Archive for novembre 2006

COglioni, COglioni, COglioni?

30 novembre 2006

I co.co.co. e i tempi determinati degli enti pubblici (in particolare delle università e degli enti pubblici di ricerca) sono tre volte coglioni. Pensavano infatti che il “governo amico” per lo meno non impedisse agli enti e alle università di rinnovare loro il contratto.

Si sbagliavano di grosso. Per capirlo, se ancora non l’hai capito, leggi l’articolo del fisico Giorgio Parisi uscito oggi sul “Manifesto”:

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Ricerca e precariato: ci avevamo pensato anche noi

29 novembre 2006

Sul quotidiano “free press” E Polis di oggi c’è un editoriale, a firma di Nicola Cacace, uno studioso del mercato del lavoro in Italia, che dice (incredibile) cose di buonsenso e condivisibili.

Ormai ci eravamo abituati a leggere Giavazzi e Ichino. Perfino questo banale editoriale in confronto sembra una cosa geniale.

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Il plafond

28 novembre 2006

Oggi si è riunita la “cabina di regia”, ovvero si è tenuto un incontro tra i capigruppo dei partiti di maggioranza e esponenti del governo.

Secondo il senatore Giovanni Russo Spena, capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista, il governo ha concesso un “plafond” di 350-400 milioni di euro per i miglioramenti della Finanziaria 2007 in Senato, rispetto al testo presentato alla camera.

Questi soldi dovrebbero servire “a finanziare fra le altre cose i nuovi stanziamenti a favore di ricerca e Mezzogiorno e le misure per la stabilizzazione dei precari“.

Stanno raschiando il plafond del barile.

28/11 Conferenza nazionale di precarietà. La cronaca.

28 novembre 2006

rilevatori e precari alla conferenza nazionale di statistica Stamattina, alle prime luci dell’alba (verso le 9) hanno cominciato ad affluire i partecipanti alla Conferenza nazionale di statistica, al Palazzo dei congressi dell’EUR.
Un gruppo di lavoratori (precari e non) si è dato appuntamento all’entrata, dove ha volantinato fino all’inizio della conferenza.

Iniziata la conferenza nell’aula magna con l’intervento del presidente Biggeri, che ha iniziato lamentandosi dei tagli alla ricerca presenti nella Finanziaria 2007 licenziata alla Camera, i precari hanno cominciato ad entrare, in molti portando addosso cartelli che spiegavano la loro condizione: con data di scadenza e (antica) data di ingresso all’Istat.

L’ingresso è stato rallentato dalle forze dell’ordine, che hanno cercato di bloccare l’entrata dei pericolosi lavoratori Istat con dei cartelli appesi al collo. Dopo una trattativa tutti i lavoratori sono entrati e hanno volantinato nella platea, informando giornalisti, politici e dirigenti pubblici della loro situazione.

E’ così che Franco Marini, il presidente del senato, ha iniziato il suo intervento con il nostro volantino in mano. Promettendo che al senato qualcosa cambierà. “Sicurezza e ricerca sono le priorità” – ha detto Marini, fra gli applausi (per la ricerca, un po’ meno per la sicurezza. Anche se a quel punto abbiamo guardato i carabinieri e per un secondo ci siamo chiesti se non dovessimo tentare di allearci…).

Sciolta la plenaria, molti giornalisti si sono interessati alla problematica dei lavoratori dell’Istat, in particolare per quanto riguarda i rilevatori delle forze lavoro. Sono 320, attualmente co.co.co., e in questo momento senza nessun futuro. A gennaio non hanno più un contratto. Sono arrivate le agenzie di stampa e i TG delle 13 (pare) hanno trasmesso la notizia e le immagini.

Preoccupante uno degli stand della conferenza, dedicato alle ricerche low cost. E’ il nostro futuro?

Il futuro è low cost

28 novembre 2006

Oggi, tra gli stand della Conferenza Nazionale di statistica, c’era anche un banchetto, a basso budget, che distribuiva accattivanti volantini che pubblicizzavano un istituto di ricerca di cui non avevo sentito parlare prima.

L’istituto si chiama “Ricerche low cost”. Ha (ovviamente) un sito, in cui si leggono cose terrificanti. L’istituto infatti offre le “tariffe più basse d’Italia”, mantenendo (ci mancherebbe) la “qualità” e offrendo (attenzione!) le “tavole statistiche gratis”!

In ogni pagina del sito si precisa che l’istituto “non ha costi fissi“. Il che vuol dire (probabilmente) che non ha lavoratori. Li raccatta qua e là, ricerca per ricerca, indagine per indagine.

Se da una parte questo istituto sembra fasullo, tanto è sfacciata la sua evanescenza, dall’altro rappresenta il nostro futuro: una ricerca low cost, che fornisce a chi paga le ricerche e i dati che gli servono.

L’aggettivo che manca a Napolitano

27 novembre 2006

Il presidente della repubblica Napolitano oggi è intervenuto sui tagli alla ricerca, dicendo alcune banalità:

“La scelta della ricerca scientifica e’ sempre prioritaria anche in una situazione di risorse scarse”

Quando si dice che una scelta e’ prioritaria si intende proprio questo: la precedenza da dare anche in una situazione in cui le risorse sono scarse”

Infine ha dichiarato che i giovani ricercatori sono “una formidabile riserva per il futuro”.

Manca un aggettivo: la ricerca  scientifica pubblica.

Finanziaria: ma quanti sono questi tagli?

27 novembre 2006

Ancora non ci si capisce niente.

C’è il taglio del Decreto Bersani, c’è il taglio del 20% dei consumi intermedi, ma si parla di 230 milioni (o 110, o 177,5…): quanti sono questi tagli?

In questo articolo si fanno un po’ di conti:

I punti maggiormente criticati riguardano gli scarsi fondi destinati alla ricerca con il paradosso che le risorse aggiuntive vengono di fatto ridimensionate dai tagli e le diverse modalità di trattamento riguardo agli enti di ricerca. I 230 milioni di euro supplementari, per adesso accordati, sono così ripartiti: 50 destinati al fondo per le università, 60 per l´eliminazione del taglio alle spese intermedie degli enti e 120 per il fondo degli enti vigilati dal Miur. Ciò significa che le università vengono quasi a pareggiare il taglio alle spese intermedie (che potrebbe oscillare tra 140 e 200 milioni), con i maggiori fondi assegnati. Quindi andranno a pari, ma quello che avranno in più è sicuramente un appesantimento della burocrazia, perché si dovranno attivare due procedure: una di revisione di tutti i bilanci degli atenei per l´accantonamento del taglio e l´altra di trasferimento dal ministero agli atenei di una somma quasi uguale per compensazione.

E se per le università vi sarà un taglio cospicuo in termini reali, poiché non verranno compensati gli aumenti contrattuali e in generale l´aumento dei costi all´inflazione, ancora più pesante sarà la situazione degli enti, per i quali il recupero di 120 milioni, non sarà sufficiente a compensare i tagli subiti, in particolare per quelli non direttamente vigilati dal Ministero della Ricerca, che non riceveranno nemmeno le compensazioni.
Disparità anche tra ricerca pubblica e quella privata, su cui Tocci commenta “ è stata respinta la mia proposta di compensare tutti questi tagli stornando risorse dal miliardo di euro stanziato nella finanziaria per i bandi e per la ricerca industriale”.

Condividiamo con la chiesa?

26 novembre 2006

L’altro giorno il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato che bisogna trovare «soluzioni condivise ai problemi della libertà della ricerca, con il suo codice, e le sue regole, e ai più complessi temi bioetici», riferendosi alla Chiesa cattolica.

E se condividessimo invece l’8xmille? Per esempio dando alla ricerca pubblica tutti i soldi di chi non fa la sua scelta sulla dichiarazione dei redditi!

Per fare una ricerca, ci vuole un fiore

26 novembre 2006

fioriIeri era la giornata della ricerca sul cancro. L’AIRC (l’associazione per la ricerca sul cancro) vendeva fiori per strada, per finanziare le sue ricerche.

Tutto rose e fiori? Non sembra.

“La ricerca non e’ sovvenzionata ed i fondi non dovrebbero arrivare piu’ solo dai matti per le strade, che cercano di vendere fiori per curare i tumori” ha dichiarato lo psichiatra Vittorino Andreoli.

Epifani già parla al passato

26 novembre 2006

Fatto lo sciopero, ormai la finanziaria la dà per conclusa.

Ecco il pezzo di un’intervista al leader della Cgil, Epifani:

«Andava rispettata maggior centralità sull’insieme delle politiche del sapere, che poi vuol dire scuola, ricerca, università, il cuore della richiesta di cambiamento avanzata dalla Cgil per quanto riguarda le politiche pubbliche, ma che era anche nel programma dei partiti con cui l’Unione ha vinto le elezioni. Per la Finanziaria avrei voluto un’anima molto legata ad investimenti in informazione, ricerca e innovazione, doveva avere più coraggio, non l’ha avuto, non ho capito perché e me ne dispiaccio».