Un mercoledì di dibattiti: 13 dicembre a Roma

Il prossimo mercoledì (il 13 dicembre) a Roma ci sono due dibattiti con al centro i precari della ricerca.

La mattina al Cnr sarà infatti presentato il libro “Portati dal vento”, scritto da una ricercatrice dell’IRPPS CNR e edito da Odradek. Il sottotitolo è Il nuovo mercato del lavoro scientifico: ricercatori più flessibili o più precari?.

Tra i relatori ci saranno anche vari precari della ricerca.

Il pomeriggio, sempre all’università, ma stavolta a “Scienze Politiche”, si discuterà invece più in generale di precari della conoscenza. Anche qui però sono invitati precari di enti di ricerca ed università.

Il programma lo potete leggere di seguito:

Lavoratori della conoscenza tra precarietà e autonomia
Assemblea/seminario di confronto tra studenti, ricercatori e giornalisti precari

Chi sono i lavoratori della conoscenza? Ritenuti da molti l’elite del
paese, semplici evasori fiscali o ancor peggio etichettati come
“imprese individuali”, considerate figure privilegiate solo in quanto
eredi di un’immagine del mondo del lavoro da anni obsoleta, i
knowledge workers vengono così attaccati dal centro destra come dal
centro sinistra, come l’ultima finanziaria chiaramente dimostra. Solo
alcuni esempi: i giornalisti italiani sono da due anni senza contratto
di lavoro. Tra loro, circa 40 mila “precari” un contratto decente non
lo hanno visto mai. L’ultima finanziaria ha introdotto nuovi tagli
alla ricerca e alla formazione, cronicizzando la precarietà negli
istituti e negli enti, condannando 55 mila ricercatori universitari a
rimanere nella attuale situazione “instabile” o all’espulsione dalle
Università. Frammenti di “classe creativa” italiana!

Il 30 maggio scorso, a Milano, all’Università Bicocca, giornalisti,
ricercatori, lavoratori dello spettacolo, ma anche designer,
lavoratori del web, grafici, pubblicitari, studenti (già nel presente
precari a tutti gli effetti e non forza lavoro in formazione), si sono
incontrati per avviare un ragionamento sul cambio di paradigma
produttivo del presente, sui nuovi processi di valorizzazione che
mettono al centro il lavoro cognitivo. A Roma il 17 novembre studenti
e ricercatori precari dell’università e di altri enti hanno bloccato
la “fabbrica del sapere” – come La Sapienza si autodefinisce – hanno
generalizzato lo sciopero convocato dai sindacati di base,
individuando un ambito comune in cui agire conflittualmente le
trasformazioni produttive. L’imperativo neoliberale del mercato
globalizzato che si fonda sulle reti dell’informazione e della
conoscenza fa sì che il lavoro cognitivo incarni le modificazioni del
lavoro, nel presente. Non si tratta di inventare, astrattamente, una
nuova centralità: il lavoro cognitivo raffigura piuttosto un topos, la
forma critica della dominazione che innerva, complessivamente, il
lavoro oggi, sulle menti, nei corpi, nella carne.

Se la conoscenza diventa merce, se informazione, formazione, ricerca e
cultura diventano merce, naturale conseguenza è che i lavoratori della
conoscenza precipitino in una condizione di disconoscimento, di
debolezza e di ricatto. Precarizzare un’intera generazione di
knowledge workers è funzionale all’ottenimento dell’appiattimento e
della distorsione di contenuti, messaggi e offerte formative. E tutto
ciò ostacola la possibilità di costruire vertenze, di rappresentazione
di istanze collettive, di agire autonomamente la flessibilità e di
esprimere liberamente i contenuti della propria attività. Ci
domandiamo quale futuro possa ipotizzare per sé un Paese dove tutto
questo avviene in misura ancora maggiore di quanto già si riscontra
nel resto del panorama europeo.
Ci domandiamo quindi quali forme di autorappresentazione possano
essere inventate oggi, a partire dalle richieste dei precari della
conoscenza. Ci domandiamo quali percorsi politici, creativi e
conflittuali, possano essere collettivamente avviati. Ci domandiamo
quali alleanze fruttuose, trasversali, dinamiche possano essere
tessute. Più della sofferenza è l’immaginazione a tenere uniti.
Sempre.

Proponiamo di continuare il percorso di analisi e confronto partito a
Milano, con un nuovo seminario/assemblea che si terrà a Roma, il 13
dicembre, alle ore 15.30 all’Università la Sapienza, nella facoltà di
——~——-~–~—-~
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“,0] ); D([“ce”]); //–>Scienze Politiche

Interverranno:
Sergio Bologna, ricercatore
Benedetto Vecchi, giornalista de Il Manifesto

Altre presenze, tra gli altri
Guido Besana, Gabriele Porro, Irene Merli, Cristina Morini, Paolo Papi

Rete per l’Autoformazione de La Sapienza, Precat (ricercatori precari
de La Sapienza), RDB Ricerca, ESC Atelier Occupato, Federazione
Nazionale della Stampa Italiana

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