Se Oxford sembra Gomorra

Anche negli atenei migliori si truccano i concorsi, come emerge dalle inchieste partite dalle denunce di alcuni (pochissimi) ricercatori coraggiosi, precari per il fatto di non avere le giuste protezioni. All’università di Siena, un fiore all’occhiello dell’Italia, diverse inchieste coinvolgono i vertici dell’ateneo, al punto che l’ex-rettore Piero Tosi il 25 maggio dovrà comparire in udienza preliminare, con l’accusa di abuso d’ufficio. Tosi, innocente fino a prova contraria, è stato per 12 anni sul “trono” dell’ateneo. Il prestigio dell’università senese consente carriere luminose a chi la dirige. Tosi, infatti, ha guidato la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane fino alle dimissioni causate dalle inchieste. Il suo predecessore era stato Luigi Berlinguer, poi potentissimo ministro del centrosinistra (fu lui a introdurre la riforma del “3+2”).

Se anche i migliori rubano, la corruzione del sistema non è dunque uno stratagemma a cui i meno bravi ricorrono per sopravvivere, ma un elemento strutturale dell’organizzazione delle università. Gli scandali, che oltre a Siena riguardano altri atenei storici come quelli di Bologna, Roma, Napoli e Padova, gettano una luce inquietante sui provvedimenti fin qui presi dal ministro Mussi, pubblicizzati sotto l’insegna dell’efficienza e dell’autonomia degli atenei. Si consideri la valutazione, ad esempio: nei piani del ministro, la neonata Agenzia per la valutazione dovrebbe premiare con maggiori finanziamenti le università con i migliori risultati. La regola si basa su un principio apparentemente ragionevole: chi raggiunge risultati migliori utilizza i denari pubblici in maniera più onesta; perciò, dato che l’omertà impedisce di sanzionare le malversazioni, ci pensa il ministero con i fondi a premiare i più onesti, dando per scontato che siano anche i più bravi. Le inchieste stanno dimostrando che tale presupposto non è affatto dimostrato. I maggiori finanziamenti rischiano infatti di finire in atenei prestigiosi ma altrettanto corrotti come quello di Siena.

Anche sulle normative sui concorsi, che danno piena libertà alle facoltà di scegliere i nuovi ricercatori eliminando di fatto le procedure concorsuali, pesano gli stessi dubbi. Le inchieste infatti dimostrano esplicitamente ciò che già sanno tutti: il vincitore dei concorsi quasi sempre è noto in anticipo e chi non ha le raccomandazioni necessarie ha poche chance. Una riforma reale dei concorsi avrebbe dovuto affrontare questo nodo, sottraendo potere alle baronie locali e mettendo tutti i candidati sullo stesso piano di fronte alle commissioni giudicanti. Invece, la riforma va nella direzione opposta: i candidati non dovranno superare prove scritte e la commissione sarà dominata da commissari interni alla facoltà che accoglierà il nuovo ricercatore, secondo la bozza finora circolata. Le “riforme”, dunque, invece di promuovere un rinnovamento del sistema universitario ne rafforzano le gerontocrazie, che in un contesto di riduzione dei finanziamenti diventano ancor più attente a non sprecare nemmeno le briciole del proprio potere.

Da un ministro che ogni giorno tuona contro l’eccessiva moderazione della sinistra politica ci si aspetterebbe maggiore irriverenza verso i soliti noti. Ma forse, mentre Mussi girava per le sezioni dei DS a battagliare contro il partito democratico, al ministero ci pensava il sottosegretario Luciano Modica (foto), espressione cristallina delle gerarchie universitarie con una biografia in puro stile Berlinguer: rettore di un’università importante come quella di Pisa, poi presidente della CRUI e senatore DS, sembra essere proprio Modica il vero burattinaio del ministero. Durante l’ultima campagna elettorale la sua nomina al vertice del ministero pareva certa e saltò solo nell’ultima notte di consultazioni, quando la sinistra dei DS pretese un posto di rilievo per il suo principale esponente, fin lì digiuno di politiche universitarie e appassionato da tutt’altre questioni, come poi si è dimostrato.

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2 Risposte to “Se Oxford sembra Gomorra”

  1. Il senso della misura » Blog Archive » Occorre un piano di risanamento e una forte spinta per la rinascita dell’Università Says:

    […] – Alessandra Bravi: “Ateneo sotto accusa per i concorsi truccati”, il Firenze 27 aprile 2007. – Precari della ricerca: “Se Oxford sembra Gomorra”. – Senio: “Ateneo Siena in scandalo concorsi … chi l’avrebbe […]

  2. Occorre un piano di risanamento e una forte spinta per la rinascita dell’Università | Il senso della misura Says:

    […] – Alessandra Bravi: “Ateneo sotto accusa per i concorsi truccati”, il Firenze 27 aprile 2007. – Precari della ricerca: “Se Oxford sembra Gomorra”. – Senio: “Ateneo Siena in scandalo concorsi … chi l’avrebbe […]

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