabilizzazioni con l’amministrazione dell’ente. Qualcosa dovrebbe – finalmente – cominciare ad avviarsi. Bisogna peraltro considerare che l’Apat è incluso anche con 185 stabilizzazioni di precari decise dal governo precedente.

Di seguito il comunicato sul presidio di mercoledì di Usi/RdB ricerca:

COMUNICATO STAMPA

 

 

PRESIDIATO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE:

 IL DIRETTORE BASILE INCONTRA USI RDB RICERCA E ASSICURA IL SUO IMPEGNO PER APAT ED ICRAM 

 

 

Ieri mercoledì 27 giugno USI RdB Ricerca insieme ai precari APAT ed ICRAM hanno presidiato come “promesso” il MATTM.

 

Una delegazione di precari è stata ricevuta nel corso della mattinata dal Direttore del Personale del Ministero. A questo incontro, di profilo tecnico, seguirà un secondo incontro lunedì 2 luglio con il sottosegretario Piatti, per i nostri due EPR vigilati dallo stesso Ministero.

 

In coerenza con quanto questa organizzazione sindacale sta conducendo in tutti gli EPR e relativi Ministeri vigilanti, abbiamo posto all’attenzione anche del Direttore Basile, che ci ha ricevuto, la situazione in cui vertono APAT e ICRAM a un anno di governo.

 

Siamo tornati ancora una volta a denunciare l’inutile temporaggiamento dei vertici istituzionali dei due Enti (ancora entrambi commissariati, n.d.r.) ad avviare un piano di stabilizzazione SOSTENIBILE, che a nostro avviso, nonostante l’autonomia di gestione di APAT ed ICRAM deve vedere comunque impegnato il Ministro e tutto il Ministero vigilante.

 

Le norme enunciate in finanziaria sono ormai decreti attuativi, direttive e circolari eppure le Amministrazioni non sembrano preoccuparsene, quando, invece, il notevole ritardo accumulato con la passata legislatura sugli adempimenti ambientali (paghiamo all’Unione Europea milioni di euro al giorno per diverse procedure di infrazione in campo ambientale, n.d.r.) esigerebbe la loro immediata attivazione.

 

L’impasse in cui i due EPR si trovano a nostro avviso è un’eredità della passata legislatura che deve essere superata al più presto e il Ministro vigilante, onorevole Pecoraio Scanio, può e deve sensibilizzare le Amministrazioni vigilate attraverso tutti gli strumenti giuridici e politici a sua disposizione.

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