Ricercatori precari a caccia del tesoretto

da Liberazione di oggi (12 maggio 2007):

Ricercatori precari a caccia del tesoretto
«Più soldi e più diritti per la conoscenza»
Ieri un migliaio di persone alla manifestazione nazionale sotto il ministero dell’Economia
Checchino Antonini
Una caccia al “tesoretto” è andata in scena ieri mattina nelle strade intorno a Via XX Settembre snodandosi a partire dal ministero dell’Economia dove un migliaio di precari di università e ricerca, venuti anche da Pisa, Ferrara, Napoli, Torino, Siena, Bologna, reclamavano reddito e diritti. Cinque squadre hanno raccolto indizi, risolvendo enigmi preparati apposta, disseminati nelle sedi di alcuni enti di ricerca, di agenzie interinali, nell’atrio di un liceo. Tutti luoghi di transito per il precariato diffuso in formazione o già messo al lavoro. La caccia serviva a rappresentare una parte della posta in gioco di una vertenza, quella per la stabilizzazione dei precari, che avrà tempi lunghissimi.
La manifestazione è stata indetta da una sessantina di coordinamenti di lavoratori (di Enea, Icram, Isfol, Apat ecc…) e dalla Rete nazionale dei ricercatori precari, un cartello che è stato capace di attrarre sindacati e partiti della sinistra radicale che hanno aderito a una piattaforma che chiede più soldi per la conoscenza a cominciare dall’applicazione delle norme previste dalla Finanziaria – la stabilizzazione dei tempi determinati anche utilizzando i soldi dei conti “dormienti”, quelli sequestrati dalle procure dall’epoca di Tangentopoli – ma che, cinque mesi dopo, non sono ancora attuate: colpa della lettura restrittiva dei criteri per il riconoscimento dei precari, colpa delle risorse risibili – almeno da triplicare – messe a disposizione finora mentre è in atto un braccio di ferro tra la sinistra della coalizione e l’asse Padoa Schioppa-Prodi sul destino del “tesoretto”.

La lettura di reti, sindacati e partiti è concorde: c’è un ministro, Mussi, che viene percepito come marginalizzato tanto che è stato più volte costretto a minacciare le dimissioni. «E’ un ministro senza partito – spiega Fabio De Nardis, coordinatore nazionale dell’area Università e ricerca per Rifondazione – e forse è quello il problema quando c’è uno scontro proprio sul ruolo della ricerca e delle università pubbliche con Confindustria che spinge per la mercantilizzazione della conoscenza». Un aspetto di quella che Domenico Iervolino, anche lui nella delegazione del Prc con la parlamentare Giovanna Capelli, sintetizza come «deriva centrista». Intanto, per riprendere uno slogan scritto su uno striscione, «un mare di precari stanno in un mare di guai». L’Usi-Rdb Ricerca chiede anche lo «sfondamento delle piante organiche», dice Claudio Argentini. La Flc-Cgil spinge per «risorse vere, quelle promesse dal memorandum governo-sindacati in cui si leggeva della stabilizzazione entro la legislatura». E per tutti i segnali arrivati finora sono «microscopici».
I precari dell’università sono la metà dei 120mila addetti complessivi degli atenei e altri 30mila, almeno il 40% del comparto, sono disseminati in enti che dipendono da vari ministeri. Sono divisi in assegnisti, borsisti, cocopro, td, triangolati (ossia impiegati in enti ma pagati dagli atenei) con frequenti casi di contaminazione tra formazione e ricerca. Eppure hanno quasi tutti vinto più di un concorso, sono “scaduti” e riassunti un’infinità di volte, molti sono venuti in piazza coi figli piccoli, vivono condizioni di lavoro pressanti e devono darsi il cambio nella mattinata per garantire il presidio del palazzone di Padoa Schioppa a cui Prc e Pdci hanno chiesto un incontro non ancora concesso. Una delegazione, invece, incontrerà il suo capo di gabinetto. Chi scende a riferire alla piazza non sembra soddisfatto: «Università e ricerca sono terreno di scontro tra interessi particolari – dice Fabrizio della Rnrp – e non è automatico che avverrà tutto ciò che è scritto in finanziaria. Non s’è ancora aperto il tavolo di trattativa e oggi si è aperta la partita per il prossimo dpef».
Per la cronaca, la caccia al “tesoretto” è stata vinta da due squadre dell’Inaf, astrofisici “Inaf-fidabili”. Il premio: cioccolatini.

12/05/2007

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