da Sardegna oggi del 28 gennaio 2008:
Università: protesta precari per contratti scaduti
Si mobilita l’esercito dei precari dell’Università di Cagliari. Circa cinquanta persone si sono date appuntamento al Rettorato per protestare contro la scadenza dei loro contratti di collaborazione coordinata e continuativa (i cosiddetti “cococo”) e per scongiurare lo stesso destino agli altri 250 lavoratori che da anni aspettano invano di essere stabilizzati. Le storie di questi precari sono più o meno le stesse: fanno parte del personale tecnico-amministrativo dell’ateneo cagliaritano, lavorano nelle segreterie, nelle biblioteche, nelle aule d’informatica, hanno maturato diversi anni di esperienza nel settore (dai tre ai dieci anni), lavorano 36 ore alla settimana per uno stipendio che si aggira sui seicento euro al mese.
CAGLIARI – Sono circa 300, e tutti con contratti atipici. Ieri è scaduto il contratto per i primi 45 lavoratori, che stamattina si sono riuniti in via Università per fare il punto della situazione e organizzare la protesta. Con la pazienza agli sgoccioli e in mano cartelli colorati su cui hanno scritto “Deprecarizziamo l’Università di Cagliari”, lamentano la “totale chiusura” dell’Ateneo riguardo alla loro situazione.
E’ la Cgil-Federazione dei lavoratori della conoscenza a guidare la lotta. “La Finanziaria del 2008 è stata motivo di grande speranza per noi – afferma il segretario Cgil Pino Calledda – perché in teoria sarebbe in grado di offrire una soluzione per i precari, eppure il rettore non ha tenuto conto di questa risorsa”. La nuova finanziaria, infatti, prevede di rinnovare i contratti in scadenza per altri tre mesi a coloro in possesso dei alcuni requisiti particolari (come quello di essere collaboratori da almeno tre anni fino a settembre 2007). “In questo modo – continua Calledda – ci sarebbe stato tutto il tempo per costruire un nuovo piano di stabilizzazione. Nessuno sarebbe rimasto a casa, come invece è successo, e i servizi dell’università avrebbero continuato a funzionare come si deve. Il rettore, invece, ha deciso di non allungare i tempi del contratto e di mandare tutte queste persone a casa”.
Il piano per salvare la situazione proposto da Stefano Seu, rappresentante Cgil del personale tecnico-amministrativo nel Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, prevede il rinnovo dei contratti appena scaduti e di tutti quelli in scadenza, con il relativo impegno a costruire, entro marzo, la programmazione complessiva delle politiche del personale, compresa la stabilizzazione dei precari. “E’ una cosa che si può fare perché le risorse ci sono”, continua Calledda, che però non nasconde di sentirsi preoccupato per la recente caduta del Governo italiano e commenta: “Bisogna stare attenti perché potrebbe saltare tutto”.
Giovedì scorso c’è stato un primo incontro con il rettore Pasquale Mistretta, ma si è risolto con un nulla di fatto. Isecondo quanto affermano i lavoratori, i rettore avrebbe presentato un documento in cui ha proposto di “salvare” un numero molto esiguo di lavoratori. Il prossimo passo sarà quindi giovedì 31 gennaio quando l’esercito di precari manifesterà di fronte all’intero consiglio di Amministrazione dell’ateneo. La battaglia, affermano i manifestanti, “si preannuncia lunga e difficile”.
Anna Toro