Professore d’informatica a contratto: come funziona l’università

IT, università a porte chiuse
di Simone Brunozzi – In Italia valgono ancora le solite regole per fare carriera. Anche quando si tratta di materie essenziali come l’Informatica e anche quando in ballo c’è un forte e riconosciuto impegno personale del docente

Roma – Mi chiamo Simone Brunozzi, e alcuni di voi mi conoscono per alcuni articoli che ho pubblicato qui su Punto Informatico nel corso degli anni. Oggi vorrei raccontarvi della mia esperienza come docente universitario di informatica, e di come questa esperienza sia finita nella solita maniera “italica”. Spero, con questo, di dare un ulteriore spunto di riflessione ai giovani per la loro carriera professionale o accademica.

Dopo alcuni mesi in California (UC Irvine) per una borsa di studio, ad inizi 2004 sono tornato in Italia perché avevo vinto un posto come professore a contratto presso l’Università degli Studi di Perugia, al Corso di Informatica. Pensavo che potesse essere l’inizio di una carriera accademica, e quindi ho preso molto seriamente questo impegno.

leggi il seguito su Punto Informatico

Advertisements

Una Risposta to “Professore d’informatica a contratto: come funziona l’università”

  1. Giovanna Nigris Says:

    S.O.S.

    Con gentile preghiera di divulgazione tra i conoscenti. Grazie e buon lavoro. Giovanna Nigris

    L’INVERISIMILE CAMUFFATO DA LEGALITA’
    Autore: Giacomo Montana

    L’albero cresciuto dalle radici delle illegalità che ci sono indicate dalle verità sostanziali in un paese, resta lo specchio inconfondibile di tutto quello che vi accade, compresa la complicità, l’omertà e la connivenza. Ti accorgi che la disuguaglianza nell’applicazione della legge colpisce e può colpire chiunque, anche chi in questo momento dovesse dire: “…tanto a me non è successo niente”. Col mio lavoro del volontariato, ho dedicato anni della mia vita a combattere da solo contro il crimine occulto, contro quel crimine ove il criminale o il complice non è un carnefice che è stato sbattuto sui rotocalchi dei giornali, ma è colui o colei che viene fatto o fatta figurare alla gente, come persona onesta, con l’appoggio di sporche protezioni politiche. La cosa più grave che ti addolora di più è il fatto che tutto questo è successo nella tua nazione, ove sei nato e cresciuto e hai sempre vissuto mentre senti criticare e condannare gesta criminali accadute in altri paesi esteri ritenuti dittatoriali-e incivili. Cosa dire e che pensare, quando vedi che la violenza occulta non risparmia nemmeno una povera donna ridotta ammalata e disabile sul posto di lavoro a causa di essere vittima senza colpa di una infinità di illegalità e relative conseguenze, sempre sistematicamente coperte, oscurate, nascoste e persino censurate dai media, verosimilmente persino per fare apparire falsamente che siamo in un paese civile e democratico. Sono fiero di avere salvato da gesti estremi chi è stato torturato nell’ombra e privato con viltà persino dei diritti di legge, ma al tempo stesso mi vergogno di tutti quei miei connazionali che si prestano a nascondere danni alla persona in un mare di indifferenza e tanta codardia. Contestualmente ci si accorge che improvvisamente tutto è finzione: la giustizia, con l’arresto e la condanna di malviventi, la spesso falsa presentazione di personaggi che svolgono una vita pubblica, con incarichi autorevoli di rilievo, la predicazione di una religione ove c’è gente praticante che sembra che si scandalizzi per un non nulla e poi di porcherie ne commette più degli altri e così via dicendo. Ti accorgi che questo è il tuo paese e non puoi fare nulla per cambiare le cose, puoi soltanto protestare, senza imitare nessuno e senza rimanere solo a guardare come invece vedi ogni giorno fare da altri. Il colmo è anche il fatto di dovere storpiare il proprio nominativo per potere inserire in un blog nazionale di maggiore notorietà la tua riflessione, perché sennò non viene accettata: tutto è in puntuale concerto con il resto dei fatti. Perché scrivo? Scrivo perché so che nel mio paese c’è anche tanta brava gente che ripudia sinceramente la violenza come la guerra, l’ipocrisia come la falsità. Sai che costoro anche se come te non possono fare nulla, col senso dell’onore, ti sanno capire e addolorandosi anch’essi dei mali che affliggono il paese, anche loro detestano i degni campioni del sadismo che amano gettare fango sulla Patria, anche quando ne hanno avuto onori e prosperità. Paradossalmente certi sadici si esercitano persino a rovesciare fango, tossico e spazzatura sui loro connazionali avversari di partito, beandosi degli applausi calorosi che gli vengono tributati. Degradare l’orgoglio di essere italiani, è una velenosa semina per il progresso! Vedi: http://sisu.leonardo.it/blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: