Archive for maggio 2007

Laurearsi non conviene

31 maggio 2007

L’ennesima ricerca conferma ciò che è noto da tempo: laurearsi non conviene. Almeno fino a una certa età. Poi, alla lunga, pare, la laurea rende di più. Comunque l’ultima ricerca, pubblicata sul sito miojob di repubblica.it e ripresa dalla versione cartacea del quotidiano, fa un’analisi temporale degli ultimi anni. Dal 2003 al 2006 i diplomati hanno guadagnato, i laureati perso. La bassa retribuzione è un’altra faccia della precarietà.

Di seguito il testo di “Laureata precaria”, canzone dell’ultimo album di Simone Cristicchi:

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Contratto, con tatto

31 maggio 2007

Ecco. Anche lo sciopero dell’11 giugno è stato ufficialmente revocato.

contrattocgilcisluil.jpgDopo lo splendido accordo di lunedì notte (101 euro in più, contratto “sperimentalmente” ogni 3 anni) i sindacati confederali hanno annullato tutti gli scioperi previsti (pubblico impiego, scuola, ricerca e università) per i primi di giugno.

“Nell’accordo del 29 maggio – scrivono Cgil, Cisl e Uil – la certezza degli stanziamenti, necessari per il rinnovo del biennio economico 2006-2007, è fissata con chiarezza, anche per l’Università e la Ricerca .”

Nel frattempo le stesse organizzazioni hanno convocato una “manifestazione nazionale” per il 19 e 20 giugno a Roma, sulla Casilina.

Nuovi numeri per nuovi ricercatori

31 maggio 2007

Il ministro Mussi ama dare i numeri: ormai è noto.

Ci era sfuggito l’ultimo. I nuovi ricercatori assunti saranno, secondo la nuova versione, 3.000 all’anno per 3 anni: totale 9.000. Prendete nota.

Riportiamo di seguito l’articolo dall’Unità del 30 maggio:

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Anche Macerata stabilizza

31 maggio 2007

dal sito Il Mascalzone

Il Consiglio di amministrazione dell’Università di Macerata ha ratificato la stabilizzazione di 18 unità del personale tecnico amministrativo con contratto a tempo determinato in possesso dei requisiti previsti dalla legge Finanziaria 2007 e dalla recente Direttiva del Ministro Nicolais.

MACERATA, 2007-05-30 – I posti a tempo determinato sono stati annullati e sostituiti da posti a tempo indeterminato, dove sarà inquadrato il personale a tempo determinato, già inizialmente selezionato tramite concorso. “Così come organizzata – spiega il direttore amministrativo dell’Ateneo Rolando Garbuglia -, l’operazione non toglie i posti messi a concorso nell’ambito del piano del personale per il triennio 2005-2007”. Andranno, perciò, avanti i concorsi per eliminare il precariato e adeguare l’organico del personale tecnico e amministrativo. “La possibilità offerta dalla norma di legge – commenta il rettore Roberto Sani – coincide, quindi, con il progetto già autonomamente elaborato dall’amministrazione”.

A Catania l’università stabilizza

30 maggio 2007

dal sito dei precari dell’università “Bicocca” di Milano

Mentre quasi tutte le amministrazioni continuano ad attendere registrazioni e pubblicazioni ufficiali di circolari, l’Università di Catania ha deciso di stabilizzare.

Così si legge sul sito dell’ateneo:

L’ateneo catanese è la prima università in Italia ad avvalersi delle previsioni della finanziaria 2007 (articolo unico, comma 519) per garantire un’occupazione stabile al suo personale tecnico-amministrativo a tempo determinato.

Saranno 31 i precari stabilizzati. Buon per loro.

[nella foto Sant’Agata, patrona della città di Catania]

Precari accatastati

30 maggio 2007

Dopo anni di attesa, due finanziarie e varie circolari, ieri è apparso in Gazzetta Ufficiale il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che dà il via alla stabilizzazione di 6.514 precari in varie amministrazioni pubbliche (tra cui l’Agenzia del territorio, ovvero il catasto). I criteri sono gli stessi del comma 519, anche se i soldi e i provvedimenti sono diversi (e infatti queste stabilizzazioni dipendono dal comma 521).

Tra gli stabilizzandi a breve ci sono anche alcuni precari di enti di ricerca: l’APAT (185 assunzioni) e il CNIPA (20 assunzioni).

Congratulazioni ai fortunati precari!

Un precario, un voto

30 maggio 2007

s-omov.jpgLe elezioni per le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) rappresentano il cuore della democrazia sindacale nei luoghi di lavoro, in Italia.

Tra l’altro, insieme al numero di tessere, il numero di voti conquistati da ciascun sindacato ne determina la rappresentatività, ovvero la possibilità di trattare con la controparte, il diritto ad avere permessi, convocare assemblee e scioperi.

Negli enti pubblici di ricerca e nelle università le RSU si sono svolte l’ultima volta a fine 2004. Potevano votare (ed essere votati) solo dipendenti “a tempo indeterminato”.

Nella ricerca pubblica, nel suo complesso, i precari sono circa 70mila, più o meno quanti gli “strutturati”. In alcuni enti sono molto più della metà del personale: come all’Isfol, dove più di 9 dipendenti su 10 hanno contratti atipici.

Allora, nel 2004, in alcuni luoghi, come l’Istat e l’Università Statale di Milano, si svolsero elezioni RSU parallele, in cui i precari hanno votato i loro rappresentanti.

Tre anni dopo, si cominciano a preparare le elezioni del 2007 (ma forse slitteranno al 2008?).

Usi/RdB ricerca ha chiesto di dare elettorato (attivo e passivo) ai precari. In vista anche di queste “future” stabilizzazioni, che senso ha tenere fuori dalle elezioni i lavoratori precari? Ricordiamo che in altri comparti (la scuola e l’Alta formazione musicale – AFAM) i precari già hanno votato per le ultime RSU.

Vedremo chi, come e quando si opporrà al principio base della democrazia: un uomo, un voto.

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Direttiva: il disco verde

29 maggio 2007

Dal Foglietto di Usi/rdb n.20/2007:
Stabilizzazione precari, disco verde della Corte dei Conti
La direttiva per stabilizzazione del personale precario, emanata dalla Funzione Pubblica è in dirittura d’arrivo. Dopo il disco verde della Corte dei Conti che, secondo indiscrezioni, arriverà entro domani, gli enti pubblici interessati, tra i quali quelli di ricerca, potranno finalmente pubblicare gli avvisi in Gazzetta, propedeutici per la rideterminazione delle piante organiche.

La parola definitiva sul corso sulla stabilizzazione

29 maggio 2007

giotto_ultima_cena.jpgVi ricordate il clamoroso corso “La parola definitiva sulla stabilizzazione dei precari della P.A.” ad Assisi?

Alcuni precari della ricerca ci sono andati. Ecco qui il loro racconto.

Dai nostri inviati ad Assisi Simone e Sofia. 

E’ grazie all’illuminazione (intellettuale) di un dirigente di ricerca che possiamo permetterci questa spesa di 150 euro per partecipare al corso di formazione “La parola definitiva sulla stabilizzazione dei precari nella P.A.”, tenuto dalla Scuola Eugubina di Pubblica Amministrazione il 21 maggio ad Assisi. E’ rivolta principalmente agli enti locali (comuni, province, ecc…), ma la sostanza è la stessa: si parte dall’ormai celebre comma 519 della Finanziaria per intervenire lì dove strumenti di gestione del lavoro flessibile sono stati usati per far lavorare giovani volenterosi e speranzosi di un tempo indeterminato. Gli interlocutori sono Direttori Generali del Dipartimento Funzione Pubblica, Dirigenti Generali della F.P. (ufficio Relazioni Sindacali delle P.A.), Direttore di Servizio Trattamento del Personale (sempre F.P.) e un Docente Universitario Consulente Ministeriale; insomma, tutta roba da iniziale maiuscola. Noi, minuscoli, siamo due precari in mezzo ad una platea di amministrativi bisognosi di capire cosa rispondere ai nostri coetanei che lavorano presso le P.A. con contratti a tempo determinato. (more…)

Facciamo scuola

28 maggio 2007

catmanfosmall.jpg15 giorni dopo la caccia al tesoretto, svoltasi sotto al ministero dell’economia l’11 maggio durante la manifestazione dei precari della ricerca, il “Manifesto” ha copiato la nostra idea addirittura per il titolo di prima pagina.

Ne siamo contenti: dalla manifestazione al manifesto, la caccia al tesoretto continua.