I figli dell’università di Messina

Riprendiamo alcuni brani della lettera di un precario dell’università di Messina, pubblicata sul sito IMGPress:

[…] A partire dall’anno 2004, allorquando l’attuale Rettore è subentrato al suo precedessore, Gaetano Silvestri, i rinnovi contrattuali concessi dal locale Ateneo a una larga fetta di precari a tempo determinato sono consistiti in pochissime mensilità di servizio (ma sarebbe più appropriato definirle “elemosine”), distribuite con criteri a dir poco arbitrari e spesso senza parità di trattamento tra tutti i contrattisti coinvolti. Insomma i vertici accademici, con la complicità silente (e ben ripagata) delle organizzazioni sindacali provano a dar vita, in occasione degli episodici rinnovi contrattuali, a una sorta di “guerra tra poveri” sulla pelle dei malcapitati precari. Non regge più di tanto l’alibi dei limiti di spesa imposti dalle varie Leggi Finanziarie governative: lo scorso anno una consistente fetta dei già esigui fondi destinati ai precari a tempo determinato è stata utilizzata per elargire contratti di collaborazione continuativa a gente che, con i predetti precari, non aveva e non ha niente a che fare. Ossia “amici degli amici” destinati allo svolgimento di compiti professionali per i quali sarebbero stati più che sufficienti i precari a tempo determinato, già formati e qualificati grazie a diversi anni di esperienza acquisita nei diversi uffici dell’Ateneo. Per renderLe l’idea della considerazione nutrita dal prof. Franco Tomasello nei riguardi dei precari a tempo determinato, la invito a dare un’occhiata al programma di ricandidatura del medesimo in vista delle imminenti elezioni. A pag. 14 si può notare chiaramente la netta discriminazione da lui attuata tra i contrattisti, vincitori di almeno una selezione a tempo determinato, e i dipendenti della cosiddetta società “Unilav”. A beneficio di quest’ultimi il Magnifico non nasconde di aver messo in atto “pressanti sollecitazioni”, in sede di Governo regionale e deputazione regionale messinese, affinché fossero reperite le risorse per il rinnovo della convenzione della Regione.  […] grazie all’escamotage della modifica alla convenzione approvata nei mesi scorsi dal Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, nonché sotto l’impulso dell’irrefrenabile ricerca di consensi in vista dell’imminente scadenza elettorale, continua senza soste l’arruolamento, in qualità di soci lavoratori, di decine di illustri sconosciuti la cui unica referenza è l’esser figli e/o parenti di dipendenti a tempo indeterminato e sindacalisti, nonché di “big” dell’Università. In conseguenza di ciò il numero di unità in forza all’Unilav è salito dalle originarie 238 unità alle oltre quattrocento di adesso. In altri termini si tratta di autentiche assunzioni dirette e nominative, senza l’adozione di alcuna pubblica selezione, gestite in toto dal Prof. Franco Tomasello e dalla gentile consorte come se l’Università di Messina fosse “cosa loro”. Tutto ciò costituisce un inaccettabile affronto nei riguardi di quei precari a tempo determinato che, pur avendo superato una o più selezioni concorsuali, vengono ormai trattati quasi alla stregua di “elemosinanti”.

Un precario abbandonato al proprio destino 

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