La direttiva della Funzione Pubblica, punto per punto

Proviamo a leggere, punto per punto, la direttiva emanata il 30 aprile dal ministero della Funzione Pubblica sulle stabilizzazioni.

La direttiva si applica ai “commi 519, 520, 529 e 940 dell’art. 1” della Finanziaria 2007.

Premessa

Nella premessa si scrive che il fenomeno del precariato presente nelle pubbliche amministrazioni “dovrà trovare soluzione nell’arco della legislatura”. Il che, forse, significa che se il governo crollasse per un malore di un paio di senatori e si dovesse andare a votare, prima della fine della legislatura comunque i precari saranno tutti assunti? Mah, comunque si chiarisce nella direttiva/circolare che a completare il quadro provvederanno i “commi 417, 418, 558, 565” (quelli sui conti dormienti, per capirsi).

1. Comma 519

Il comma 519, si ribadisce, vedrà stanziati i miseri fondi per le assunzioni in deroga aumentati di 31 milioni di euro.

A fronte di questo stanziamento minimo, il comma 519 pretende di trasformare a tempo indeterminato chiunque abbia avuto, abbia o avrà un contratto a tempo determinato per 3 anni negli ultimi 5 anni (compresi coloro che li hanno acquisiti in diversi enti e quelli che li acquisiranno in virtù di contratti stipulati prima del 29 settembre 2006).

Inclusi nel comma sono ministeri, agenzie, enti non economici, enti di ricerca e altri enti (ex art. 70, comma 4 d. lgs. 165/2001) . Gli enti non inclusi (Aci, ordini, federazioni, camere di commercio, università) applicano le stesse norme del comma 519, ma senza soldi. Dovranno stabilizzare con i propri fondi.

In particolare, per le università, il comma 519 si applica solo e soltanto agli amministrativi: nessuna speranza per assegnisti, dottorandi, docenti e ricercatori a tempo determinato.

2 milioni di euro sono destinati a stabilizzare i precari degli “enti parco” (Gran Sasso, Maiella…).

2. Presupposti per la stabilizzazione

La stabilizzazione è una voce del verbo “sanare”, secondo la circolare. Ma nonostante ciò bisognera attenersi alle “norme vigenti”.

Quindi ad ogni stabilizzato dovrà corrispondere un posto in pianta organica e nella programmazione di fabbisogno del personale. Ma si dice anche che “qualora necessario, per consentire le trasformazioni dei rapporti di lavoro” le “dotazioni organiche verranno modificate”, “ad invarianza della spesa teorica complessiva”.

Chi vuole essere stabilizzato deve possedere il titolo di studio richiesto per quel profilo e livello (a meno che non ci siano state modifiche sui titoli di accesso).

Viene stabilizzato senza ulteriori verifiche chi ha effettuato l’accesso a tempo determinato “tramite procedure selettive”. Se invece un precario non le abbia sostenute gli enti dovranno predisporre “tali procedure”, che saranno procedure riservate e non aperte.

3. Requisiti per accedere alle procedure di stabilizzazione

La circolare detta questo “ordine di priorità”.

1) Prima si stabilizza chi ha maturato i tre anni nella stessa amministrazione.

2) Poi chi ha maturato i 3 anni in diversi enti.

3) Infine coloro che hanno finito o finiranno di maturare i 3 anni dopo il 29 settembre 2006.

Sono esclusi dalla stabilizzazione i precari degli uffici di diretta collaborazione dell’autorità politica, per pudore e anche i “somministrati” (ovvero gli ex interinali).

4. Le procedure di stabilizzazione

Le procedure saranno predisposte da ogni ente autonomamente rispettando i seguenti passaggi:

1) Ogni ente pubblica un avviso dell’avvio delle procedure di stabilizzazione. L’avviso deve specificare i requisiti (i 3 anni famosi) e i criteri (decisi dal singolo ente).

2) I precari interessati presentano istanza all’ente, indicando, fra l’altro, di non aver già presentato istanza anche presso un’altra amministrazione.

3) Si forma una graduatoria, essenzialmente basata sull’anzianità di servizio, alla quale ogni ente può autonomamente decidere di aggiungere “ulteriori titoli”. La graduatoria non scade, o almeno così sembra, visto che ad essa “non si applicano le disposizioni sulla validità e proroga previste per le graduatorie predisposte a seguito di concorsi pubblici”.

4) Ogni ente comunica alla Funzione Pubblica e al Ministero del Tesoro i numeri dei precari da stabilizzare.

Infine la circolare chiarisce che – ai sensi del comma 519 – i precari “destinatari della stabilizzazione” hanno diritto alla proroga ex lege del loro contratto a tempo determinato, fino alla stipula del contratto a tempo indeterminato. Si dice che le amministrazioni dello stato prorogano direttamente, mentre per gli altri enti, “non ricompresi nel comma 519”, bisogna modificare il regolamento dell’ente. Non si capisce se ad esempio gli enti di ricerca, compresi nel comma 519, ma non propriamente “amministrazioni dello stato”, debbano modificare i regolamenti o meno.

5. Co.co.co. (529)

I co.co.co. hanno in base al comma 529 diritto a una riserva del 60% sui nuovi posti a tempo determinato. Il requisito temporale per avere la riserva è un anno di contratto di collaborazione. Gli assegnisti degli enti di ricerca sono assimilati ai co.co.co. in questa riserva.

6. Comma 520 (Enti pubblici di ricerca)

Il fondo specifico per gli enti di ricerca è di 20 milioni nel 2007 e di 30 milioni “annui” dall’anno 2008. Viene risolta quella che per qualcuno era un’ambiguità della finanziaria (c’era chi sosteneva che i 30 milioni del 2008 comprendevano i 20 del 2007 e altre stramberie). Per utilizzare il fondo occorre un DPCM (decreto del presidente del consiglio).

Dalla stabilizzazione del comma 520 sono esclusi gli amministrativi degli enti di ricerca, che possono sperare solo nel 519.

Le procedure devono essere simili a quelle spiegate per il comma 519.

Ma non viene chiarito in che modo si distribuisce il fondo tra precari triennali e “vincitori di concorso”. La finanziaria assegna, come noto, il 520 a entrambe le “categorie”. Il fondo si distribuirà “autonomamente” in modo diverso ente per ente tra precari e “vincitori di concorso”. Bah!

7. Indirizzi in materia di ricorso ai contratti di lavoro flessibili

La circolare finisce con la fiera delle buone intenzioni e degli ammonimenti alle amministrazioni pubbliche: non assumete più precari!

______________________________________________________

Considerazioni varie:

La direttiva della funzione pubblica non chiarisce nulla più di quanto non facesse la finanziaria nei commi 519 e 520 dell’art. 1. Almeno sui punti dirimenti: soldi e tempi.

Si capisce più o meno il percorso: bando dell’ente, istanze, graduatoria, autorizzazioni del governo alla stabilizzazione. Ma non si capisce quanto può durare e con quali soldi si farà. Intanto proroga ex lege per tutti (anche se il punto sulla modifica dei regolamenti di ente è ambiguo).

Si commettono ingiustizie poco spiegabili: si escludono del tutto dalla stabilizzazione i ricercatori e docenti dell’università, anche se con un contratto a tempo determinato, mentre si includono gli amministrativi delle stesse università. Negli enti di ricerca si esclude il personale amministrativo dal 520, quando è noto che è molto difficile distinguere chi fa “attività di ricerca” o di “supporto alla ricerca” e chi no.

Rimangono completamente fuori dalla stabilizzazione tutti i precari con contratti diversi dal tempo determinato: assegnisti, dottorandi, co.co.co., borsisti, partite IVA, esternalizzati.

Per una parte di loro c’è solo un canale preferenziale per i nuovi posti a tempo determinato.

La direttiva affida i punti qualificanti (criteri delle procedure, distribuzione dei posti tra precari e “vincitori di concorso”) all’autonomia dei singoli enti, creando le premesse per discrezionalità e disuguaglianze fra enti, ovviamente nel “rispetto” dei sindacati…

Questa circolare fa pensare a un percorso circolare: i tempi determinati attuali diventano (lentamente, se tutto va bene) tempi indeterminati (sempre in numero inferiore ai pensionamenti, ovviamente); i co.co.co. si trasformano (lentamente) in tempi determinati. E chi impedirà alle amministrazioni di assumere nuovi co.co.co.? Insomma, se tutto va bene, a fine legislatura, siamo punto e a capo.

scarica–> il testo della direttiva

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16 Risposte to “La direttiva della Funzione Pubblica, punto per punto”

  1. vito luigi Says:

    qualcuno conosce direttive per il comma 565?

  2. precariodellaricerca Says:

    non ne so nulla. E’ il comma sui risparmi delle spese nella sanita’?

  3. vito luigi Says:

    si. – la nomenclatura e’ esatta, ma il mio riferifermiento e’ circa
    PROCEDURE DI STABILIZZAZIONE DEL PRECARIATO NELLA SANITA’.
    Il comma 519 e’ per gli enti pubblici.
    il comma 565 e’ per i dipendenti della sanita’.
    sicomme la direttiva n. 7 risolve il comma 519,
    esiste una equivalente per il comma 565?
    grazie per la risposta.

  4. precariodellaricerca Says:

    Nella premessa della direttiva 7 si dice che il processo di stabilizzazione dovra’ esplicarsi attraverso l’applicazione delle disposizioni contenute nei commi 417, 418, 558, 565, 566 e 1156. Non so se questo significa che sia necessaria un’ulteriore direttiva apposita. Credo di sì, ma non posso darti nessuna certezza.

  5. Da.Ma Says:

    Dove è spiegato che si escludono del tutto dalla stabilizzazione i ricercatori e docenti dell’università, anche se con un contratto a tempo determinato, mentre si includono gli amministrativi delle stesse università?

  6. precariodellaricerca Says:

    Il testo della direttiva è qui: https://precaridellaricerca.wordpress.com/2007/05/02/il-bello-della-direttiva/

  7. Circolare numero 8 « Says:

    […] numero 8 Mentre la circolare (direttiva) numero 7 del 30 aprile sull’applicazione dei commi 519 e 520 (stabilizzazione) […]

  8. La corte dei conti ha registrato la direttiva numero 7 « Says:

    […] corte dei conti ha registrato la direttiva numero 7 La direttiva numero 7 della Funzione Pubblica sulle stabilizzazioni nel pubblico impiego (commi 519 e 520 della […]

  9. Circolare numero 9: proroga al 10 agosto « Says:

    […] numero 9: proroga al 10 agosto Dopo la circolare (direttiva) numero 7 del 30 aprile, ormai ufficiale, e la circolare (nota) numero 8 del 18 giugno, la Funzione […]

  10. La direttiva numero 7 è ufficiale « Says:

    […] direttiva numero 7 è ufficiale Dopo “soli” due mesi e mezzo, la direttiva della Funzione Pubblica sulle stabilizzazioni del 30 aprile scorso, il 13 luglio è uscita in […]

  11. La fine è Nota « Says:

    […] niente, incomincia richiamando “i principi e le linee di indirizzo dettate con” la Direttiva n. 7/07 e la Circolare […]

  12. giovanni Says:

    sono un lavoratore precario dal 5 novenbre 2005 e precisamente:dal 5 novembre 2005 fino al 7 marzo 2007 con contratto a tempo determinato di 8più 8 all’ex az.sanitaria n.3 di Rossano, ora ASP di Cosenza….dal 16 agosto 2008 al 15 novembre 2008 ho lavorato 3 mesi a tempo determinato all’azienda ospedaliera di cosenza, dal 15 novembre 2008 fino al 14 luglio 2010 con contratto di 20 mesi all’ASP di Cosenza..ho in tutto 39 mesi di precariato…..vorrei sapere a chi è più competente di me per quanto riguarda le leggi, se rientro nei requisiti della legge di stabilizzazione elencati in questa pagina

  13. precariodellaricerca Says:

    Penso, purtroppo, di no. Infatti alla data di entrata in vigore della legge avevi fatto solo 1 anno e 4 mesi, ovvero meno dei 3 anni necessari.
    Ma sono solo un umile blogger, quindi prova a chiedere a qualcun altro per un parere più specifico (un sindacalista del tuo luogo di lavoro?).

  14. Maurizio Says:

    Ma che fine ha fatto la mobilità volontaria interregionale tra amminisrazioni diverse art.30 comma 2bis Dlgs 165/01? Si parla tanto di stabilizzazioni con tutto il rispetto, ma penso a mio modo di vedere, che sia un atto anticostituziole.
    Lo scrivente dal 1998 che cerca di ottenere la mobilità, ma con tutte le storie di: Stabilizzazioni, Piani di rientri, blocco dl turn-over clientelismo politico/sindacale, la vedo dura e problematica. Grazie.
    Maurizio.

  15. vincenzo Says:

    sono stato licenziato come autista 118 dopo essere assunto ah tempo indeterminato ,dopo 14 mesi di assunzione sono stato licenziato in base art1 comma 519 (io oh tutti i titoli blsd chp ed in fine oh sette anni di esprerienza aquisita 2001 2003 2007 presso l,azienda osp c0n contratto di 4 mesi cad ann , dal 1986 fino al 2009 presso il comune (scuolabus). vorrei un aiuto grazie

  16. Vincenzo Pisano Says:

    sono stato stabilizzato il 04 01 2009 (sono stato licenziato 03 04 2010 autista soccorritore) in quanto ho prestato servizio presso asl3 il 2003 ed 2007 dal 1986 al 2009 presso il comune come autista scuolabus (mi anno licenziato in base art1 comma 519 ) come mai se la legge dice chi a i requisiti di 5 anni nelle p.a

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