La precarietà delle donne

Altre adesioni collettive alla manifestazione dell’11 maggio si aggiungono alla lista (oggi sono arrivate a 42). Le adesioni delle singole persone non sono state riportate nella lista per leggibilità, ma ne arrivano molte. Le ultime adesioni collettive arrivate danno l’idea della varietà del mondo della ricerca italiana: l’11 maggio, infatti, protesteranno anche i precari dell’Osservatorio Astronomico di Brera (Milano), quelli della Stazione Zoologica “A. Dohrn” di Napoli e la Libera Società degli Studi delle Donne (Piemonte/Marche). L’adesione della Libera Società, che può essere contattata all’indirizzo retesuigeneris@tiscali.it, è arricchita da un messaggio da tenere bene a mente:

“Le ricercatrici precarie di Università ed Enti di ricerca e le docenti a contratto delle Università sono sottoposte ad un regime doppia precarizzazione di vita e di lavoro rispetto ai loro colleghi uomini, hanno maggiori difficoltà ad essere cooptate soprattuttto se libere da condizionamenti baronali e considerate brave, l’Università italiana infatti non ama la bravura soprattutto se donna. Denunciamo questo stato da troppo tempo inaccettabile, aderiamo all’appello chiedendo una maggiore attenzione alle pari opportunità di accesso alla carriera universitaria”.

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