Il disastro del 3+2: ma solo la Grecia si muove

In questi giorni, l’Europa discute a Londra la strategia continentale sull’istruzione e sull’università. I ministri dell’UE faranno il punto sul processo di Bologna, la politica europea di armonizzazione dei sistemi universitari. Proprio grazie al processo di Bologna, in Italia è arrivato il 3+2, l’organizzazione della didattica universitaria divisa in un triennio iniziale dedicato all’apprendimento di una professione e in un biennio di approfondimento riservato agli interessati (con sbarramento intermedio). Quando nell’autunno 2005 le facoltà d’Italia furono occupate contro il ministro Moratti, gli studenti pronunciavano ancor più spesso il nome di Berlinguer, l’autore della riforma 3+2. E Mussi dava loro ragione, in quella continua campagna elettorale che fu il governo Berlusconi. Deve essere per questo che oggi Mussi tace sull’importante summit di Londra. Ma anche l’università italiana alza poco la voce, nonostante il fallimento sia sotto gli occhi di tutti.

Diverso il clima in altri paesi. In Grecia, ad esempio, il paese più simile all’Italia per arretratezza del tessuto produttivo, contro il processo di Bologna l’università è mobilitata dagli studenti ai professori. Non è una generica difesa dell’università pubblica dal cambiamento. Come spiega il prof. Baltas in un’intervista a Liberazione, la lotta contro il 3+2 riguarda soprattutto chi all’università non ci è ancora arrivato o ne è già uscito: “Questa strategia compromette l’istruzione degli adulti, dato che l’educazione offerta in questi tre anni di studio diventa molto presto obsoleta”. Se vuole uscire dall’arretratezza, la Grecia avrebbe bisogno di un’università molto diversa da quella disegnata a Bologna. E l’Italia no?

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5 Risposte to “Il disastro del 3+2: ma solo la Grecia si muove”

  1. http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/ Says:

    non è un disastro… è che in italia c’è la paura delle riforme…
    non basta il 3+2 da solo… andava riformato anche il dottorato
    cosa che non è stata fatta.

  2. un ricercatore Says:

    ah, rivoluzionarioitaliano, sei uno studioso!
    mi indichi quale articolo/libro hai scritto sul 3+2? Oppure ne hai letto forse qualcosa? Mi indichi dove avresti capitonche il 3+2 va bene? Grazie.

  3. http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/ Says:

    grazie, grazie… appena scriverò un libro sarai il primo a cui spedirò le bozze…

    il 3+2 era inevitabile. Sempre per la solita retorica della globalizzazione non si poteva far stare 8-9 anni la gente in continuo fuori corso…
    ad architettura e ingegneria rasentava col vecchio ordinamento la media era quasi 10 anni.
    Soprattutto poi x il lavoro che ti aspetta qui in italia…
    Studi e fai spendere le famiglie per cosa? E’ una questione di efficienza sociale… Meglio studiare meno e studiare tutti magari con la possibilità di scegliersi un dottorato… (chiaramente non il deposito per racomandati che è ora).

    L’errore

  4. http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/ Says:

    ophss!! qualche typo… scusa la fretta…

  5. http://rivoluzioneitalia.blogspot.com/ Says:

    cmq vista la simpatia di “un ricercatore”, ti dirò anche l’articolo:
    http://www.lavoce.info/news/view.php?id=29&cms_pk=2420&from=index

    Cmq se per disastro ci si riferisce alla frammentazione (vedi la miriade di corsi di laurea), bhè in questo caso dubito che la colpa sia del “3+2”.

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