21/6 Presidio dei precari dell’Isfol

Per giovedì 21 giugno, a partire dalle 9.45, l’Usi/RdB della ricerca ha proclamato un presidio sotto al Ministero del lavoro dei precari dell’Isfol, che da quel ministero dipendono.

Di seguito il comunicato del sindacato:

COMUNICATO STAMPA

II MINISTERO DEL LAVORO CANCELLA INCONTRO SULL’ ISFOL:

I LAVORATORI PRECARI  PRESIDIANO IL MINISTERO

 

Roma, 21 giugno, dalle ore 9.45

presidio di protesta davanti Ministero del Lavoro – via Flavia 6

 

A seguito dell’avvenuta occupazione da parte dell’USI-RdB Ricerca dell’Istituto per lo Sviluppo e la Formazione dei Lavoratori, il Ministero del Lavoro aveva convocato per domani, giovedì 21 giugno, una riunione sui problemi dell’ISFOL che dopo ha cancellato.

“Non siamo disposti ad accettare ulteriori ritardi nella discussione che deve portare alla stabilizzazione del personale precario dell’Istituto – dichiara Enrico Mari del direttivo USI-RdB Ricerca dell’ISFOL – e pertanto confermiamo il presidio davanti al Ministero del Lavoro per domani 21 giugno”.

“All’ISFOL è precario l’86% del personale (302 tempo determinato e 160 co.co.co), tutti con anzianità di servizio elevata”, prosegue Mari. “L’ ISFOL non potrebbe risolvere tutti i compiti che il Ministero di Damiano gli assegna: il Ministro stesso deve provvedere a portare la pianta organica da 100 unità circa a 550 e deve stabilizzare i precari, convertendo nel frattempo tutti i co.co.co in tempi determinati e rilanciando le attività dell’ente anche attraverso l’aumento dei fondi ordinari”, conclude Mari.


“Gli enti di ricerca, ed in particolare i lavoratori precari che rappresentano il 50% degli organici, sono in fermento”, aggiunge Claudio Argentini della Segreteria Nazionale USI-RdB Ricerca. “Le risposte di questo governo sono insufficienti, e per questo la nostra organizzazione continuerà a lottare per ottenere che già nel DEPF tutta la propaganda fatta dal Governo su precariato e ricerca venga concretizzata. Nelle prossime settimane vari Enti di ricerca scenderanno in piazza: non lasceremo che la legge Finanziaria assegni soldi all’impresa e non alla ricerca pubblica”, conclude Argentini 

 

Roma, 20 giugno 2007

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