Archive for gennaio 2007

Lsu di noi… nemmeno una nuvola

31 gennaio 2007

Da 16, 17 anni. All’università della Calabria, negli uffici amministrativi, fin dentro al rettorato, da 16 – 17 anni, lavorano alcune persone. A 500 euro al mese per 18 ore a settimana, presi dalle liste di collocamento con i programmi ASU e PUC, sono i famosi “ex LSU”: lavoratori socialmente utili, ma soprattutto economici.

Dal 5 gennaio questi precari sono in presidio permanente con tanto di tenda. Sperano di ottenere almeno quanto ottenuto recentemente con un “protocollo d’intesa” dai loro analoghi colleghi dell’Università di Catania.

Leggi gli approfondimenti su Step 1

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Sapore di sòle

31 gennaio 2007

Ieri pomeriggio al CNR di Roma il ministro Mussi parlava di Università e ricerca e delle misure del governo in materia.

Un gruppo di supporter del ministro si è presentato a salutarlo, distribuendo il volantino che potete leggere in allegato.

Le misure del governo, riassunte in questa pagina all’interno del sito del Ministero, sono contraddittorie e difficili da comprendere. Anche al CNR mille precari non hanno ancora capito che succederà. Non sappiamo se Mussi abbia risolto i dubbi dei suoi fan.

Leggi il comunicato/volantino.

Il cielo in un’istanza

30 gennaio 2007

Il comma 519 della Finanziaria 2007 (e il 520 appresso) dicono che la “stabilizzazione” del personale a tempo determinato del pubblico impiego (e in particolare, per il comma 520, per gli enti di ricerca) avviene “a domanda” o anche “su istanza”.

Alcune amministrazioni, svelte svelte, hanno invitato i propri dipendenti a tempo determinato a compilare le istanze.

Alcuni esempi: il Ministero dei beni ambientali e culturali (tutto in un file zip) e il Comune di Roma.

Intanto negli enti di ricerca qualcosa – lentamente – si muove.

Il sindacato di base, Usi/RdB, ha presentato la sua piattaforma aggiornata e sul sito ha messo a disposizione i moduli per presentare la famosa istanza (mod. A e mod. B)

La FLC Cgil sul suo sito invece aggiorna ogni tanto la propria valutazione sulla Finanziaria e invita a stabilizzare, stabilizzare, stabilizzare.

Circolare destra

26 gennaio 2007

“La legge finanziaria per il 2007 ha stabilito le nuove aliquote contributive, in vigore dal 1° gennaio 2007, per gli iscritti alla Gestione separata. Sono previste due aliquote: la prima, pari al 23,50% (23% più 0,50% di aliquota aggiuntiva per malattia, maternità e assegni per il nucleo familiare), per tutti coloro che non risultino assicurati ad altre forme pensionistiche obbligatorie ; la seconda, pari al 16%, per tutti i rimanenti soggetti iscritti alla gestione, vale a dire sia i lavoratori pensionati sia quelli già assicurati ad altre forme di previdenza obbligatoria. Per gli associati in partecipazione, in assenza di un esplicito richiamo del legislatore, saranno applicate le aliquote del 23% e del 16% previste per le altre categorie di lavoratori iscritti alla gestione separata. La ripartizione dell’onere contributivo resta confermata nelle misure di un terzo (1/3) per il collaboratore e due terzi (2/3) per il committente, mentre per gli associati in partecipazione il 55% a carico dell’associante e il 45% a carico dell’associato.”

Circolare n° 7 dell’11 gennaio

Questa circolare spiega perché da gennaio la busta paga dei co.co.co. è più bassa. Ora potete prendere malattia e maternità, con uno stipendio minore. Il baratto della finanziaria è compiuto.

Gira che ti rigira, a pagare sono sempre i precari. Davvero circolare.

Abusi all’università

25 gennaio 2007

No, non parliamo di scandali sessuali e di pedofilia.

Parliamo del numero chiuso, di cui, secondo il ministro Mussi, ci sarebbe stato un vero e proprio abuso negli ultimi anni.

Forse il ministro dell’università è geloso della popolarità di Bersani e vuole liberalizzare qualcosa anche lui. Per una volta gli diamo ragione, ché non ci piacciono i numeri chiusi, ma quelli aperti.

Però quello che viene da chiedersi è: se apriamo ancora di più ai ragazzi che vogliono fare l’università (ed è sacrosanto!) perché non apriamo anche le porte a chi nelle università ci vuole lavorare una volta conseguita l’agognata laurea?

Nell’ultima intervista su questi argomenti, Mussi ha parlato di 30.000 posti in 10 anni. Come se non fosse già passato un anno, come se 30mila posti fossero sufficienti e come se lui fosse stato nominato ministro per dieci anni.

In Consulta

24 gennaio 2007

Domani pomeriggio (25 gennaio) i partiti dell’Unione hanno convocato una “consulta” nazionale dell’università e ricerca. In questa consulta verrano probabilmente annunciati e enunciati i provvedimenti già pronti per la nuova agenzia di valutazione e sui dottorati di ricerca, già predisposti senza consultare nessuno.

Chi volesse andare in consulta deve munirsi di giacca e cravatta (se uomo) o vestirsi bene (se donna).

Ci sono tutti!

Di seguito il programma:

(more…)

Direttamente sul web

22 gennaio 2007

Oggi pomeriggio, virtualmente, si poteva dialogare con il potere.

Sul sito dell’Unità era di scena Mussi in videochat, mentre sul sito dell’ambasciata italiana a Londra si svolgeva una videoconferenza con il sottosegretario Modica, altri illustri esponenti accademici e i ricercatori italiani in Inghilterra.

Mentre il ministro dell’università della ricrca si è concentrato soprattutto sulla “sinistra” e sul suo futuro (le sagge e forti, vibranti parole sulla ricerca le ha riservate per un’intervista all’Espresso), neanche la lontananza geografica dall’Italia ha impedito ai ricercatori in terra straniera di contestare governo e rettori, come documentato sul blog “Science backstage”.

Ma è l’ultima parte dell’intervista a Mussi dell’Espresso che piacerà a tutti i precari, in Italia e all’estero.

“[…] Assumeremo più ricercatori possibile, certo. Perché il mio obiettivo è di averne 30 mila nel giro di dieci anni. Ma le assunzioni saranno fatte valutando storia e meriti individuali”.

30mila… in 10 anni. E pensare che ci sono 50mila ricercatori precari, oggi. Nel giro di 10 anni c’è tempo per creare almeno altrettante “storie e meriti individuali”. Storie precarie, meriti precari.

Mani di forbice

18 gennaio 2007

Non solo i rettori ce l’hanno con il governo.

Ieri a Torino un gruppo di studenti e precari ha contestato la visita di Padoa Schioppa, definito “mani di forbice” a causa della smania di tagliare.

Nelle stesse ore, i 12 componenti del consiglio degli astrofici hanno annunciato le loro dimissioni con una lettera a Mussi.

Link:

| Sole 24 Ore | Repubblica | korazym |

Il ricercatore anziano

16 gennaio 2007

Secondo uno studio realizzato dal professor Paolo Rossi l’età media di ingresso e di carriera nel mondo universitario si è alzata in pochi decenni molto più velocemente di quanto non lo sia l’età media della popolazione tutta.

Secondo la ricerca “l´età media di accesso alle carriere negli ultimi anni è cresciuta in modo costante, di 5 mesi l´anno per gli ordinari, 3 per gli associati e 2 per i ricercatori. Ciò vuol dire che nel 1965 si diventava ordinario in media a 35-38 anni, nel 1980 a 42-46 anni, nel 2005 a 53-59 anni”.

Secondo Salvatore Settis, su Repubblica di oggi, il ministro Mussi, che pure si preoccupa spesso dei “giovani ricercatori”, sta studiando una soluzione che “asseconda” l’andazzo, prospettando solo un posto da ricercatore di quarta fascia per i neo-assunti. Non sappiamo se Settis abbia ragione.

Quello che è certo è che molti precari sono ormai anziani.

Pioggia di soldi su di noi

16 gennaio 2007

Secondo Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della sera di ieri (15 gennaio), l’università e la ricerca sprecano 340 milioni di euro, non investendoli.

Oggi il ministro Mussi ha risposto che i soldi sono molti di più: “altro che 340 milioni di euro”!

Chi ha ragione? Intanto prepariamoci con gli ombrelli che questa pioggia di soldi potrebbe arrivare da un momento all’altro.