Il bilancio dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione è in rosso. Solo per pagare gli stipendi dei lavoratori a tempo indeterminato, prolungare i contratti a tempo determinato degli “stabilizzandi” e rinnovare i precari che gravano su fondi esterni, l’INRAN spenderà 8,5 milioni di euro (contro 5,3 disponibili), come spiegato da un articolo del settimanale Left:
Una primavera in rosso. Questo lascia presagire l’ultimo bilancio preventivo per i cento lavoratori atipici dell’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca sugli alimenti e la nutrizione. Dal documento, presentato ai lavoratori lo scorso 5 marzo, infatti, risulta che a fronte di 5,3 milioni di euro di entrate ordinarie, l’Inran ne spenderà ben 8,5. Secondo i calcoli di Claudio Argentini della Segreteria Nazionale dell’USI-RdB Ricerca «la spesa per il personale stabilizzato è di sei milioni, un altro milione è destinato al prolungamento dei contratti precari atipici pagato su fondi esterni». In sostanza il buco di bilancio mette a rischio di licenziamento i dipendenti precari. Mentre gli assunti a tempo indeterminato potrebbero non ricevere lo stipendio».
Leggi tutto l’articolo, pubblicato in seguito alla segnalazione di Usi/Rdb.
2 Aprile 2008 alle 12:35 am |
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