Analizziamo punto per punto la manovra Tremonti (o meglio la “bozza” di manovra) che circola in questi giorni, con una cura particolare per le disposizioni che riguardano la ricerca e l’università. Da segnalare in modo speciale il comma 10 “zeroaumenti”, il comma 27 “dimezzaprecari”, i commi 54-59 “sopprimienti”. Fantastico anche il comma 77 “nopensionenoparty”.
Comma 1: in tutta la P.A. dal 2011 la spesa per studi e consulenze non potrà superare il 50% della spesa del 2009.
Comma 2: in tutta la P.A. (escluse Università, Enti di ricerca, e Beni Culturali) la spesa per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità non potrà superare il 50% della spesa del 2009.
Comma 3: in tutta la P.A. dal 2011 la spesa per sponsorizzazioni non potrà superare il 50% della spesa del 2009.
Comma 4: in tutta la P.A. (ad eccezione di un “motivato provvedimento” comunicato preventivamente agli organi di controllo e delle spese per ispezioni) la spesa per missioni non potrà superare il 50% della spesa del 2009.
Comma 5: in tutta la P.A. la spesa per formazione non potrà superare il 50% della spesa del 2009.
Comma 6: Le riduzioni dei commi 1, 2 e 3 si applicano anche alle società semipubbliche.
Comma 7: dal 2011 lo stipendio di ministri e sottosegretari è decurtato del 10% rispetto al 2010.
Comma 8: dal 2011 il trattamento accessorio del personale degli uffici di diretta collaborazione dei ministeri è decurtato del 10% rispetto al 2010.
Comma 9: dal 2011 il trattamento accessorio dei dirigenti della P.A. è decurtato del 5%. Da subito i nuovi contratti dirigenziali non potranno avere importi più alti dei precedenti.
Comma 10: per il triennio 2010-2012 non ci saranno aumenti contrattuali per nessun settore della P.A. (per es. gli Enti Pubblici di ricerca), salvo la “vacanza contrattuale” come disposta dalla finanziaria 2009.
Comma 11, 12 e 13: viene quindi decurtata la già misera somma destinata ai rinnovi contrattuali prevista dalla finanziaria 2010).
15 milioni di euro, pari al 5% dei fondi del Ministero della salute per la ricerca (evidentemente pari a 300 milioni), grazie a un protocollo firmato a quattro mani venerdi’ da Fabio Mussi e Livia Turco, 

