Domani, mercoledì 17, è giornata di mobilitazione. Gli studenti medi e universitari saranno in piazza in tutta Italia, la scuola sciopera ancora (un’ora con la Cgil, tutto il giorno con l’Usi-Ait e il SISA, in qualche provincia anche con i Cobas), ricerca e università scioperano le prime 4 ore, l’Osservatorio sulla ricerca ha indetto un’assemblea davanti al Cnr di Roma, a piazzale Aldo Moro. informazioni sul sito della flc
Questo ottobre è cominciato sotto i migliori auspici. Dopo le proteste dei precari della scuola già ad agosto, il blocco della didattica deciso dagli “indisponibili”, ovvero dai ricercatori della Rete 29 aprile, per protestare contro il DDL Gelmini e i tagli all’università operati dalla Legge 133 del 2008 e dalla Legge 122 del 2010, ha portato alla solidarietà di studenti e ricercatori precari.
La prima grande giornata è stata l’8 ottobre, con cortei in ogni città d’Italia e lo sciopero (di 1 ora per la Cgil, dell’intera giornata per l’Unicobas). A Bologna si è invece tenuta un’assemblea nazionale dei precari della ricerca.
Poi c’è stato il 14 ottobre, con una grande manifestazione a Montecitorio, indetta da tutte le organizzazioni sindacali e non dell’università, a cui si sono aggiunti gli studenti e i lavoratori degli enti di ricerca. Una splendida mattinata con migliaia di persone davanti al parlamento, che “festeggiavano” il fallimento annunciato del ddl Gelmini, ma chiedevano di ritirare i tagli e di investire in sapere pubblico. Un gruppone di studenti e ricercatori ha quindi occupato la vicina CRUi e poi le vie e le piazze del centro, al grido “se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”.
Il 15 è stato ancora sciopero, stavolta indetto dalla Confederazione Cobas, con manifestazioni nelle principali città d’Italia.
Poi il 16 i lavoratori e gli studenti sono scesi in piazza con la Fiom, in un’enorme dimostrazione di piazza.
Domenica 17 alla Sapienza gli studenti hanno fatto una grande assemblea nazionale, per rilanciare, due anni dopo, l’onda e i suoi contenuti. Qui il documento uscito dall’assemblea.
Oltre alle occupazioni di Isfol, poi dell’Isae, quindi dell’Ispesl, dopo le numerose manifestazioni e agitazioni negli enti di ricerca, sono state tante le inziative in campo contro la manovra “correttiva” del governo.
Sabato scorso, come annunciato, si sono svolti i cortei organizzati dai sindacati Usb e Cobas: secondo gli organizzatori 25mila persone hanno sfilato a Roma e 10mila a Milano.
Ieri pomeriggio la Cgil ha fatto una conferenza stampa, annunciando una manifestazione nazionale per il prossimo 12 giugno e uno sciopero generale, in data da definirsi (comunque sempre a giugno) contro la manovra.
Il sindacato di base Usb conferma le mobilitazioni già indette per i primi di giugno, fino allo sciopero del pubblico impiego del 14.
Nel frattempo è “andata in onda” la conferenza stampa Tremonti-Berlusconi, riassunta così sul sito del governo.
Ieri in serata centinaia di lavoratori di vari enti di ricerca (e anche qualcuno dalle università) si sono trovati a manifestare sotto al Ministero dell’economia di via XX settembre.
Domani (venerdì) dalle 10 alle 13 Cgil, Cisl e Uil della ricerca convocano per un presidio i lavoratori a Montecitorio.
I presidenti degli enti di ricerca hanno prodotto un comunicato stampa, in cui si dicono molto preoccupati, in particolare per la limitazione al 50% della spesa per tempi determinati e co.co.co. e per il sostanziale blocco del turnover.
Sembrerebbe che si siano per ora “salvati” l’Ice e l’Isfol, mentre verrebbero soppressi, come fosse un videogioco, l’Ense (Ente Nazionale Sementi Elette), L’Istituto Oceanografico, l’Istituto di studi giuridici internazionali, l’Istituto per la Promozione Industriale (IPI), l’Ente Teatrale Italiano e la Stazione Sperimentale del Vetro.
La FLC-CGIL ha indetto uno sciopero nei settori della scuola, dell’università e della ricerca per venerdì 11 dicembre. Anche i sindacati USI-AIT di Scuola e Università hanno proclamato uno sciopero l’11 dicembre. Ha aderito anche il sindacato della pubblica amministrazione FP-CGIL.
Oltre allo sciopero, ci saranno manifestazioni regionali per la Pubblica Amministrazione, e due cortei nazionali a Roma per i settori dell’istruzione e della ricerca. Uno è organizzato dai precari, l’altro no.
Quella dei precari parte alle 9 dall’università “La Sapienza”, passa per Piazza della Repubblica e finisce al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a Viale Trastevere. A questo corteo parteciperanno i docenti precari della scuola, i precari dell’università e della ricerca della FLC, dell’USI-AIT e quelli auto-organizzati, gli studenti della scuola e dell’università.
L’altro corteo parte alle 9.30 da Piazza della Repubblica e finisce a Piazza del Popolo, e alla fine verrà animato da comizi di Guglielmo Epifani e Mimmo Pantaleo.
La giornata inizia con il sottosegretario alla istruzione, università e ricerca, il democristiano Pizza (premiato per una scheda sbagliata) che da buon democristiano invita la Gelmini a dialogare cogli studenti. “E’ stata troppo brusca”, dice. E infatti in aula poco dopo si comincia a votare il “decreto Gelmini” o decreto 137.
Non si fermano le iniziative contro l’emerdamento. Per martedì 14 Cgil Cisl Uil di università e ricerca hanno indetto un presidio alla Funzione Pubblica a Roma, nel pomeriggio, dalle 14.00. Mercoledì 15 gli stessi sindacati convocano tutti a Montecitorio, la mattina dalle 10.00. Giovedì 16 a Torino è prevista la mobilitazione dei precari. Il 15 e 16 saranno giornate di mobilitazione d’ateneo a Bologna.
Venerdì 17 invece è in programma lo sciopero generaleindetto dai sindacati di base (Cobas, RdB/Cub, SdL), in gran parte con rivendicazione del precariato.
Venerdì 20 giugno è stata giornata di sciopero per il pubblico impiego, indetta dai sindacati di base (RdB, Cub, Cobas, Sdl), con 20 manifestazioni in tutta Italia. A Roma hanno manifestato, tra gli altri, molti lavoratori (precari e non) della ricerca (peraltro in attesa del rinnovo del contratto nazionale). I lavoratori (oltre 2.000) si sono spostati a Piazza Montecitorio, e una delegazione è stata ricevuta a Palazzo Chigi.
Ormai siamo all’ottavo anno. La May Day, la street parade del primo maggio dei precari, partita da Milano ed estesasi in tutta Italia, fino a diventare una manifestazione europea, si avvicina. I precari del pubblico impiego (tra cui quelli di ricerca e università) sono invitati, intanto, a scioperare il 4 aprile dal sindacato di base Rdb/Cub, mentre si scaldano i motori dei camion per il primo maggio precario. Quest’anno uno dei centri europei della protesta/festa multilingue sarà Aachen (Aquisgrana): il poster lo trovate qui.