Oltre alle occupazioni di Isfol, poi dell’Isae, quindi dell’Ispesl, dopo le numerose manifestazioni e agitazioni negli enti di ricerca, sono state tante le inziative in campo contro la manovra “correttiva” del governo.
Sabato scorso, come annunciato, si sono svolti i cortei organizzati dai sindacati Usb e Cobas: secondo gli organizzatori 25mila persone hanno sfilato a Roma e 10mila a Milano.
Poi ha manifestato il mondo della cultura, a Piazza Navona.
Lunedì hanno manifestato gli enti di ricerca sotto al MIUR.
Giovedì 10 giugno dalle 16.30 alle 20.00 a Piazza Navona i precari dell’Ispra metterano in piazza il loro “spettacolo” Non sparate alla ricerca.
Il 12 giugno, questo sabato, sarà la volta della Cgil, in piazza a Roma con lo slogan “tutto sulle nostre spalle”.
Nella scuola, dopo le occupazioni degli uffici provinciali patrocinate dalla Flc Cgil, si preannuncia lo sciopero degli scrutini nella scuola, indetto dai Cobas. Ma da qualche parte si è arrivati già allo sciopero della fame.
Il 19 giugno, il sabato dopo, anche il PD sta preparando la sua manifestazione contro la manovra.
A fine mese, probabilmente venerdì 25 giugno, la Cgil ha programmato lo sciopero generale.
[qui il servizio di Annozero dello scorso giovedì sugli "enti inutili", come l'Isae e l'Ispesl]

Con qualche giorno di ritardo, raccontiamo il 17 ottobre, il giorno dello sciopero generale indetto dai sindacati di base più riuscito che si ricordi. Molte parole sono state dette e scritte, perché una manifestazione nazionale con mezzo milione di persone in piazza era difficile da ignorare. Ma per molti media, la giornata è stata caratterizzata da due iniziative separate: lo sciopero generale, appunto, e le manifestazioni studentesche, a cui sono state 

